Mamme Troie

Mamma Troia il blog sulle mamme troie vogliose di cazzi e sempre in calore

Archive for July, 2009

Wifey, la regina dell’ingoio

Sunday
Jul 26,2009

Wifey Mamma Troia
Wifey del famoso sito storico Wifeysworld.com è stato uno dei miei primi amori, ricordo ancora la ricerca spasmodica di sue immagini con il leggendario modem 56k, di video naturalmente neanche a parlarne, troppo pesanti da gestire a quei tempi e i pochi disponibili erano dei francobolli. Comunque bastava vedere una bella foto dei suoi enormi seni mentre faceva una spagnola e le mega sborrate del marito sulla sua faccia o interamente in bocca per far drizzare il proprio cazzone.
Collegatevi qui per poter vedere e scaricare qualche sua foto ad alta risoluzione e vedere qualche suo filmato.
Wifey Sborrata in Bocca Wifey sborrata in faccia

Il Confessionale – Prima parte

Friday
Jul 24,2009

Ho letto un sacco di racconti su incesti, veri o presunti tali ed ho cercato di trarne spunto per vedere di conquistare questo tipo di “affetto” da parte di mia madre, una bonona da sballo da farsi in tutte le salse, ma non c’é stato niente da fare, anzi, una volta mi ha anche sbattuto fuori di casa per una battuta di troppo.
E’ stato così che mi sono orientato su altre perversioni. L’idea mi è saltata in mente durante una delle tante peregrinazioni fatte al centro commerciale per aiutare la mamma con le borse della spesa. Uno di questi giorni fui attratto da un negozietto che vendeva roba strana, mi sembra fosse dmail, tra la tanta roba ci fu qualcosa che mi stuzzicò la fantasia: una microcamera. Era davvero microscopica, sembrava un bottone, da qui partivano poi i cavetti a cui bisognava collegare altre apparecchiature video per poter vedere il segnale catturato. Venivano vendute due versioni, una a colori e l’altra in bianco e nero, rispettivamente 99 euro una e 45 l’altra, troppo per le mie tasche del momento, ma abbastanza per farmi venire strane idee. Alla fine comprai, visto che era in offerta ad un prezzo molto basso, un mini registratore a cassette, volevo utilizzarlo per un mio sfizio particolare. Non posso nascondere che il primo uso venutomi in mente per la microcamera era quello di utilizzarla nella stanza di mia madre, ma ormai stavo abbandonando quella pista. Quello che mi prefiggevo di fare, era di nascondere il registratore che avevo comprato in un confessionale ed ascoltare quello che veniva detto dai penitenti al prete… lo so, è una morbosità alquanto opinabile, ma volevo togliermi la curiosità di sapere che cazzo di cose vengono dette in quel posto. Scelsi per comodità la chiesa che si trovava vicino casa e, per un paio di giorni studiai per bene com’era fatto il confessionale, mi confessai io stesso per appurare il posto migliore dove sistemare il registratore. Il posto era situato in una rientranza della chiesa, quasi una nicchia, questo conferiva più privacy per il confessato che si veniva a trovare con le spalle quasi al muro e il confessionale di fronte. Durante la confessione ci si inginocchiava su un supporto molto “puffoso” che non stancava le povere ginocchia e ci si trovava davanti una finestrella con la griglia che il confessore apriva quando ci si voleva a confessare. Notai durante il mio sopralluogo che il parroco non era più quel vecchio bacucco antipatico che avevo conosciuto durante le mie frequentazioni “catechistiche” obbligatorie di qualche anno orsono… era un bel tipetto, per giunta anche simpatico, cosa rara in questo campo. La visita mi fu comunque utile a trovare il punto giusto dove nascondere il registratore. Con una scusa riuscii a carpire il giorno e l’ora in cui c’era la massima affluenza di parrocchiani nel confessionale, in modo da utilizzare quell’arco di tempo per le mie registrazioni. Attesi con impazienza che arrivasse il momento dell’azione e cercai di essere il primo a confessarmi in modo da nascondere subito il marchingegno e non perdermi nulla delle confessioni. Purtroppo fui solo terzo, ma, visto che le prime a confessarsi erano state due vecchiette, non mi preoccupai più di tanto. In serata andai a recuperare il “frutto” della mia idea e mi precipitai nella mia stanza ad ascoltare il nastro, mi sentivo un bambino nell’atto di scartare il suo primo uovo di pasqua e la “sorpresa” come capita spesso, mi lascio l’amaro in bocca. Quattro ore di nastro in lp sprecate, non se ne salvava un solo minuto, alla fine dell’ascolto ero agonizzante…solo confessioni di vecchiette e nonnini senza il minimo interesse. Avevo sbagliato tutto, dovevo aspettarmi che nel massimo “orario di punta” ci fosse lo “zoccolo duro” dei frequentatori. Dovevo trovare il momento giusto in modo da registrare cose più interessanti. Proprio mentre mi apprestavo a cercare di capire come cancellare quelle schifezze, mi accorsi della presenza di un tastino sul registratore che mi ero ripromesso di controllare sulle istruzioni, ma che per la fretta di mettere in atto il mio piano, avevo dimenticato. Sorpresa!!! era proprio ciò di cui avevo bisogno…il pulsante attivava la modalità di registrazione automatica in presenza di suoni, in questo modo potevo lasciare quando volevo il registratore e lui si sarebbe messo in funzione quando necessario. In quel momento bussò mia madre per avvisarmi di scendere a cenare. L’avevo quasi dimenticata, questa mia idea me l’aveva momentaneamente tolta dalla mente, ma come si fa a togliersi un chiodo fisso se poi durante la giornata, almeno due volte al giorno ci dai una martellata e lo infili ancora più dentro. Oggi, poi, era vestita con un abitino nero attillatissimo che esaltava le sue forme in una maniera tale da lasciare poco all’immaginazione. La mega scollatura era il colpo di grazia. Durante la cena aspettavo sempre con ansia un momento in particolare: l’ora della frutta. La mia mammina la sera mangiava sempre una banana e uno yogurt magro bianco e, a seconda di come le girava, le modalità erano diverse: capitava che mangiasse prima una cosa e poi l’altra con ordini casuali, che mettesse lo yogurt in una coppa e ci tagliasse dentro a rondelle il frutto o, la mia preferita, inzuppare la banana e mangiarla. Quando faceva così mi faceva arrapare così tanto da far quasi sollevare il tavolo. Quella sera non saprò mai come avrebbe fatto…nell’atto di aprire lo yogurt, infatti, a causa dell’apertura difettosa, fece troppa forza  e se ne fece cadere un bel po’ nella scollatura. Io naturalmente non persi tempo e come un lampo mi precipitai con il fazzolettino a pulirla, ma appena poggiai la mano me ne ritrovai un’altra stampata sul viso…in uno dei tanti racconti sarebbe finita che il figlioletto avrebbe pulito la mamma con la lingua e lei per sdebitarsi gli avrebbe fatto qualche bel servizietto utilizzando la stessa tecnica…nella mia casa questa si chiama fantascienza.
Il giorno dopo sistemai il registratore con il pulsante del riconoscimento sonoro attivato e sperai in miglior fortuna. Quella sera di quel lunedì mi rimarrà sempre impressa, non ero eccitato come la prima volta perché ci ero rimasto male e non mi aspettavo molto. In effetti all’inizio ero dispiaciuto, la funzione sonora non funzionava tanto bene perché la voce del prete non arrivava abbastanza forte da attivarla e se il penitente parlava sottovoce o aveva delle lunghe pause il registratore si spegneva e quando si riattivava si perdeva l’inizio della frase. Problemi a parte, i discorsi questa volta erano interessanti, per la maggior parte di donne che avevano delle tentazioni, desideri, o sogni un po’ troppo scabrosi per la loro fede e ricercavano l’assoluzione. Ascoltare tutto ciò mi divertiva, ma nulla più, mi sarei aspettato qualcosa di più finché non mi accorsi che a confessarsi era andata anche mia madre…rimasi allibito, fermai la cassetta e cercai di riprendermi dall’emozione. Non me lo sarei mai aspettato, mia madre non era mai andata in chiesa che io sapessi e questo mi lasciava alquanto perplesso e ancora più curioso di sentire cosa aveva da dire.

Fine prima parte

Delotta Brown la Negra Assetata

Thursday
Jul 23,2009

Oggi parliamo di mamme negre e vi propongo un video che lo farebbe diventare duro anche ai morti. Non sapete quanti segoni mi sono fatti davanti a questa troia, giochicchia così bene con la lingua e le mani da far venire il negrone in meno di un minuto. Anche il modo in cui succhia via tutto lo sperma mi fa arrapare da morire.
Ma adesso basta chiacchere e godetevi il video!


Vi è piaciuto vero? Il film intero è intitolato Meat on the Grill e ci sono tantissime altre negrone arrampanti, buttateci un occhio!

Ava Devine, la Regina delle Mamme Troie

Tuesday
Jul 21,2009

Il mio primo post su una mamma troia lo voglio regalare ad Ava Devine, una vero puttanone in calore che trasmette arrapamento da tutti i pori.

Ava Devine professoressa succhia cazzi agli studenti Ava Devine scopa sul divano
Il suo vero punto di forza, oltre alle enormi tette, è la sua faccia da porca e la sua parlantina durante le azioni scopereccie. Al contrario di molte altre troie del porno, lei partecipa molto e incita con sconcezze incredibili i propri partner. Peccato che noi italiani non possiamo apprezzare al massimo questa caratteristica, ma senz’altro possiamo afferrare le parti finali delle scene dove lei incita a ricevere tutta la sborra in faccia e in bocca.

Adesso godetevi questo bel filmatino in cui la troia si sbatte un bel giovanotto:

Per altri video seguite questo link.

Benvenuti su Mamme Troie!

  • Catalogato in: Sproloqui
Wednesday
Jul 15,2009

Fatemi trovare un template adatto e presto comincerò a pubblicare un bel po’ di materiale porno sul tema delle donne mature, notoriamente conosciute in inglese come Milf.

Ci sarà spazio per filmati, foto, racconti, magari anche giochi che avranno come protagoniste donne formose, segretarie, casalinghe, infermiere non più giovincelle, ma di una certa età, grandi esperte nell’arte di far godere.