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	<title>Mamme Troie &#187; Racconti erotici</title>
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	<description>Mamma Troia il blog sulle mamme troie vogliose di cazzi e sempre in calore</description>
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		<title>Il Latte della Mamma – Quarta Parte</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 22:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso il gran finale! Mamma prese dalla culla la mia sorellina, naturalmente dormiva ancora e non aveva per niente voglia di farsi un&#8217;altra mangiata, al contrario di me che non aspettavo altro! Nel frattempo il mio coso era tornato a riposo, nonostante fossi eccitato, la natura aveva fatto il suo corso e la fatica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Belle-Tette-Schizzano-del-latte-in-bocca-aperta.jpg" alt="Belle Tette Schizzano del latte in bocca aperta" title="Belle Tette Schizzano del latte in bocca aperta" width="510" height="416" class="alignleft size-full wp-image-1143" /></p>
<p>Come promesso il gran finale!</p>
<p>Mamma prese dalla culla la mia sorellina, naturalmente dormiva ancora e non aveva per niente voglia di farsi un&#8217;altra mangiata, al contrario di me che non aspettavo altro!<br />
Nel frattempo il mio coso era tornato a riposo, nonostante fossi eccitato, la natura aveva fatto il suo corso e la fatica del mega segone si era fatto sentire.<br />
Mia madre aveva rimesso a letto la bambina, si vedeva che era ancora infoiata e cominciò ad agire per sedurmi, ormai era fuori controllo.<br />
&#8220;<em>Ah, peccato che la tua sorellina non abbia fatto la sua poppata, non sai quanto stò soffrendo, durante la gravidanza le tette si riempiono all&#8217;inverosimile di latte fino quasi a scoppiare! Me le sento pesanti e dure, mi fanno proprio male&#8221;</em>.<br />
E mentre diceva questo se le toccava e soppesava. Non potevo non cedere a quella provocazione e così dissi a mamma che potevo pensarci io:<br />
&#8220;<em>Mamma se vuoi posso fare io la poppata, come quando ero piccolino, mi piacerebbe provare da adulto un&#8217;esperienza che ormai non ricordo più, non è una cosa che capita a tutti di avere la possibilità di rivivere certe emozioni!</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Davvero faresti questo per la tua mammina? Sarebbe una vera liberazione, non sai come sono contenta!</em>&#8221;<br />
Ci mettemmo sul divano e mia madre cacciò fuori dal reggiseno una delle sue tette e con l&#8217;altra mano spinse la mia testa verso il capezzolone. La capocchia era durissima, provai a stringere attorno delicatamente le mie labbra e cominciai a sentirla bagnata, le prime gocce di latte stavano uscendo. Nel frattempo mamma tirò fuori l&#8217;altra tetta, io succhiai con più vigore e il liquido lattiginoso cominciò ad uscire più copioso.<br />
&#8220;<em>Com&#8217;è caldo e dolce il tuo latte mamma, davvero delizioso!</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Poppa, poppa figlio mio, tieni bevi anche da qui!</em>&#8221;<br />
E mi porse l&#8217;altro seno da succhiare e, mentre lo facevo, con l&#8217;altra mano tintillavo il capezzolo di quello precendente, facendo uscire ogni tanto degli schizzi. Mia madre cominciava ad ansimare e io ci misi del mio usando la lingua sui cappezzoli, non mi limitavo più a succhiare, ma a stuzzicare le sue estremità.<br />
Il cazzo aveva ripreso vigore e svettava prepotentemente attraverso la stoffa della tuta, lasciando ben poca immaginazione. Qui mamma fece la sua mossa definitiva, cominciando ad accarezzare con la sua mano le mie parti sensibili:<br />
&#8220;<em>Vedo che anche tu hai dei rigonfiamenti che hanno bisogno di essere scaricati…</em>&#8221;<br />
e mentre lo diceva mi abbassava di botto la parte superiore del pantalone facendo balzare fuori il mio cazzone, che vibrò un bel po&#8217; prima di fermarsi oscenamente in verticale. Mamma lo accarezzo per tutta la sua lunghezza e poi si soffermò sulle palle:<br />
&#8220;<em>Senti come sono gonfie e piene, quasi come lo erano i miei seni, adesso figlio mio ci penso io a liberarti da questo peso, tu mi hai munto come una vacca e adesso io mungerò il mio toro e berrò tutto il tuo latte!</em>&#8221;<br />
Dopo quelle parole penso che il mio uccello sia cresciuto di un paio di centimetri! Niente operazioni o metodi poco ortodossi per l&#8217;allungamento del pene, ma una semplice frase ad effetto detta dalla propria madre!<br />
Io succhiavo le tette di mamma e lei mi sparava la più lenta delle seghe, finché:<br />
&#8220;<em>Adesso basta, è il mio turno di succhiare, voglio proprio sentire che sapore hai!</em>&#8221;<br />
Mi staccai dai suoi enormi seni rammaricato e allo stesso tempo inebriato per il trattamento che da lì a poco avrebbe avuto il mio pisellone.<br />
Mamma non fece complimenti, lo imboccò immediatamente nel più rumoroso dei pompini, ricco di copiosa saliva. Dopo qualche minuto si mise ad ammirare il mio bastone umido e cominciò il suo lavoro estenuante di lingua con cui si riprendeva in bocca tutta la saliva tirata fuori prima. Poi si soffermò sui coglioni, li ingoiava per poi leccarli tutti, dandomi una strana sensazione, tra il dolore e il piacere… rilsalì e picchiettò con la la lingua il filetto del glande, per poi circunnavigarlo freneticamente. Dopo un paio di minuti usò le sue mani per strizzarlo e far fuoriuscire le prime gocce di liquido preseminale, ne fece uscire un bel grumo grosso, prima di slinguarlo con ingordigia, schioccando la bocca e facendo un bel mmmmh, per dimostrare quanto ne apprezzasse il sapore.<br />
Approfittai della mia inaspettata resistenza per chiedere:<br />
&#8220;<em>Mamma, vorrei tanto che mi facessi la spagnola al latte!</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Brutto sporcaccione! come fai a conoscere la mia pratica segreta? Hai spiato me e tuo padre mentre scopavamo?</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Più che spiare, vi ho ascoltato, non sai quante seghe mi sono sparato! Ho sentito papà che parlava di questa cosa e da allora mi è salita una curiosità enorme su questa pratica sessuale</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Adesso ti accontento figlio mio, infila tra le tette il tuo cazzone e ti faccio vedere!</em>&#8221;<br />
Non me lo feci ripetere due volte, mamma si sdraiò sul divano e io mi posizionai sopra di lei infilandole il pene tra i suoi enormi seni, lei li schiacciò uno contro l&#8217;altro, rendendo il passaggio strettissimo. Cominciai a muovermi ritmicamente nella più classica delle spagnole, quando iniziò il vero spettacolo. Mentre mia madre stringeva le tette, si stuzzicava con la punta del pollice e dell&#8217;indice i capezzoli, facendo uscire le prime gocce di latte, che finivano inevitabilmente tra i due solchi, andando a lubrificare il su e giù del mio cazzo. Ogni tanto aumentava lo strizzamento e gli schizzi di latte arrivavano a colpirmi il torace, il liquido bianco aumentava, ma essendo appiccicaticcio mi creava una sensazione strana, più andavo avanti e più il mio pisello cambiava colore, stava diventando bianco, il latte si stava trasformando in solido, lo sfregamento continuo aveva creato una patina che lo ricopriva tutto.<br />
&#8220;<em>Allora che ne dici? Ti piace la spagnola al latte? Hai visto come il tuo cazzo si è trasformato in un dolcetto? un bel cannolo tutto da mangiare, crema compresa!</em>&#8221;<br />
E così dicendo lo tolse dalle tette e cominciò a leccarlo tutto, a morderlo pulendolo tutto.<br />
&#8220;<em>Mamma vuole la tua crema, che aspetti a farmela assaggiare?</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Il mio  cazzo non ne vuole sapere di venire, che ne dici se ti scopo un po</em>&#8216;&#8221;<br />
&#8220;<em>Non mi tiro certo indietro, ho una voglia matta di sentirmi una mazza di carne vera in fica!</em>&#8221;<br />
Non me lo feci ripetere due volte e la infilzai subito, lei era un lago, mentre pompavo uscivano umori a iosa, se devo dire la verità il suo ficone peloso mi sembrava fin troppo largo, stavo provando meno piacere di prima, così mi venne naturale fare un passo successivo:<br />
&#8220;<em>Sai mamma, ti vorrei tanto inculare, penso ti manchi un bel cazzo vero anche nel deretano, non è vero?</em>&#8221;<br />
&#8220;<em>Abbiamo fatto 30, facciamo 31! Incula pure la tua mamma, che c&#8217;ha tanta voglia di godere</em>&#8221;<br />
La feci girare e verificai con la punta del cazzo l&#8217;apertura anale, ma mia madre evidentemente non aveva nessuna remora, perché spinse il suo maestoso culo verso il mio bacino facendo entrare tutto e subito, per poi dimenarsi. Io ero praticamente rimasto fermo e lei dettava il ritmo, adesso si che godevo! Certo anche quel buco si sentiva che era stato profanato parecchio, però era stretto al punto giusto! Quando mamma rallentò il ritmo capì che era venuto il mio turno, le presi con le mani i fianchi e cominciai a pompare veloce, finalmente sentivo che a breve sarebbe arrivato il mio turno di godere, mentre avevo ormai perso il conto degli orgasmi di mia madre. Iniziai a pistonare a velocità inaudita, mamma gridò come mai avevo sentito prima una donna fare e poi toccò a me lanciare l’urlo della goduria:<br />
“<em>Vengoooooooo! Ti faccio un clistere di sborra mamma!!!</em>”<br />
“<em>Siiiiiiiii, sento l’intestino riscaldarsi per quanto sperma mi stai sparando dentro!</em>”<br />
Uscì dal suo culo con un rumoroso “Flop”, il mio pisellone ormai stanco si stava ritirando, mentre quella porca di mamma mi disse:<br />
“<em>presto, prendi la tazza dove faccio colazione</em>”<br />
Gliela porsi e lei la mise all’altezza del suo culo e da lì cominciò a pisciare fuori la mia sborra, ne avevo fatta davvero tanta. Mamma si passo la lingua sulle labbra prima di portarsi alla bocca il tazzone e mandare tutto giù in un baleno! Che troia!<br />
“<em>Buono il tuo latte, era da troppo tempo che non mandavo giù dell’ottimo sperma!</em>”<br />
“<em>Mamma te lo devo proprio dire, sei proprio una porca in calore!</em>”<br />
“<em>Guarda che io mi so contenere, è colpa di tuo padre, è assente da troppo tempo e io ho le mie esigenze sessuali da appagare! Comunque ci voleva proprio, adesso sono più appagata e tranquilla! Su sistemiamoci, così mangiamo qualcosa</em>”.<br />
Mentre mamma si ricomponeva qualcuno suonò alla porta, ci guardammo in faccia sorpresi, chi mai poteva essere alle otto di sera? Andammo ad aprire e c&#8217;era un tipo vestito da Babbo Natale, questo vuole soldi pensai, ma poi la persona scoppiò a ridere:<br />
&#8220;<em>Non posso resistere, non avete idea delle facce che avete!!!</em>&#8221;<br />
Che mi prendesse un colpo! Era papà, ci aveva fatto una sorpresa! Lo abbracciammo forte forte, mamma quasi piangeva dalla contentezza, io forse un po&#8217; meno…<br />
&#8220;<em>Vado a prendere i regali dalla macchina, voi preparatevi che poi usciamo a cenare tutti  insieme.</em>&#8221;<br />
Guardai mamma e le dissi che oggi era proprio fortunata, perché avrebbe aggiunto altri orgasmi alla giornata. La risposta mi alzàò parecchio il morale (e non solo quello&#8230;), calato un po&#8217; giù: &#8220;<em>e tu porcellino mio potrai continuare a spiarci, ma mentre ti seghi non venire, al momento giusto verrò da te a dissetarmi, niente deve più andar sprecato…</em>&#8221;</p>
<p>Spero il racconto vi sia piaciuto, in attesa del prossimo (la professoressa in calore), vi lascio con altre immagini di seni al latte che avevo selezionato:</p>
<p><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Negrona-munge-il-latte-contenuto-nelle-sue-enormi-tette.jpg" alt="Negrona munge il latte contenuto nelle sue enormi tette" title="Negrona munge il latte contenuto nelle sue enormi tette" width="252" height="180" class="alignleft size-full wp-image-1145" /><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Donna-riempie-un-bicchiere-di-latte-alla-spina-dal-suo-seno.jpg" alt="Donna riempie un bicchiere di latte alla spina dal suo seno" title="Donna riempie un bicchiere di latte alla spina dal suo seno" width="252" height="180" class="alignleft size-full wp-image-1146" /><br />
<img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Mega-Schizzata-di-latte-dalle-poppe.jpg" alt="Mega Schizzata di latte dalle poppe" title="Mega Schizzata di latte dalle poppe" width="252" height="180" class="alignleft size-full wp-image-1147" /><a href="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Capezzoli-sparano-getto-di-latte-dritto-sulla-videocamera.jpg"><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Capezzoli-sparano-getto-di-latte-dritto-sulla-videocamera.jpg" alt="Capezzoli sparano getto di latte dritto sulla videocamera" title="Capezzoli sparano getto di latte dritto sulla videocamera" width="252" height="180" class="alignleft size-full wp-image-1148" /></a></p>
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		<title>Il Latte della Mamma &#8211; Terza Parte</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 19:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1121" title="Il Latte Della-Mamma Racconto erotico terza parte" src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/04/Il-Latte-Della-Mamma-Racconto-erotico-terza-parte.jpg" alt="Il Latte Della-Mamma Racconto erotico terza parte" width="510" height="437" /></p>
<p>Quanto era eccitante vedere la propria madre toccarsi la fica pelosa mentre mi ammirava segarmi, con che frenesia si sditalinava, ci mancava poco che se la staccasse dalla foga.<br />
Nel frattempo il mio cazzo era diventato sempre più duro, non ricordo una rigidità tale mai raggiunta dal mio membro. Dall&#8217;uretra cominciava ad un uscire un grosso grumo di liquido pre-iaculatorio, con arte usai il dito medio della mano sinistra per raccoglierlo e lo portai alla bocca schioccando con gusto e commentando quanto era buono il mio miele. Era la prima volta che facevo una zozzeria del genere, ma mi piacque, come piacque anche a mia madre, che aveva aumentato il ritmo della sua masturbazione, potevo notare una chiazza che si era formata a terra, stava lasciando cadere anche lei un bel po&#8217; di liquidi. Io intanto cercavo di prolungare la mia sega, quando sentivo la sborra salire mi fermavo e mi dedicavo ai coglioni, massaggiandoli per benino dicendo che avrebbero prodotto tanto buono sperma. In quel preciso momento mi venne in mente di fare un&#8217;altra porcata mai fatta prima, avrei cercato di schizzarmi in bocca. Una volta mi era capitato di masturbarmi a letto e di venire colpito al collo da una lunga gittata, se questa volta mi fossi posizionato bene, volendo, potevo riuscirci e poi quella volta fu una semplice masturbazione, non la stavo portando alle lunghe come adesso.<br />
Il solo pensare a questo avvenimento fece uscire dalla punta del cazzo dell&#8217;altro liquido biancastro che prontamente portai sulla lingua esclamandone la bontà. Ormai ero al capolinea, decisi di renderò noto gridando: &#8220;<em>Ah si vengo, vengo, sto per sborrare, siiiiiiiii, mi sborro in bocca da solo e mi bevo tutto il mio delizioso seme</em>&#8220;.<br />
Mamma era impazzita, la vedevo tremare sulle gambe mentre stava letteralmente inondando la casa, sembrava si stesse pisciando addosso. Io mi piegai il più possibile per avvicinarmi al punto di eruzione e la venuta arrivò, incredibilmente il primo schizzo mi fini dritto nella mia bocca aperta, il secondo molto più potente mi superò andando a colpire il quadro dietro le mie spalle, il terzo mi colpi in fronte, il quarto seppur più moscio e meno consistente rifinì sulle mie labbra, gli altri a seguire finirono sul mio torace. Peccato la mamma non potesse vedere la mia faccia sporca di sperma o godersi come portassi alla bocca tutto il restante seme che mi copriva.<br />
Per paura di essere scoperta, si era tirata su le mutandine e si era allontanata mentre strizzavo le ultime gocce dalla cappella, avevo goduto tanto, ma ero ancora eccitatissimo, il cazzo non ne voleva sapere di ammosciarsi. Andai in bagno a lavarmi e indossai una tuta, le mutande nascondevano meglio la mia esuberanza, ma poi decisi di farla sporca per farmi notare di più e le tolsi, rimanendo solo con il sottile pantalone elastico.<br />
Mamma era in stato confusionale, secondo me aveva gli ormoni a mille, era rossa in faccia e armeggiava da una parte all&#8217;altra, poi disse che la bambina doveva mangiare, dimenticando che appena meno di un&#8217;ora prima aveva fatto la sua poppata. Poi però mi venne il dubbio che lo stesse facendo apposta per provocarmi e in quel momento capì che era fatta, tra poco la mamma sarebbe stata mia!</p>
<p>Fine Terza Parte</p>
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		<title>Il Latte della Mamma &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 22:24:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/03/Donna-schizza-il-latte-dalle-sue-tette-dentro-dei-bicchieri.jpg" alt="Donna schizza il latte dalle sue tette dentro dei bicchieri" title="Donna schizza il latte dalle sue tette dentro dei bicchieri" width="510" height="596" class="alignleft size-full wp-image-1111" /></p>
<p>A quel punto rimasi di sasso, probabilmente l&#8217;ultima volta che aveva allattato ero corso in bagno senza chiudere la porta e preso dalla foga non mi ero accorto di niente… mio padre doveva essere rimasto sorpreso altrettanto quanto me e forse anche un po&#8217; allarmato, visto che disse a mia madre di aprire il pacco di Natale. Aperto il regalo, dentro c&#8217;era una specie di sella, tipo quella dei rodei (una Sybian ndr mammatroia.com), non conoscendo ancora cosa mai fosse quel marchingegno, pensai che a mio padre fosse partita qualche rotella&#8230;<br />
<em>Grazie caro! Ho sempre voluto provare questa macchina portentosa, tutte le donne ne parlano benissimo, dicono che addirittura usandola gli uomini sono superflui!</em><br />
<em>Spero proprio di no</em>, rispose mio padre, <em>il suo compito è di fare da surrogato in mia assenza, visto che gli altri &#8216;giocattoli&#8217; sembrano avere fallito! Su dai, provala!</em><br />
L&#8217;aspetto rispecchiava più o meno l&#8217;utilizzo, una volta montata era davvero una sella da cavalcare, solo che sulla sommità c&#8217;era un grosso fallo, quindi sedendoci ci si infilzava e mettendola in moto cominciava a stantuffare a velocità via via regolabili, dando un piacere non indifferente vedendo in azione la mamma.</p>
<p>Le spiate continuarono anche le sere seguenti, il nuovo giocattolo aveva dato linfa a mia madre che, in combinazione con la chat e webcam sembrava sentire meno la mancanza di mio padre. Un giorno però accadde qualcosa al collegamento internet e mamma non riuscì a collegarsi con papà, usò quindi in solitudine la sella godereccia godendo con meno intensità. La sera dopo il problema si ripresentò a sprazzi, mio padre disse che c&#8217;era in atto una tempesta nei pressi della piattaforma e che tutti i collegamenti erano difficoltosi, ma che il giorno dopo tutto sarebbe tornato a posto.<br />
In questo momento partì il mio piano diabolico: dovevo fare in modo di far tornare mia madre allo stato di puttana in calore. Mi risuonava ancora la sua frase su cosa mi avrebbe fatto a causa della sua astinenza. Feci in modo di compromettere il buon funzionamento del PC con il programma di collegamento chat e webcam, poi feci saltare anche il nuovo giocattolo rendendolo inutilizzabile elettricamente. Ad aiutarmi arrivò un&#8217;incedibile nevicata che ci bloccò in casa. Passai al piano estremo e feci sparire tutte le batterie e sostituii quelle nei vibratori con pile scariche. Adesso la mamma era proprio nei guai, doveva arrangiarsi di sola mano con facevo io.<br />
In realtà non fu così, perché tra bottiglie, scope, banane e zucchine si infilò di tutto, ma con pochi risultati, perché era evidente che godeva poco e aveva bisogno di più. Ormai era alle corde, quasi civettava con me, le avevo fatto capire che ogni volta che allattava mi andavo a sparare una sega, ma facevo in modo che non potesse vedere nulla, tranne quell&#8217;ultimo giorno, sapevo che ormai era cotta, quindi le avrei dato il colpo finale facendogli vedere la più porca delle masturbazioni.</p>
<p>Non volevo però perdermi lo spettacolo, così cambiai posizione alla webcam del mio pc e la sistemai in modo da inquadrare lo spiraglio della porta della mia stanza che avrei lasciato aperto per farmi spiare dalla mamma. Il monitor era di fronte al letto, quindi avrei potuto godermi tutto senza che lei se ne accorgesse. Dalla sua posizione invece mi avrebbe visto quasi per intero, lasciando al &#8220;buio&#8221; la parte della testa, quindi non c&#8217;era pericolo di incroci di sguardi, a meno che non mi fossi sporto troppo dalla posizione naturale.</p>
<p>Mi sistemai due cuscini messi quasi in piedi dietro la testa, rimanendo tutto nudo sul letto in una posizione semi sdraiata. Mi menavo il cazzo lentamente esaltandone la lunghezza e muovevo il bacino simulando la scopata, se fossi stato più elastico quasi quasi potevo far arrivare il mio pene in bocca, ma era fin troppo fuori portata. Vedevo l&#8217;ombra della mamma dietro la porta, dal movimento si stava sditalinando, mi feci coraggio e cominciai ad aumentare il ritmo sospirando, mi piegai in avanti e feci cadere dritto dalla mia bocca un rivolo di saliva sulla cappella e cominciai a massaggiare circolarmente solo quella sensibile parte, sembrava esplodere per quanto si stava ingrossando. Ripresi a fare su e giù sull&#8217;asta e quando la mano scivolava con fatica, risputavo sul cazzo, me lo massaggiavo per benino, poi raccolsi un po&#8217; della saliva dalla cappella e me la portai in bocca esclamando quando buono fosse il sapore del mio pisello. La frase detta ad alta voce fece prendere più coraggio alla mamma, che finalmente si mise in posizione tale da vedere tutto quello che facevo, sicura di non poter essere vista, mentre io finalmente potevo ammirare la sua masturbazione grazie alla webcam che avevo sistemato nel migliore dei modi. </p>
<p>Fine seconda parte.</p>
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		<title>Il Latte della Mamma</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 22:24:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte un nuovo racconto a puntate, spero che vi piaccia. Mi raccomando a non scopiazzarlo e, nel caso venga fatto, citate almeno la fonte e il sito! Era l&#8217;inverno dei miei 18 anni, andavo ancora a scuola a causa di un anno sfortunato in terza superiore che mi aveva fatto bocciare. Ero nel pieno della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1083" title="Il Latte della Mamma" src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/03/Il-latte-della-mamma.jpg" alt="Il Latte della Mamma" width="510" height="557" /></p>
<p>Parte un nuovo racconto a puntate, spero che vi piaccia. Mi raccomando a non scopiazzarlo e, nel caso venga fatto, citate almeno la fonte e il sito!</p>
<p>Era l&#8217;inverno dei miei 18 anni, andavo ancora a scuola a causa di un anno sfortunato in terza superiore che mi aveva fatto bocciare. Ero nel pieno della tempesta ormonale, arrivata un po&#8217; in ritardo rispetto ai miei coetanei e per questo vissuta in maniera frustrante, solo adesso potevo capire le sensazioni e i racconti dei compagni di scuola riguardanti sesso e masturbazioni. Mi viene ancora da ridere quando ci provavo io senza successo, tutti parlavano di eiaculazioni e venute varie, mentre a me non veniva fuori nulla, eppure mi ero sforzato tanto da far diventare rosso porpora il mio pisellone… Fortunatamente tutto cambiò l&#8217;estate in concomitanza della mia maggiore età, la vista in spiaggia di tutte quelle donne prosperose in bikini me lo faceva diventare sempre duro, così passavo gran parte del tempo in cabina a segarmi e finalmente lo sfogo aveva successo con copiose e soddisfacenti venute.</p>
<p>Finita l&#8217;estate, la musa dei miei assoli divenne la mamma, da meno di anno era nata la mia bellissima sorellina e veniva allattata diverse volte al giorno, così potevo ammirare le tettone di mia madre durante l&#8217;atto e che lei non si curava di nascondere: essendo a casa, per lei era del tutto naturale. Mi godevo la splendida visione e poi correvo in bagno a segarmi sognando di essere io attaccato alle poppe di mamma a suggerle il latte. All&#8217;inizio trovavo soddisfazione a sfogarmi in questa maniera, poi però cominciò l&#8217;insonnia al cazzo duro, dovevo per forza spararmi l&#8217;ennesimo raspone per riuscire a riprendere il sonno.<br />
Una di queste sere andai in bagno a recuperare della carta igienica avendo finito il rotolo che avevo in camera per queste necessità notturne e fui attratto da lamenti sessuali provenienti dalla stanza dei miei, la porta non era chiusa, quindi si sentivano molto bene. Naturalmente non potevo pensare di dare una sbirciatina, essendo troppo aperta avrei rischiato di farmi vedere, così mi avvicinai il più possibile per sentire meglio e rimasi sbalordito per le oscenità che venivano dette, mi rimasero impresse alcune frasi quali, &#8220;dopo 9 mesi di scopate nel culo, ci entrerebbero 3 cazzi dentro, quasi quasi è più stretto il tuo ficone, adesso ti vengo dentro e poi mi fai una spagnola al latte con tanto di sborrata in faccia&#8221;.<br />
Praticamente, senza neanche rendermene conto, avevo tirato fuori il cazzo e me lo stavo menando ascoltando i miei scopare. Un attimo prima di venire corsi in bagno a scaricare tutta la mia goduria nel water.</p>
<p>Da quella notte, l&#8217;insonnia divenne una malattia, mi alzavo di proposito per spiare i miei e quando la porta era chiusa, a volte riuscivo a spiarli dal buco della serratura,    il più delle volte la chiave o qualcosa appeso alla maniglia non mi permetteva la visione e purtroppo non si potevano cogliere le eccitanti frasi dei loro discorsi goderecci. Quello che comunque di cui ero certo era la focosità di mia madre, sembrava quasi una ninfomane e fortunatamente mio padre era all&#8217;altezza della situazione, riuscendo a soddisfarla pienamente. Una notte ricordo che sarà venuto almeno tre volte, non dimenticherò mai il &#8220;clistere di sborra nel culo&#8221; e la doppia bevuta di sperma perché la prima non l&#8217;aveva dissetata.</p>
<p>Ebbi la conferma dell&#8217;eccessivo attaccamento al sesso di mia madre un fine settimana in cui mio padre era fuori per lavoro. Quei giorni erano i più belli per vederli o sentirli in azione, quindi ero dispiaciuto che papà non ci fosse, ma mi svegliai ugualmente per vedere cosa succedeva. Fortunatamente potei spiare da uno spiraglio della porta che era rimasta socchiusa: non penso che mi capiterà mai più di vedere nella mia vita una cosa del genere: la mamma era al telefono con l&#8217;auricolare bluetooth all&#8217;orecchio e due cazzi di gomma, uno nel culo e l&#8217;altro in fica!  Si dimenava come un&#8217;ossessa urlando frasi del peggior scaricatore di porto mentre cercava di godere il più possibile. Dopo svariati orgasmi la sentì lamentarsi con mio padre di quanto fosse difficile godere senza di lui e di non permettersi di lasciarla sola un altro week-end. La sera dopo la situazione fu ancora più calda, d&#8217;altronde era il secondo giorno di seguito senza papà, questa volta aveva preso un altro cazzone di gomma più grosso, dotato di ventosa, lo aveva attaccato all&#8217;armadio e se l&#8217;era infilato nel culo. Mentre si dimenava su e giù, ne muoveva ritmicamente un altro che sembrava di vetro in fica e discorreva oscenamente al telefono con mio padre, che sicuramente, come me, si stava sparando una sega.</p>
<p>Fortunatamente per mia madre, lunedì sera papà ritornò a casa e tutto tornò alla normalità, se così si poteva chiamare, finché non arrivò dicembre. Mio padre ci comunicò che doveva seguire un lavoro in una nuova piattaforma petrolifera e sarebbe stato fuori per due settimane, partiva il 5 dicembre per ritornare entro il 20, massimo 22 e poter passare tranquillamente Natale e Capodanno in famiglia. Anche se a tavola non lo dava a vedere, mia madre doveva essere sicuramente rimasta male e ne ebbi la conferma quella notte, in cui lei fino alla partenza voleva delle scopate extra per rifarsi di tutte quelle che avrebbe perso durante la sua assenza.<br />
La notte prima di partire, dopo una serie di scopate furiose che mi fecero sborrare 4 volte di seguito per l&#8217;eccitazione, mio padre tirò fuori una serie di regali pre-natalizi. Un bel portatile che dalla grandezza dello schermo poco si poteva ritenere tale e una webcam, un po&#8217; più grande del normale, sembrava quasi una videocamera, probabilmente era ad alta risoluzione e di una qualità sopra la norma.<br />
<em>E&#8217; già tutto configurato con il Pc che avrò nella mia cabina in stazione petrolifera, non ti preoccupare cara, ci potremo vedere e parlare ogni sera e fare tutte le porcherie che vorrai. Nell&#8217;altra scatola c&#8217;è il vero regalo di Natale, mi raccomando di non aprirlo, in caso ce ne fosse bisogno, ti dirò io di scartarlo prima del 25 dicembre.</em><br />
Mio padre partì e la prima settimana trascorse &#8220;tranquilla&#8221;, i giochetti con Pc e webcam sembravano tenere mia madre, ma già al decimo giorno la mamma dava segnali di irrequietezza, perfino durante l&#8217;allattamento sembrava godesse, tanto che ero tornato al punto di andare a masturbarmi ogni volta per l&#8217;eccitazione.<br />
Dopo un altro paio di sere papà comunico che forse sarebbe stato fuori altri due giorni, il maltempo stava rallentando i lavori e mia madre sfogò le sue frustrazioni:<br />
<em>Oh no, non ce la faccio più, mi manchi troppo, sono tutto un calore per l&#8217;intero giorno e gli sfoghi notturni non sono sufficienti, mi sento un vulcano, pensa ieri ho visto nostro figlio masturbarsi in bagno, sapessi che bel cazzo che ha, quasi più bello del tuo e che vigore! Ha fatto una bella sborrata, mi sarebbe piaciuto dargli una mano io e sentirne il sapore, non sai quanto mi mancano le tue venute.</em></p>
<p>Fine prima parte<em><br />
</em></p>
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		<title>Lo Yogurt, il finale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 23:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti erotici]]></category>
		<category><![CDATA[incesto]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriva il finale di questo racconto tribolato, mi raccomando non copiatelo senza citarne la fonte! Il bicchiere era pronto, adesso bisognava darlo in pasto a mia sorella. Sentimmo lo scarico del bagno, quindi si era svegliata, corsi in cucina con mia madre dietro che mi raggiungeva, di certo non voleva perdersi la scena. Preparai la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/01/Lo-Yogurt-a-base-di-seme.jpg" alt="Lo Yogurt a base di seme" title="Lo Yogurt a base di seme" width="510" height="383" class="alignleft size-full wp-image-1020" /><br />
Arriva il finale di questo racconto tribolato, mi raccomando non copiatelo senza citarne la fonte!<br />
Il bicchiere era pronto, adesso bisognava darlo in pasto a mia sorella. Sentimmo lo scarico del bagno, quindi si era svegliata, corsi in cucina con mia madre dietro che mi raggiungeva, di certo non voleva perdersi la scena. Preparai la tovaglietta, il cucchiaino e lo yogurt sul tavolo. Arrivò la cara sorellina e si sedette, di fronte aveva la mamma, io rimasi in piedi, ero nervoso, forse avevo paura della sua reazione. Mandò giù il primo cucchiaino e subito disse: &#8220;vedo che finalmente hai lasciato perdere quella schifezza di yogurt che avevi preso prima! Questo è un&#8217;altra storia, il gusto ricorda quello dell&#8217;altra settimana, ma è meno dolce&#8221;. E via con un altro assaggio e poi un altro: &#8220;ha un sapore leggermente fruttato, ma non capisco bene l&#8217;esatta provenienza, non vedo pezzi di frutta, solo alcuni grumi più biancastri, chissà cosa sono!&#8221;.<br />
&#8220;Saranno i fermenti lattici…&#8221; dissi io.<br />
&#8220;Strano che ancora non avessi detto la stronzata del giorno, era troppo superare i 5 minuti vero? Senti mamma, ma dov&#8217;è la confezione? Vorrei vedere gli ingredienti e la data di scadenza, il sapore non è male, ma l&#8217;aspetto non è che sia granché&#8221;.<br />
E ora? mi venne un colpo a quella richiesta, ma nostra madre non ebbe nessuna esitazione nel rispondere: &#8220;Ma come? Non lo hai ancora capito? Quello mica è uno yogurt industriale con le porcherie chimiche tipo bifidus e roba del genere! E&#8217; un prodotto 100% naturale fatto in casa, per questo magari l&#8217;aspetto può non essere eccezionale, ma è salutare, nutriente e soprattutto delizioso! Invece di sgridare tuo fratello, dovresti ringraziarlo, lo ha fatto a mano, tutto per te! Sai, lo sta insegnando a fare a tuo marito, così quando ritornerai da lui potrai fare una buona colazione tutte le mattine&#8221;.<br />
Mia sorella mi fece un mezzo cenno di ringraziamento e poi disse: &#8220;effettivamente lui mi manca…&#8221;, poi mi guardò dicendomi: &#8220;ma tu non devi farti la doccia? Che stai aspettando?&#8221;<br />
Capì che non mi voleva tra i piedi perché doveva dire qualcosa alla mamma e mi defilai, naturalmente rimasi nei paraggi per continuare ad ascoltare il discorso che riprese immediatamente: &#8220;Mi manca, probabilmente sono stata troppo stronza, ma sul momento quando ha provato a incularmi a tradimento non mi è andata giù e ho reagito con fin troppa violenza. Sai la sera che sono stata fuori, mi sono confidata con la mia amica e non sai che risate si è fatta! Poi ha tirato fuori l&#8217;iPhone e mi ha fatto vedere un video amatoriale dove scopava col suo ragazzo e quanto lui e lei godevano facendo sesso anale. Eravamo un po&#8217; brille, così ho ceduto quando lei ci ha provato, voleva iniziarmi in maniera dolce e mi ha leccato tutto il buco del culo, in maniera fin troppo profonda… a me avrebbe fatto schifo fare la stessa cosa. Devo dire che mi piaceva tanto, anche quando ha cominciato a stuzzicare il buchetto con le dita, ci ha quasi infilato per intero il medio. Poi ha tirato fuori dal cassetto un affare enorme ed ha detto con aria seria che me lo avrebbe infilato tutto nel culo! Al che sono scappata terrorizzata dalla sua stanza e mentre correvo sentivo che lei rideva, poi devo essere inciampata e caduta. Ricordo che mi sono risvegliata nel suo letto la mattina dopo. Mi ha chiesto scusa per l&#8217;accaduto, in realtà stava scherzando, ma mi ha fatto notare quanto fossero esagerate le mie reazioni, soprattutto per il fatto che mi sia spaventata prima di aver provato ogni tipo di sensazione, potevo effettivamente provare dolore, come anche piacere… ma non ho affrontato la situazione.&#8221;<br />
Allora mamma rispose: &#8220;E&#8217; giunta l&#8217;ora di risolvere tutti i tuoi problemini cara, vieni, seguimi nella mia stanza da letto, oggi ne uscirai trasformata e svaniranno tutti i tuoi timori!&#8221;.<br />
Aspettai che cambiassero stanza e poi gli andai dietro, mamma lasciò la porta aperta e fece in modo che mia sorella fosse in un posizione tale da non potermi vedere. Mia madre si diresse all&#8217;armadio e dopo aver trafficato un po&#8217;, tirò fuori un affare nero lucido somigliante a un vibratore, ma dal diametro più sottile, sicuramente era per uso anale. Prese dal cassetto del comodino una bottiglietta di olio per massaggi e cominciò a cospargere il culo di mia sorella, com&#8217;era lucido! Ogni tanto tergiversava con le dita in prossimità dell&#8217;orifizio anale, finché non decise di infilarci il fallo nero. Mia sorella mandò fuori un gridolino, la mamma non si fece intimorire e andò a fondo, lasciandolo per la sua quasi interezza, poi, dopo un paio di minuti, iniziò a stantuffare molto piano, sempre più piano, tanto che mi sembrò strano, solitamente avviene il contrario, ma poi compresi la tattica, spingere la figlia a desiderare quello strano rapporto che l&#8217;aveva fatta allontanare dal marito e che adesso le avrebbe permesso di ritornare, anche se già sverginata… La reazione non tardò ad arrivare: &#8220;Su dai mamma, più veloce, dai, mi sta piacendo.&#8221;<br />
&#8220;Allora dillo che ti piace prenderlo nel culo!&#8221;<br />
&#8220;Si! mi piace essere inculata, sono proprio una stronza, ma guarda cosa mi stavo perdendo, ti prego inculami!&#8221;<br />
Che scena! Il cazzo mi era tornato durissimo e mi stavo segando con goduria, dovevo stare attento a fermarmi ogni tanto per non venire subito. Mia madre mi aveva visto e mi faceva segno di rallentare, qualcosa le frullava in testa, ne ero sicuro e fu così… &#8220;Mentre ti inculo, tintillati la fighetta figlia mia, proverai ancora più piacere, adesso ferma un attimo che aggiungiamo qualcosa di intrigante&#8221;. Mamma aprì nuovamente il cassetto e prese un foulard rosso fuoco, lo piegò per benino formando una striscia che usò come benda per gli occhi di mia sorella. &#8220;Che fai mamma?&#8221;. &#8220;Shhh, continua a toccarti, adesso ti inculo con qualcosa di diverso, aumentiamo le dimensioni visto che il buchetto adesso è più elastico. Devi fare pratica con la bocca, quindi lubrificalo per bene prima che finisca nel tuo culo&#8221;. Fece segno di avvicinarmi, prese la punta del mio cazzo con le mani e l&#8217;avvicino alle labbra di mia sorella. &#8220;Comincia a tirare fuori la lingua e insalivare per bene questo fallo sulla punta, brava! Mettici più saliva! Bene, adesso leccalo per la sua interezza bagnandolo tutto. Vedi che sei brava? Adesso prendilo in bocca e ciuccialo, fammi vedere che sei brava a fare i pompini!&#8221;.<br />
Mia sorella non era molto brava in quest&#8217;arte, ma ero eccitato un casino e cercavo di non fiatare temendo che potesse andare tutto all&#8217;aria. &#8220;Sai mamma, non sa di gomma questo coso e poi è caldo, da una strana sensazione, sembra quasi vivo!&#8221;.<br />
Oh cazzo! Era vivo si! Poi mamma decise che era venuto il momento e tolse dalla bocca di Emanuela il mio pisello per infilarlo dietro, giù per il culo. Feci un po&#8217; di fatica ad entrare, ma poi scivolò così bene che cominciai a pompare come un ossesso. Mia sorella gridava dalla goduria, mentre mia madre dopo aver guidato i miei primi movimenti si era messa a leccare la fica della figlia, che, presa dagli innumerevoli orgasmi, non si rendeva conto dell&#8217;impossibilità della situazione. Io ero arrivato al limite e mia madre lo aveva capito, mi fece uscire e fui scambiato col fallo nero, mia sorella ci rimase male: &#8220;no, perché lo hai tolto, preferivo quell&#8217;altro, mi dava più calore!&#8221;<br />
&#8220;Cara, preparati che adesso ti faccio assaggiare qualcosa di eccezionale, dello yogurt caldo alla spina, apri bene la bocca, fai aaaahh&#8221;. Mentre diceva queste parole eccitanti stava segando il mio cazzo a 2 centimetri dalla bocca di mia sorella e dopo averle dette cedetti alla sborrata e cominciai a venire come un idrante colpendo con i getti tutta la faccia che avevo davanti. Mia sorella, forse un po&#8217; presa alla sprovvista, si tolse di scatto la benda e quasi le venne un colpo! Vedendomi di fronte col cazzo in tiro e gocciolante, realizzò cosa doveva essere successo, mi diede uno spintone forte facendomi cadere e gridò dicendo che eravamo dei pervertiti, dei porci incestuosi e, non contenta, mi tiro un calcio dritto nei coglioni mentre ero a terra inerme! Poi girandosi verso mia madre le disse che era arrivato il momento di ritornare da suo marito e che difficilmente avrebbe rimesso piede in questa casa di merda!<br />
Emanuela la prese davvero male, passò quasi un anno prima che facesse pace con noi, in realtà ci era grata, grazie a quella avventura aveva fatto pace con suo marito e adesso se la spassavano parecchio a letto, lei lo prendeva nel culo con grande piacere e non permetteva nessun spreco di sperma, ogni volta doveva finire tutto nella sua bocca assetata.<br />
Io purtroppo da quel giorno ho seri problemi con il pisello, il calcio nei coglioni mi ha procurato seri danni e non mi si rizza più in maniera naturale, mamma naturalmente ha trovato una soluzione bizzarra al problema attaccandomi alcuni elettrodi che scaricando della elettricità me lo fanno rizzare, ma questa sarà probabilmente un’altra storia da raccontare&#8230;</p>
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		<title>Lo Yogurt – quarta parte</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 15:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A grande richiesta su mammatroia.com la quarta parte di questo originale racconto erotico in esclusiva per i lettori del blog. Ho visto i miei racconti finire su vari siti, non nascondo che mi faccia piacere, però sarebbe carino scrivere la fonte, quindi spero che da ora in poi avvenga così. Lo Yogurt – quarta parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2011/01/Lo-Yougut-naturale-a-base-di-sperma.jpg" alt="Lo Yougut naturale a base di sperma" title="Lo Yougut naturale a base di sperma" width="510" height="398" class="alignleft size-full wp-image-993" /></p>
<p>A grande richiesta su mammatroia.com la quarta parte di questo originale racconto erotico in esclusiva per i lettori del blog. Ho visto i miei racconti finire su vari siti, non nascondo che mi faccia piacere, però sarebbe carino scrivere la fonte, quindi spero che da ora in poi avvenga così.</p>
<p><strong>Lo Yogurt – quarta parte</strong><br />
Vedere mia madre con le gambe divaricate e la sua ficona ben in vista, se mai ce ne fosse stato bisogno, aveva rinvigorito le mie forze sessuali. Il mio pene era nuovamente sull’attenti e mentre me lo menavo non staccavo i miei occhi da quelli della mamma che faceva altrettanto, mi guardava con un’aria davvero arrapante mentre si sditalinava come una forsennata&#8230;poi mi disse che il mio &#8220;pargoletto&#8221; aveva bisogno di una lubrificata, così mi avvicinai e lei ci sputò sopra un quantitativo notevole di saliva. Devo dire che la mia sega con quel  “lubrificante” funzionava molto meglio, se ne accorse anche lei:<br />
“Vedi come scivola meglio il tuo cazzone figlio mio? il pene deve essere sempre lubrificato al meglio per dare il massimo&#8230;a dire il vero anche la mia fighetta avrebbe bisogno di una lubrificata speciale&#8230;che ne dici di provare con la tua lingua, sono certa che sarai all’altezza&#8230;e non ti preoccupare, saprò ricambiare in equal misura&#8230;dopo cadrai vittima della mia voracissima boccuccia.”<br />
Non me lo feci ripetere due volte, mi accovacciai e infilai la mia lingua tra le cosce della mamma. Usai a casaccio un po’ di tecniche tra quelle viste nei film porno, era la prima volta che eseguivo questo servizietto e non ero molto pratico su come lo dovessi fare esattamente. A mia madre sembrava non importasse poi molto, probabile che l’eccitazione della situazione andasse ben oltre alla qualità della mia prestazione e, infatti, il suo orgasmo non tardò poi molto&#8230;quasi mi soffocava perché arrivata al culmine prese la mia testa tra le sue mani e la spinse prepotentemente tra le cosce facendo parecchia pressione.<br />
“Ahhhhh&#8230;come ho goduto!!! ero proprio eccitatissima&#8230;stavo davvero scoppiando&#8230;te l’avevo detto che te la saresti cavata, anche se hai bisogno che qualcuno ti insegni qualcosa sull’argomento, in questo modo nessuna donna potrà resisterti&#8230;mmmhh vedo che il tuo uccello è rimasto in tiro&#8230;vieni qui che te lo lecco tutto come un gelato&#8230;”<br />
Mi alzai immediatamente e mi posizionai col cazzone vicino alla sua faccia, le lo prese in mano e, dopo averci sputato su, cominciò a segarmi lentamente e mentre me lo massaggiava mi leccava tutta la cappella&#8230;il suo soffermarsi con la lingua sul filetto mi faceva letteralmente impazzire. Poi fu la volta delle mie palle ad essere leccate, se le ripassava più volte nella loro interezza mentre continuava nel suo lento masturbare&#8230;ci rimase un bel po’ prima di cominciare a leccare tutta l’asta dal basso verso l’alto percorrendo con la lingua percorsi da pennello&#8230;dico così perché pian piano, pezzo per pezzo, insalivava interamente il mio pene. Si dedicò nuovamente ai testicoli dicendo:<br />
“mmmhhh&#8230;quant’è buono questo gelato&#8230;sento che nei tuoi coglioni si stà montando la panna&#8230;io adoro il gelato con la panna&#8230;”<br />
Queste erano le frasi che mi facevano impazzire&#8230;provai l’impulso di prenderle la testa e dettare io il ritmo della pompata, ma lei non me lo permise:<br />
“stai calmo&#8230;lo so che faccio impazzire con la lingua, ma la pazienza é la virtù dei forti. Vedrai che ti faccio fare una sborrata memorabile e io mi farò una bevuta da sballo”.<br />
Certo che la mamma era proprio una troia con la “T” maiuscola ed ero contentissimo che fossi testimone di questo fatto!!! Comunque, vista la mia irrequietezza, mia madre cambio tecnica, mi fece stendere sul tavolo, mi allargo le gambe e cominciò a spompinarmi in maniera più classica, salvo poi, ogni tot pompate, rallentare il ritmo e dare succose leccate alle mie palle. Ma il momento stava giungendo e alla mamma certo non poteva sfuggire, mi fece alzare, s’inginocchiò davanti al mio cazzo e disse:<br />
“questa volta ti faccio sfogare come vuoi, menatelo pure, raggiungi l’apice da solo e punta pure tu la  cappella dove vuoi. Io naturalmente aspetto con la bocca aperta, mira bene mi raccomando&#8230;”<br />
La mamma non poteva farmi regalo più grande, per me era un piacere immenso decidere il ritmo da dare al mio “massaggio”&#8230;la possibilità poi di schizzarla tutta come volessi aggiungeva la ciliegina sulla torta&#8230;<br />
Non mi ci volle molto a venire&#8230;il primo schizzo fu violentissimo, prese di sprovvista anche me quando lo vidi infrangersi sulla fronte di mia madre, con il secondo e gli altri a venire accontentai in pieno la mamma facendoli giungere tutti nella sua bocca aperta. Appena finii, mi fece notare quanto era piena del mio seme prima di mandarlo giù tutto, poi si attaccò al mio uccello e lo ripulì di tutti i rimasugli di sperma. La cosa più porca fu però quando con il suo dito cominciò a raccogliere la sborra dalla fronte e a portarsela alla bocca facendo schioccare il dito&#8230;da paura!!! I suoi commenti erano sempre benvenuti:<br />
“Il tuo seme é buonissimo, lo berrei tutto il giorno se potessi&#8230;uhmmm&#8230;ma dobbiamo fare lo scherzetto a tua sorella, quindi i prossimi giorni saranno proibitivi sia per me che per te&#8230;vedrai, vedrai&#8230;”<br />
E così fu!!! più che proibitivi erano giorni di tortura. Tra le “cure” di mia madre e la rompicoglioni di mia sorella che voleva lo yogurt buono e che io non le preparavo più&#8230;anzi, sotto consiglio della mamma, le avevamo preso uno dei peggiori, in modo da prepararla meglio all’esperienza. Per aumentare in maniera naturale la mia dose di eiaculazione la mamma mi costringeva a bere molti più liquidi del mio normale uso, mi faceva mangiare un sacco di frutta e la mattina e sera uso massiccio di latte senza caffè. Ma la cosa più cattiva era  la borsa del ghiaccio la sera&#8230;per prevenire la sicura polluzione notturna che avrei avuto con la mia eccitazione, mia madre mi faceva utilizzare questa tecnica per mantenere calmo il mio pene e con successo devo dire&#8230;furono i tre giorni più lunghi della mia vita e adesso non vedevo l’ora di mettere in pratica il piano della mamma, anche se i miei dubbi sulla riuscita c’erano tutti&#8230;comunque seguii il piano, mi alzai prima, andai in cucina, aprii un barattolo di yogurt svuotandolo completamente e andai nella stanza di mia madre per preparare la colazione. Preferivamo non utilizzare la cucina per evitare che mia sorella ci potesse cogliere sul fatto prima di finire. Il mio pene era diventato di una sensibilità estrema, era così teso e duro da farmi male, la mamma sembrava lo sapesse perché era delicatissima nel massaggiarlo con le sue mani. Usava solo quelle mischiate alla saliva per facilitare la lubrificazione, meglio non usare la bocca e la lingua diceva&#8230;questioni di sicurezza per non sprecare questi tre giorni. Dopo circa venti minuti sentivo di essere arrivato al capolinea, ma l’aveva capito anche mia madre, perché senza che dicessi niente si era già procurata il barattolino.<br />
“adesso rilassati, ti segherò in maniera lentissima, mi raccomando a non scomporti, devi venire come dico io!!!”<br />
E così fece, era di una lentezza esasperante, col suo tocco sembrava sentire tutte le mie pulsazioni, capiva prima di me cosa stesse succedendo al mio corpo. Ad un certo punto, infatti, proprio un attimo prima di sentire lo stimolo a venire lei si era fermata stringendo forte il mio pene e puntando la cappella nel vasetto dello yogurt. Era una strana sensazione, sentivo che stavo per venire ma non provavo nessun tipo di piacere, poi cominciai ad avvertire il passaggio dello sperma finché non lo vidi uscire dal mio cazzo. Era strano, scendeva come se stessi urinando con uccello moscio, con una flemma mai vista in una sborrata, il liquido seminale stava riempiendo il contenitore mentre mia madre estasiata ammirava il tutto. Quando finii, il vasetto aveva superato di poco la metà della sua capienza, la mamma mi disse di non preoccuparmi perché adesso arrivava il bello e fu davvero così! Cominciò a farmi una sega con movimenti decisi e veloci e, in meno di 15 secondi stavo venendo nuovamente, solo che questa volta stavo godendo, ma godendo davvero!!! Non avevo mai provato quel piacere nel venire fino a quel momento. Questa volta gli schizzi furono violenti, come quelli di una vera venuta e sufficienti a riempire il barattolo. Mia madre mi guardava soddisfatta:<br />
“Hai visto che ce l’abbiamo fatta??? Non ci resta che darlo in pasto a tua sorella&#8230;”<br />
Fine Quarta Parte</p>
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		<title>Buon 2010 con un racconto erotico!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 21:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti erotici]]></category>
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		<category><![CDATA[figlio]]></category>
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		<description><![CDATA[Come promesso, sono riuscito a scrivere in fretta e furia il racconto erotico in tema natalizio che avevo in testa e che si rifà a un grande classico come avrete il modo di capire leggendolo. Era la notte di Natale e Mara aveva un sonno molto agitato, forse aveva esagerato con il cibo, stava sudando, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-581" title="Buon Anno 2010" src="http://www.mammatroia.com/wp-content/uploads/2010/01/Buon-Anno-2010.jpg" alt="Buon Anno 2010" width="512" height="339" /><br />
Come promesso, sono riuscito a scrivere in fretta e furia il racconto erotico in tema natalizio che avevo in testa e che si rifà a un grande classico come avrete il modo di capire leggendolo.</p>
<p>Era la notte di Natale e Mara aveva un sonno molto agitato, forse aveva esagerato con il cibo, stava sudando, così scostò le coperte mostrando le sue nudità alla pallida luce lunare. Lei aveva l&#8217;abitudine di usare lo scaldasonno, perciò anche d&#8217;inverno poteva dormire nuda e adesso che ormai non aveva più il suo ciclo poteva stare tranquilla. Mara aveva superato da poco i 50 anni, ma nonostante l&#8217;età avanzasse lei rimaneva sempre una bella donna e in forma, forse grazie al fatto che avesse avuto solo una gravidanza quand&#8217;era ventenne che le aveva permesso di rimettersi subito in riga e non rovinarsi. Senza neanche farci caso stava giochicchiando con uno dei suoi capezzoloni delle sue belle tettone ancora sode, quando ad un certo punto una voce le tuonò:<br />
<em>Cosa fai brutta sporcacciona, non ti permettere di toccarti!</em><br />
A Mara quasi le venne un colpo, c&#8217;era qualcuno nell&#8217;oscurità, ma non vedeva chi fosse. Qualcuno si avvicinava, ma sembrava quasi invisibile.<br />
<em>Chi sei? Che vuoi? Adesso urlo!</em><br />
<em>Ma davvero? E cosa dirai? Mi ha sgridata l&#8217;uomo invisibile mentre mi toccavo?</em><br />
<em>Adesso mi stò spaventando sul serio, ti prego dimmi chi sei!</em><br />
<em>Io sono il fantasma del passato, sono venuto a salvarti e farti vedere qualcosa, vieni seguimi in bagno!</em><br />
Mara si alzò, quasi non si reggeva in piedi dal tremore, ma piano piano raggiunse il bagno e lì vide che non era vuoto! C&#8217;era lei stessa più giovane insieme a suo figlio Giulio:<br />
<em>Mamma ti prego perdonami!</em><br />
<em>Ho fatto bene a fare una copia delle chiavi del bagno, volevo proprio sapere cosa combinavi qui dentro e perché chiudevi sempre! Fai schifo Giulio, sei un depravato! Come ti permetti di usare la mia biancheria per masturbarti! E poi quelle foto che mi hai fatto questa estate tutte sparse per terra, per non parlare di quel mio primo piano del viso, cosa ci ha fatto? Rispondi cazzo!!!</em><br />
<em>Ci sono venuto sopra mamma, mi ecciti così tanto!</em><br />
<em>Schifoso! Pezzo di merda! Sborrare sulla foto di tua madre, vergognati! Sei un verme, hai vent&#8217;anni cazzo, non sei più un ragazzino, stasera è natale e tu invece di trovarti una ragazza di fai le seghe chiuso in bagno! E io pensavo che ti drogassi! Quasi quasi era meglio che fossi un tossico, se fosse ancora vivo tuo padre non l&#8217;avresti passata liscia, le avresti prese di brutto! Ma io non ti perdono! Non ti alzerò le mani, ma ti caccio di casa, hai tempo per la fine delle feste, dopo capodanno te ne vai lurido schifoso!</em><br />
Le voci cominciavano ad affievolirsi e le figure a scomparire, Mara era quasi in trans quando il fantasma parlò:<br />
<em>Ma che ipocrita eh? Più gridavi e più ti bagnavi non è vero? Ti sei eccitata tantissimo, ma hai fatto la tua solita scenata isterica imbarazzando quel poveretto di tuo figlio che aveva l&#8217;unica colpa di avere una cotta per la propria madre!</em><br />
Mara rimase in silenzio, un po&#8217; si sentiva in colpa a vedere questa scena del passato, ma in cuor suo sentiva di aver fatto la cosa giusta.<br />
Mentre pensava questo, si accorse che era sola nel bagno, così si incamminò verso la sua stanza, ma non sembrava più la sua e sul letto due persone stavano scopando, cercava di capire chi fossero quando una voce la fece trasalire:<br />
<em>Benvenuta Mara, io sono il fantasma del presente e le due persone che vedi su quel letto sono tuo figlio e una puttana! Puoi avvicinarti quanto vuoi per averne la certezza, loro non ti possono vedere.</em><br />
Mara si avvicinò, vide che la sveglia sul comodino faceva le 21 e portava la data del 25 dicembre, ebbe la conferma che il maschio che cavalcava la donna era proprio suo figlio, ma quello che la fece star male era la prostituta, aveva un specie di travestimento che la faceva somigliare molto a lei, solo che era messa meno in carne, sembrava quasi malaticcia.<br />
Suoi figlio si dava parecchio da fare, lei però non sembrava godere molto e le sue frasi probabilmenti eccitanti per il suo Giulio, non erano molto convicenti, come se pronunciate da un attrice non professionista:<br />
<em>Bravo figlio mio, scopa la tua mamma, hai visto come sono troia, che aspetti a spruzzarmi la tua sborra tutta addosso?</em><br />
<em>Si mamma, adesso vengo, voglio venire sulla tua faccia!<br />
</em>Le voci cominciavano ad allontanarsi come la prima volta e le figure piano piano sparirono lasciando la stanza vuota, c&#8217;era però uno strano rumore che attirava l&#8217;attenzione di Mara, sembrava una specie di bip, sembrava provenire da dentro l&#8217;armadio. Si voltò in cerca del fantasma del presente, ma si accorse di essere sola.<br />
Il bip cominciava a sentirsi sempre più forte, così Mara, anche se impaurita, decise di dare un&#8217;occhiata dentro l&#8217;armadio, ma quando lo aprì vide che si poteva accedere ad un&#8217;altra stanza e semrava quella di un ospedale, quello che sembrava un medico la invitava ad avvicinarsi.<br />
<em>Buona sera signora Mara, io sono il fantasma del futuro, la prego si avvicini, c&#8217;è una persona che ha bisogno di lei.</em><br />
Sul letto c&#8217;era suo figlio, non sembrava per niente in buono stato, ma non aveva fasciature o gessi, quindi non sembrava fosse lì a causa di un incidente.<br />
<em>Mi dica signor fantasma, che cosa è successo a Giulio, che posto è questo?</em><br />
<em>Siamo nel reparto malati terminali, suo figlio ha ormai pochi giorni da vivere.</em><br />
<em>Ma perché? in che anno siamo, che cosa è successo?</em><br />
<em>Purtroppo il suo Giulio per sfogare le sue voglie represse ha frequentato cattive compagnie, prostitute tossiche e a buon mercato, suo figlio non aveva certo soldi in abbondanza e così ha dovuto fare del suo meglio e adesso non può più tornare indietro.<br />
Ma io posso tornare indietro! Tutto questo non è ancora successo! Tutto questo deve ancora accadere! Io posso cambiare tutto!</em><br />
Un dolore lancinante la fece smettere di gridare, Mara si trovava ai piedi del letto, forse era caduta, magari era solo un brutto incubo e agitandosi era finita per terra.<br />
Guardò l&#8217;orologio e vide che erano addirittura le 11 di mattina, qualcuno bussò alla porta:<br />
<em>Mamma! Svegliati è davvero tardi, ti ho portato la colazione.</em><br />
Mara si rimise nel letto e si coprì visto che era nuda.<br />
<em>Entra Giulio, mi sono appena svegliata, questa notte non riuscivo a prendere sonno e mi devo essere addormentata tardissimo.</em><br />
<em>Mamma ti ho svegliato solo perché sapevo che dovevi preparare il pranzo per gli invitati e non volevo che poi fosse troppo tardi.</em><br />
<em>Hai fatto bene Giulio, senti ci sei questa sera a cena vero?</em><br />
<em>Veramente no mamma, avrei un impegno.</em><br />
A Mara venne un colpo al cuore, ripensò al fantasma del presente e a quello che aveva visto, la sveglia che indicava le 21 del 25 dicembre, non doveva permettere al figlio di uscire.<br />
<em>Ma dai, non vorrai lasciare la sera di Natale tua mamma tutta sola! Non vuoi vedere il regalo speciale che ti ho riservato?<br />
Cosa? un altro regalo? Pensavo che l&#8217;Iphone fosse il tuo dono!</em><br />
<em>Già, ma ti ho detto che quello di stasera è un regalo speciale, molto speciale. Oh ma come mai non c&#8217;è il latte nel caffè?<br />
Si deve essere finito e oggi sono tutti chiusi visto che è Natale, ma mi metti molta curiosità mamma, non puoi anticiparmi nulla rispetto a stasera?</em><br />
Mentre stava per rispondere, Mara notò un piccolo bozzo che cominciava a crescere e che traspariva dal pigiama del figlio, la coperta che la copriva si era abbassata e si notavano più del dovuto le sue tette, sempre coperte, ma più in mostra. Decise così di prendere la palla al balzo e provocare Giulio.<br />
<em>Mmm non so se anticiparti niente, sono un poì scocciata che manchi il latte, il caffè così è troppo forte per me! E dire che ho una bella centrale del latte, peccato che non ne produca più.</em><br />
E così dicendo Mara si scoprì le sue tette e ne strizzò una verso la tazzina come se volesse far uscire del latte dai suoi capezzoli. Giulio era rimasto a bocca aperta, gli occhi fissi sulle tette di mamma e la sua erezione ormai senza più speranza di essere occultata.<br />
<em>Che fai Giulio! Sembra che non hai mai visto il seno nudo di una donna! E qui cosa abbiamo?</em><br />
E con un gesto secco abbassò al figlio il pigiamo rendendo pubblico il suo enorme eccitamento.<br />
<em>Ma guarda un po&#8217;, vedo che faccio ancora effetto! Di un po&#8217; te le fai ancora le seghe pensando alla tua mammina? Vuoi un anticipazione della mia sorpresa di stasera? Adesso ti mungo il tuo bel cazzone così facciamo uscire un bel po&#8217; di latte per macchiare il mio caffè che ne dici?</em><br />
<em>Giulio! Giulio? Giulio?!!</em><br />
<strong>Bonk!!</strong> Giulio stramazza a terra svenuto col sangue che gli cola dal naso! Sembra uno di quei fumetti giapponesi! E&#8217; stato davvero troppo per il figlio di Mara.</p>
<p>Secondo voi che farà adesso la sua mammina? La respirazione bocca a bocca? Secondo me la bocca la userà, ma per fare qualcos&#8217;altro&#8230;<br />
Buon anno! e al prossimo per il possibile seguito!!!</p>
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		<title>Quella porca di mamma ad Halloween</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 18:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti erotici]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione di Halloween, ho deciso di scrivere di getto un racconto ad hoc! Spero di non aver fatto troppi errori causati dalla fretta, sentitevi liberi di lasciare dei commenti! Quella porca di mamma ad Halloween Non dimenticherò mai quella sera del 31 ottobre, quando in famiglia avevamo deciso di festeggiare Halloween e andare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione di Halloween, ho deciso di scrivere di getto un racconto ad hoc! Spero di non aver fatto troppi errori causati dalla fretta, sentitevi liberi di lasciare dei commenti!</p>
<p><strong>Quella porca di mamma ad Halloween</strong><br />
Non dimenticherò mai quella sera del 31 ottobre, quando in famiglia avevamo deciso di festeggiare Halloween e andare in un locale vestiti di tutto punto, con costumi fatti davvero bene presi dal negozio dello zio.<br />
Ognuno si era portato a casa due costumi per scegliere quello che vestiva meglio con comodità a casa, tanto, essendo di proprietà di un parente, non avevamo nessun problema.<br />
Io scelsi il costume da zombie e da Frankenstein, papà quello di Papa e di vescovo, mamma quello di suora e infermiera (tutti e due molto sexy).<br />
Il programma era di cenare e poi spassarsela tutta la notte sperando di divertirci. Optammo per una cena leggera, ma non mancò il vino, che però quella sera fece più effetto del solito, forse proprio a causa della mangiata veloce e più light rispetto al solito, io stesso che normalmente ne bevevo un bicchiere scarso, avevo difficoltà ad indossare il costume da zombie, comunque alla fine completai quasi tutto tranne la cerniera del calzoni che non ne voleva sapere di funzionare a dovere, così mi diressi presso la camera dei miei per chiedere consiglio a mia madre, se cambiare il costume con l&#8217;altro o se c&#8217;era qualche trucchetto per risolvere il problema.<br />
Mentre mi avvicinavo alla stanza da letto dei miei cominciai a sentire i loro discorsi:<br />
- <em>Devi espiare alle tue colpe e ai tuoi peccati, hai proferito sconcezze dopo la tua ultima confessione?<br />
</em>- <em>Si signor vescovo, mi è capitato&#8230;</em><br />
- <em>Allora devi santificare la tua bocca col divino obelisco della saggezza!</em><br />
Divino obelisco della saggezza? Ma che cazzo sta dicendo papà, pensai! Il vino deve avergli dato alla testa! Non feci in tempo ad entrare che mi bloccai sull&#8217;uscio della porta appena vidi mia madre, vestita da suora, inginocchiata a sbocchinare l&#8217;uccello di mio padre, che a sua volta era col costume da vescovo. Non potei fare che altro che accovacciarmi e spiarli.<br />
- <em>Brava, brava, adesso che la bocca è purificata dobbiamo pensare al resto.</em><br />
Mi madre si alzò la tonaca e sotto aveva delle bellissime calze a rete ed era senza mutande! Mio padre la fece girare e cominciò a scoparla alla pecorina. Era buffo vederlo tutto vestito col costume da vescovo e il solo cazzo di fuori mentre impalava la mamma, lei, tra l&#8217;altro, doveva godere parecchio, perché gridava ed incitava in una maniera mai vista neanche in un film porno.<br />
Ad un certo punto mio padre tutto in una volta pronunciò:<br />
- <em>E&#8217; in arrivo la tua santa benedizione!!!<br />
</em>Tirò fuori l&#8217;uccello dalla fica di mia madre e cominciò a spruzzare un sacco si sborra dal cazzo, imbrattando tutto il costume di mamma, che ansimando disse:<br />
- <em>Oh no! non solo non sono venuta e ho ancora voglia, ma mi hai anche sporcato tutto il costume che volevo indossare stasera!<br />
</em>- <em>Scusa cara, ma non sono riuscito a resistere, conciata così mi hai fatto arrapare da morire! Mettiti l&#8217;altro vestito, poi quando torniamo ti rivesti  nuovamente da suora che di do la benedizione finale. Adesso si è fatto un po&#8217; troppo tardi e non vorrei che ci togliessero la prenotazione per darla ad altri.</em><br />
- <em>Hai ragione caro, forse è meglio che tu e Tommaso nel frattempo andiate, io prendo la Smart e vi raggiungo dopo.<br />
</em>Vedendo l&#8217;assenso di mio padre alla proposta della mamma, scappai subito nella mia camera per non farmi scoprire, dovevate vedermi, uno zombie che corre con il cazzo duro che gli esce dalla patta dei pantaloni, una scena da comiche!<br />
Dopo un paio di minuti venne a chiamarmi mio padre per dirmi di andare, ma io dissi che l&#8217;avrei raggiunto con mamma perché avevo problemi con il mio costume e probabilmente sarei stato obbligato a cambiarmi e mettere l&#8217;altro.<br />
Mio padre andò via, così cercai nuovamente di chiudere la cerniera, ma adesso c&#8217;era anche il problema dell&#8217;erezione, così decisi che forse era meglio spararsi una bella sega e rimettere le cose a posto, andai in bagno ma mi accorsi troppo tardi che c&#8217;era mamma, già vestita da infermiera e in procinto di truccarsi. Era uno spettacolo, indossava delle scarpe bianche lucide con un tacco altissimo, ma grosso, calze a rete bianche, una mini vertiginosa, penso fosse di latex e il top lasciava intravedere un seno maestoso nonostante mia madre non abbia mai avuto delle tette grandi, probabilmente il costume era fatto apposta per evidenziarne le forme.<br />
- <em>Ehi Tommaso, che fai qui, pensavo fossi andato via con papà!</em><br />
- <em>Scusa mamma, ma ho qualche problema con il costume, non riesco a chiudere la cerniera e non sapevo se cambiarmi o meno.</em><br />
- <em>Fai una prova facendo scorrere sulla cerniera una candela, ne trovi qualcuna lì nell&#8217;armadietto di fianco alla scatola delle garze e cerotti</em>.<br />
Mentre cercavo la candela, potevo vedere il suo riflesso allo specchio, si era già messo un rossetto rosso fuoco lucido sulle labbra e adesso si apprestava a truccarsi gli occhi. Io intanto avevo trovato la candela e stavo provando questo trucchetto che mi sapeva tanto da rimedia della nonna. Purtroppo l&#8217;erezione non era certo passata ed ero un po&#8217; spaventato che mamma se ne accorgesse. Mi venne un colpo quando incrociai il suo sguardo nello specchio e disse:<br />
- <em>Fai vedere a me va! Se no rischi di fare danni!</em><br />
Mi spintonò e mi fece di botto sedere sul water, ma quella posizione non fece altro che far uscire dritto dritto il mio cazzo fuori dal buco della cerniera, 23 centimetri di carne per la prima volta alla vista di mia madre, che esclamò:<br />
- <em>Alla faccia dell&#8217;uccellone e che è successo! Guarda che avevo detto di scorrere la candela sulla cerniera, mica di farti una pippa!</em><br />
- <em>Mamma, così mi imbarazzi&#8230;</em><br />
- <em>Tu sarai forse imbarazzato, ma il tuo coso mi sembra bello sveglio! Se non lo calmi difficilmente sarai in grado di uscire, conviene che ti masturbi, su fai in fretta che dobbiamo andare.</em><br />
- <em>Va bene mamma, vado di là&#8230;</em><br />
- <em>No, no, no, che bisogno c&#8217;è, ormai ti ho visto, so anche che devi fare, fallo direttamente qui, apri la tazza del water e trastullati pure.</em><br />
Questa decisione mi fece capire la porcaggine di mia madre, forse era soltanto l&#8217;effetto del vino, fatto sta che mi costrinse a masturbarmi in bagno a pochi metri da lei che nel frattempo finiva di truccarsi. Ogni tanto vedevo dal riflesso che buttava l&#8217;occhio sul mio cazzo, che non ne voleva sapere di venire nonostante il liquido precoitale uscisse copioso. Decisi allora di lasciarmi andare e farmi la sega come se fossi in intimità e aumentare l&#8217;eccitazione per sborrare il prima possibile. Una cosa che mi fa impazzire è bagnarmi di saliva le punte delle dita della mano e massaggiarmi la cappella. Il tutto stava funzionando, anche se cominciava a distrarmi il respiro di mia madre, intuivo che si stava eccitando molto nel vedermi eseguire quella masturbazione, così decisi di esagerare emettendo dei sospiri di godimento che normalmente non facevo, potevo scorgere il viso di mia madre diventare sempre più rosso. Poi diedi il colpo di grazia, stava uscendo un bel po&#8217; di liquido precoitale, così lo raccolsi con le dita dell&#8217;altra mano e lo portai alla mia bocca assaporandolo con doverosa lussuria facendomi notare platealmente, al che la mamma non resistette:<br />
- <em>Ma che stai facendo Tommaso? Ti lecchi la sborra?<br />
</em>- <em>No mamma, questo non è sperma, è il liquido precoitale che solitamente serve a lubrificare il pene durante l&#8217;atto sessuale.</em><br />
- <em>Va beh! una cosa o l&#8217;altra, sempre in bocca te lo sei messo!</em><br />
- <em>E che c&#8217;è di male? E&#8217; buonissimo, mi piace tantissimo sentirlo in bocca mentre mi masturbo.<br />
</em>- <em>Davvero? A tuo padre ho fatto dei pompini, ma non ho mai sentito niente del genere&#8230;</em><br />
- <em>Forse papà non ne produce abbastanza, so che ci sono donne che hanno secchezza vaginale, magari vale anche per gli uomini.</em><br />
In quel momento mi resi conto di avere la mamma in pugno, ero sicuro di averle fatto scattare la molla della curiosità, forse stavo solo sognando ad occhi aperti, ma volevo spingerla ad assaggiare il sapore del mio cazzo, così feci di tutto per far uscire dell&#8217;altro liquido precoitale e poi chiedere:<br />
- <em>Mmmh, ne è uscito ancora mamma, non è che vuoi toglierti la curiosità e assaggiarlo?<br />
</em>La tonalità di rosso del viso di mia madre se mai poteva essere, diventò ancora più porpora, sembrava dovesse esplodere da un momento all&#8217;altro:<br />
- <em>Non è cosa che una madre dovrebbe fare, ma la situazione è surreale&#8230; io qui in bagno vestita come una troia, mentre il proprio figlio zombie si sta segando davanti a lei&#8230; forse ho bevuto troppo, ma un assaggino lo voglio dare.</em><br />
Stavo per raccogliere il liquido per farlo assaggiare a mia madre quando lei mi fermò:<br />
- <em>No, aspetta Tommaso! Fammelo leccare direttamente dalla fonte.</em><br />
Non credevo alle mie orecchie! Mamma voleva leccarmi il cazzo! Ebbi un sussulto, ebbi l&#8217;impressione che il mio uccello fosse cresciuto di un paio di centimetri per l&#8217;eccitazione. Mia madre non attese la risposta, chiuse il water, mi fece risedere e si abbassò per avere il mio pene all&#8217;altezza del viso, avvicino la bocca e diede una leccata tra il frenulo e l&#8217;uretra raccogliendo con la lingua gran parte del liquido precoitale assaporandolo:<br />
- <em>Mmmh, ma lo sai che hai ragione? è davvero buono!<br />
</em>A questo punto prese il mio cazzo in mano e cominciò a segarmi lei, era bravissima! Appena usciva un po&#8217; di liquido faceva uscire la lingua e lo leccava tutto.<br />
- <em>Mmmh, davvero delizioso!</em><br />
A questo punto da vero porco dissi:<br />
- <em>E non hai sentito ancora il sapore della mia sborra!</em><br />
- <em>Cosa? vuoi dire che lo sperma è ancora meglio?</em><br />
- <em>Certamente! Almeno il mio lo è di sicuro, non è che sia esperto di altri cazzi oltre il mio. Ma a papà non lo hai mai fatto l&#8217;ingoio? Non ti è mai venuto in bocca o in faccia?<br />
</em>- <em>Ma che stai dicendo Tommaso? Sembra che tu stia dicendo se mettere o meno il formaggio sulla pasta!</em><br />
- <em>Scusa mamma, non volevo&#8230; pensavo che in una coppia affiatata come la vostra avesse sperimentato già tutto&#8230;</em><br />
- <em>Abbiamo fatto le nostre sperimentazioni, ma questa non è mai uscita fuori né da me, né da tuo padre&#8230;</em><br />
- <em>Beh, c&#8217;è sempre una prima volta, non è vero signora infermiera?</em><br />
- <em>Già! Adesso la tua infermiera troia ti fa un bel prelievo di sperma!</em><br />
Detta questa frase mia madre si avventò sul cazzo e cominciò a farmi un succoso pompino, mamma mia (è proprio il caso di dirlo&#8230;) quanto era brava! Quanto avrei dato per avere in quel momento una videocamera per immortalare quell&#8217;attimo! Mi sarei accontentato anche di registrare il solo audio del rumore del suo bocchino, era fenomenale! Non avevo mai visto una simile voracità, riusciva a far sparire tutti e 23 i miei centimetri di pisellone arrapato.<br />
- <em>Quanto sei troia mamma, stai facendo un bocchino a tuo figlio, non ti vergogni? Leccami un po&#8217; i coglioni, fai ribollire lo sperma che poi ne esce di più e ti disseterai più facilmente!<br />
</em>- <em>In questo momento non sono una madre, sono una puttana succhiacazzi che vuole assaggiare il tuo nettare, adesso mi mangio le tue palle così mi darai più succo da bere!</em><br />
La pronta risposta porca di mia madre fece salire alle stelle la mia eccitazione, la sua lingua sui testicoli ebbe l&#8217;effetto finale e venni improvvisamente, neanche io me ne resi conto&#8230; ad oggi penso di aver fatto la mia più copiosa sborrata!<br />
Il primo schizzo fu un razzo, uscì fuori e disegnò una parabola pazzesca arrivando dall&#8217;altra parte della stanza colpendo lo specchio, mia madre si accorse che stava succedendo qualcosa e lasciò la leccata alle palle, in quel momento partì il secondo schizzo che la colpì violentemente alla fronte facendo un rumore simile ad uno schiaffo sordo, il terzo schizzo finalmente le finì direttamente nella bocca, tenuta oscenamente aperta dopo aver capito quello che stava succedendo. Poi arrivò il quarto, il quinto e sesto, sembrava un tiro a segno, con mamma che cercava di bere tutto il possibile. Gli schizzi erano terminati, ma lo sperma continuava ad eruttare dalla punta del cazzo, lento e denso colava verso tutta la lunghezza del mio pene e ogni volta veniva raccolto lascivamente dalla lingua di mia madre, che lo ingoiava immediatamente. Adesso teneva stretta con la mano la base del mio pisellone e quando vide che dal prepuzio non usciva più nulla, con il pollice cominciò fare pressione su tutta l&#8217;uretra, dal basso verso l&#8217;alto, la mossa ebbe effetto, un grosso grumo bianco di sborra comincio a sgorgare, questa volta non usò la lingua, ma poggiò le sue labbra morbide sulla punta e cominciò a succhiare, mi sentì quasi male in quel momento, il cazzo era ancora durissimo, ma ormai il piacere si era trasformato in dolore:<br />
- <em>Mamma basta! Mi fai male!</em><br />
- <em>Ne voglio ancora, la tua sborra è così buona e ne andata sprecata tanta&#8230;</em><br />
E si voltò mostrandomi la grossa macchia sullo specchio che colava ancora. Allora aiutandomi con la mano, cominciai a raccogliere lo sperma che aveva in fronte, sui capelli e sulla faccia portandoglielo in bocca. Finalmente aveva lasciato la presa sul cazzo e succhiava le mie dita, finito di pulire il suo viso, si alzò di colpo e si diresse verso lo specchio su e cominciò a leccarlo tutto. Era uno spettacolo sconvolgente, in quel momento mia madre sembrava una drogata. Piegandosi alla ricerca nel lavandino di altro sperma notai il suo sedere nudo e la sua bellissima fighetta con una leggera peluria. Il mio cazzo era ancora in tiro, allora decisi di farla completa, mi alzai, le presi i fianchi e la penetrai in figa da dietro. Lei ebbe un sussulto, un attimo di esitazione, non si aspettava questa mossa. Continuando a pomparla avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le dissi:<br />
- Ti sto preparando un altra dose di sborra calda, questa volta non andrà sprecato nulla!<br />
E così fu&#8230; magari il prossimo Halloween vi farò sapere come è continuata la serata. Si! perché poi siamo andati al locale dove ci aspettava papà, ma mamma non era ancora sazia&#8230;<br />
Avevo creato un mostro!!!</p>
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		<title>Lo Yougurt &#8211; terza parte</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti erotici]]></category>
		<category><![CDATA[incesto]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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		<description><![CDATA[Eravamo seduti uno di fronte all’altro, mia madre continuava a girare il cucchiaino nello yogurt, l’attesa mi stava facendo innervosire, dalla mia fronte cominciavano a spuntare goccioline di sudore. Alla mamma non sfuggì il mio stato: “Che c’è Giuseppe, sei impallidito tutto una volta, non ti stai sentendo bene?” “No no, mamma, stò benissimo, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo seduti uno di fronte all’altro, mia madre continuava a girare il cucchiaino nello yogurt, l’attesa mi stava facendo innervosire, dalla mia fronte cominciavano a spuntare goccioline di sudore. Alla mamma non sfuggì il mio stato:<br />
<em>“Che c’è Giuseppe, sei impallidito tutto una volta, non ti stai sentendo bene?”</em><br />
<em>“No no, mamma, stò benissimo, non ho niente”</em><br />
<em>“Va beh, se lo dici tu, mi tranquillizzo&#8230; mangiamoci ‘sto yogurt allora&#8230; aumhhh”</em><br />
Stava gustando il primo cucchiaino, cercavo di decifrare le sue reazioni&#8230; ed eccone un altro&#8230; siamo sempre uno di fronte all’altro, ci stiamo guardando negli occhi&#8230; terzo, mia madre sfodera un sorrisino&#8230; quarto cucchiaino, mia madre dice:<br />
<em>“&#8230;e bravo il mio piccino&#8230;”</em><br />
capisco che ha capito&#8230; quinto, sesto e settimo in rapida successione con commento:<br />
<em>“ummmhhh, davvero squisito&#8230;”</em><br />
gratta il contenitore con il cucchiaino cercando di raccogliere i rimasugli, poi con la lingua lecca tutto il bordo interno, alla fine passa al dito e raccoglie le ultime gocce dal fondo. la scena mi manda in subbuglio, non c’è bisogno di dire che il cazzo mi era diventato di marmo di fronte a quello spettacolo&#8230; mamma mi guarda e dice:<br />
<em>“Adesso ho capito perché ti davi tanto da fare ultimamente con la colazione di tua sorella invece di essere scocciato&#8230; c’era il lato divertente eh? Ma che bravo il mio Giuseppe!!! solo che io questo tipo di yogurt lo preferisco naturale, senza additivi e sopratutto fresco&#8230; pensi di essere in grado di accontentare adesso la tua mammina? Come mai sei diventato tutto rosso come un peperone? non ti vergognerai mica? Se vuoi mi giro dall’altra parte mentre mi prepari lo yogurt fresco&#8230;”<br />
</em>Effettivamente sentivo anch’io di essere diventato rosso, ma non era certo vergogna&#8230; l’eccitazione a mille e la pressione del mio uccello che ormai mi faceva un male boia per la prolungatezza dell’erezione non facevano altro che aumentare il mio sforzo di resistenza, non mi era mai successo da sveglio, ma avevo la sensazione che da lì a poco sarei venuto nelle mutande. Comunque non mi feci intimorire dalla sfacciataggine di mia madre, ultimamente avevo solo immaginato nei miei sogni erotici questo momento&#8230; non dico che fosse un deja-vu, però mi alzai senza pensarci due volte e, con la mia mostruosa erezione in mostra dal piagiama mi avvicinai alla mamma.<br />
<em>“Wow piccolino mio!!! e io che pensavo che fossi scarico&#8230; avvicinati di più, fammi vedere da vicino cosa nascondi là sotto&#8230;”</em><br />
La assecondai, mi avvicinai, il mio basso ventre era a pochi centimetri dal suo sguardo, ammirava desiderosa quella protuberanza del pigiama, poi avvicinò la bocca alla punta dell’erezione e schioccò un bacio. A quel punto non resistetti più, sentivo lo sperma che stava risalendo velocemente e cominciava ad uscire, si poteva già notare l’apparire di una chiazza umida sulla punta del pigiama. La mamma probabilmente non si aspettava questa prematura fuoriscita:<br />
<em>“Hei piccolino che fai!!! stai venendo senza avvisarmi? adesso ci penso io&#8230;”<br />
</em>Mi abbasso prepotentemente i pantaloni, il mio cazzo continuava ad eruttare sborra e mia madre non fece altro che tenere la bocca aperta e far scendere tutto lo sperma nella sua bocca senza toccarmi il pene né con la bocca, né con le mani&#8230; si era praticamente inginocchiata e con le sue mani mi teneva i fianchi. Devo dire che in quel frangente non ho goduto nel vero senso della parola, la mia venuta è stata più che altro una liberazione da quell’ecceso di eccitazione, non ho provato piacere se non quello cerebrale di vedere la mia mammina, in ginocchio di fronte a me, a bere dalla mia fontana. Mi piacevano anche i suoi commenti:<br />
<em>“mmmhhhhh&#8230; la tua sborra ha un sapore favoloso, dolce e leggermente aspra, densa e cremosa come piace a me&#8230; fammi leccare le ultime gocce&#8230; le più saporite&#8230;”<br />
</em>Fu in questo momento che finalmente mi toccò. Prese il cazzo in mano e lo strinse dalla base fino alla punta come si fa con il tubetto di dentifricio finito per far uscire il rimasuglio finale. Così facendo fece uscire un bel grumo di sperma bianco dal mio prepuzio e con la punta della lingua lo portò via nella sua boccuccia.<br />
<em>“ Buonissimo!!! questa si che è una colazione come si deve!!!  peccato per te!!! la venuta mi sa che non è stata poi così goduriosa, vero?”</em><br />
<em>“Effettivamente è successo tutto così velocemente, ero talmente eccitato dalla situazione che non ho resistito&#8230;”</em><br />
<em>“Non ti preoccupare piccolino, vedrai che andrà meglio la prossima volta&#8230;”<br />
</em>Non credevo alle mie orecchie!!! probabilmente ci sarebbe stata una prossima volta!!! Poi improvvisamente mia madre parlò di mia sorella:<br />
<em>“Ma tu lo sai perché Emanuela ha litigato con suo marito?”</em><br />
<em>“Non ne ho la minima idea mamma&#8230;”<br />
“Per ragioni di sesso&#8230;lui voleva qualcosina di più dal rapporto che tua sorella non era disposta a dare e, a furia di insistere e di osare, lei si è rotta di palle ed ha optato per un break”<br />
“La miseria&#8230;è che cosa avrà mai chiesto per farla scappare, di ricoprirla di escrementi come i copo&#8230; i copro&#8230;si insomma quelli lì?”</em><br />
<em>“Ma figurati!!! in questo tipo di coppie i passetti sono minuscoli, prima di arrivare a quel punto sono morti e sepolti&#8230; voleva semplicemente un bel lavoretto di bocca o la gioia del secondo canale, ma lei nulla&#8230; e quando lui ci ha provato durante una monta alla pecorina a cambiare buco, lei si è incacchiata e l’ha mollato&#8230; figurati se sapesse che ultimamente sta facendo colazione con yogurt misto a sperma senza battere ciglio, quando non vuole dare neanche una leccata all’uccello&#8230;”<br />
</em>Mi venne da ridere, risi proprio di cuore e mia madre mi seguì a ruota, ridemmo tutti e due per un bel po’ quando alla mamma venne un’idea:<br />
<em>“Faremo piacere a Emanuela le gioie del sesso che lei stessa sta allontanando senza neanche conoscerle!!! Dovremo cominciare in modo subdolo, l’idea dello yogurt portata all’eccesso potrebbe funzionare, cosa c’è di meglio che fare delle buone scopate per ottenere in più il premio finale. D’altronde siamo madre e figlia, se io sono golosissima di sperma, perché non lo dovrebbe essere anche lei. Se Emanuela scopre di essere un’amante della sborra non potrà certo tirarsi indietro di fronte ad un succoso pompino, non ti pare? Si attueremo questo piano, tu dovrai rimanere in astinenza completa per una settimana&#8230;anzi, penso, carico come sei, che possano bastare anche tre giorni, a tua sorella darai la mattina il più schifoso degli yogurt dicendo che quello buono non lo trovi più e, al terzo giorno, le riempiremo un intero barattolo con il tuo sperma senza nessuna mistura&#8230;se lo mangia tutto é nelle nostre mani&#8230;”</em><br />
<em>“Ma mamma, non riuscirò mai a riempire un intero contenitore!!!”</em><br />
<em>“Ma che dici piccino mio??? Guarda che mi sono resa conto benissimo delle tue facoltà&#8230; se rimani in astinenza per tre giorni, segui i miei dettami alimentari e, soprattutto, le mie pratiche sessuali, vedrai che il barattolino non basterà a contenere il succo della tua passione&#8230; emh a proposito&#8230; visto che dovrai farne a meno per un po’&#8230; che dici di scaricare un altro po’ di sborra in bocca alla tua mamma, mi è venuta ancora voglia&#8230; il tuo sperma è così buono&#8230; dai su, masturbati davanti alla tua mamma&#8230; guarda, lo faccio anch’io&#8230;”</em><br />
E così fece!!! allargò le gambe, si alzò la vestaglia e mise in mostra la sua figona pelosa&#8230; la troia non indossava neanche le mutandine. Era una scena molto eccitante, così feci compania alla mamma cominciando a masturbarmi&#8230;</p>
<p>(Fine terza parte)</p>
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		<title>Lo Yougurt &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mammetroie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti erotici]]></category>
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		<category><![CDATA[madre]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi ricordo di leggere il primo episodio prima di proseguire. Mia sorella stava assaporando lo yogurt con lo stesso piglio di un degustatore di vini&#8230; avevo il timore che ad un certo punto lo sputasse schifata, ma non fu così: “decente&#8230; si devo dire che finalmente hai trovato un tipo di yogurt che non fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordo di leggere il <a title="Lo Yougurt Prima parte" href="http://www.mammatroia.com/2009/08/18/lo-yougurt-prima-parte/" target="_self">primo episodio</a> prima di proseguire.</p>
<p>Mia sorella stava assaporando lo yogurt con lo stesso piglio di un degustatore di vini&#8230; avevo il timore che ad un certo punto lo sputasse schifata, ma non fu così: “decente&#8230; si devo dire che finalmente hai trovato un tipo di yogurt che non fa letteralmente schifo, anzi, devo dire che non è niente male&#8230; yum&#8230; ho la sensazione che più lo mangio, più diventa buono”. Tirai un sospiro di sollievo e vedendo mia sorella trangugiare con tanta ingordigia i rimasugli di quel mio “componimento”, mi comportò una certa eccitazione. Non vedevo l’ora che arrivasse l’indomani per ripetere l’esperimento. La giornata passò tranquilla e il giorno dopo mi alzai in fretta e furia per preparare la colazione. Avevo il cazzo che mi stava sfondando il pigiama, era già in tiro pensando ai preparativi. Aprii lo yogurt e, come la prima volta ne mangiai un po’, poi tirai fuori il mio uccello e cominciai a menarmelo, stavo già per godere quando mi fermai ricordando la scena che vidi il giorno prima tra mia madre e il suo amante. Decisi di utilizzare la sua “tecnica”, rimisi a riposo il mio pene e preparai la mia colazione, poi lo tirai di nuovo fuori e cominciai a segarmi, quando stavo per arrivare, mi rifermai e feci colazione. Finito tutto decisi che era ora di venire, cominciai a menarmelo nuovamente lentamente, poi accelleravo il ritmo per poi rallentarlo, finché non sentii che stavo per raggiungere il mio limite fisico. Puntai la cappella nel barattolino dello yogurt e detti le ultime segate. Gli schizzi di sborra uscivano con una prepotenza tale da far schizzare fuori parte dello yogurt. Fu una venuta memorabile, molto più abbondante del giorno precedente. Presi il cucchiaino e cominciai a mescolare allegramente il composto. Dopo qualche minuto fece la sua comparsa mia sorella, seguita da nostra madre che mi disse: “saresti così gentile da preparare anche per me una bella colazione caro? stanotte ho dormito poco e ho poca voglia di trafficare, su coccola anche me come fai con tua sorella.” Al che mia sorella intervenne: “perché non mangi anche tu uno yogurt, Giuseppe ne ha trovato uno niente male” e cominciò a degustare la mia “creazione”: “uhmmmmm&#8230; squisito&#8230; uhmmm&#8230; sembra addirittura meglio di ieri, proprio una delizia” Mia madre, conoscendo i gusti difficili di Emanuela, restò alquanto sbalordita dalle sue affermazioni, tanto che volle provare anche lei lo yogurt. Così presi un altro barattolo dal frigorifero per porgerlo poi a mia madre. “no Giuseppe, lo preferisco nella coppetta di vetro, non mi piace armeggiare con quei contenitori di plastica!!! Anzi fai una cosa, prendi la coppa più grande, così me ne versi due barattolini, non sono certo come Emanuela non mi basta certo un solo yogurt per reggere la giornata.” E così feci, preparai la colazione per la mia mammina, purtroppo non potevo inserire il mio ingrediente segreto e sono sicuro che a mia madre non sarebbe affatto dispiaciuto&#8230; intanto la mia sorellina aveva finito di mangiare il suo yogurt ed era fuggita ad occupare il bagno prima che potessi anticiparla io. Aspettai il mio turno in cucina e osservai la mamma mentre faceva colazione, non avevo mai notato quanto fosse eccitante, non tanto per il suo corpo a cui teneva molto e che era da favola, ma per il suo modo di fare, di ridere, guardare, muoversi. La vedevo mangiare lo yogurt con una sensualità mai vista, come muoveva la mano con il cucchiaino, prendere la crema, portarsela alle labbra, aprire piano la bocca, tirare leggermente fuori la lingua, richiudere la bocca e tirare fuori il cucchiaino pulito, deglutire&#8230; avevo nuovamente il cazzo duro!!! speravo che mia sorella tardasse ancora in bagno, altrimenti non sarei mai riuscito ad alzarmi ed uscire dalla cucina con una simile protuberanza senza farmi notare. A salvarmi ci pensò il telefono, rispondeva sempre mia madre (probabile che volesse evitare di farci parlare direttamente con qualcuno dei suoi amanti), così approfittai della sua assenza per rifugiarmi nella mia stanzetta e aspettare il mio turno per il bagno. Non aspettai molto perché mia sorella uscì dopo neanche un minuto, così recuperai al volo una rivista per coprire la mia erezione e mi precipitai ad occupare il suo posto. Notando la rivista emanuela si mise una mano sul naso simulando che ci fosse puzza dicendo: “fortuna che sono andata prima io, altrimenti sarei rimasta asfissiata come in una camera a gas&#8230;” Sorrisi alla sua battuta e soprattutto alla sua interpretazione sulla rivista e mi chiusi in bagno. Non ce la facevo più, dovevo masturbarmi nuovamente. Mi tolsi il pigiama, il mio pene era così duro da farmi male, mentre me lo menavo pensavo alla mia mammina che mangiava col suo fare voluttuoso lo yogurt e immaginavo me, col cazzo di fuori, che le chiedevo se voleva che gli aumentassi la dose di crema. Alla sua risposta affermativa avvicinavo la mia cappella alla coppa di vetro e cominciavo ad eruttare il mio sperma in un susseguirsi di schizzi densi e lei con il cucchiaino girava la nuova mistura per farla amalgamare per benino assaggiando ogni tanto, come a controllare se il tutto fosse ben equilibrato. Come per magia, al suo stop, il mio cazzo finiva di sborrare e lei cominciava a mangiare lo yogurt con un ingordigia che solo la mia mente malata poteva immaginare. Dopo essersi leccata tutta la coppa con la sua lunga lingua rendendo superfluo il lavarla vista la sua perizia mi si avvicina al cazzo con la sua bocca dicendo: “&#8230;e adesso ho proprio voglia di un po’ di yogurt alla spina&#8230;” A questo punto vengo sul serio innaffiando tutto il bagno con la mia sborra in una lunghissima e piacevolissima venuta. Era la prima volta che mi sparavo una sega pensando alla mia mammina e devo dire che fu un’esperienza travolgente, come lo fu anche quella di ripulire&#8230; avevo davvero sporcato dappertutto. Quella sera uscii con i miei amici e, visto che era sabato, facemmo una capatina in una discoteca dei dintorni, poi ne facemmo un’altra e poi un’altra ancora&#8230; praticamente tornai a casa il mattino dopo. Non ero per niente stanco, anzi, l’idea di preparare la mia speciale mistura, mi manteneva bello pimpante. Fatto tutto feci colazione anch’io e visto che mia sorella non accennava ad alzarsi, decisi di approfittarne per rincarare la dose, così mi masturbai di nuovo e aumentai il volume dello yogurt. Ero in uno stato di eccitazione perenne, sembrava che le forze mi rinascessero in pochi secondi, questa storia mi aveva dato una vitalità sessuale che non credevo. Mia sorella continuava a tardare, così decisi che era ora che la svegliassi, andai nella mia stanza ed ebbi una sorpresa&#8230; non c’era nessuno, il suo letto non era stato neanche toccato. Ritornai in cucina e ci trovai mia madre che si era appena svegliata, vedendomi un po’ sorpreso disse: “che c’é? pensi di essere il solo ad uscire di sabato sera? tua sorella non è ancora tornata, ieri mi ha telefonato dicendomi che se avesse fatto tardi, sarebbe rimasta a dormire da una sua amica. Che c’è caro??? sei dispiaciuto per aver preparato inutilmente la colazione? Non ti preoccupare, anche se non è il mio tipo preferito, la mangio io, così evito anche di faticare, mi sento proprio una pezza in queste ultime mattine. A te invece ti vedo bello attivo, non ho mai visto il mio figliolo essere così felice di preparare la colazione per sua sorella.” Che strana sensazione che provavo in quel momento, un misto di eccitazione e terrore, mia madre stava per assaggiare la mia mistura, la ricetta di vendetta per la mia sorellina&#8230; da lì a poco sarei stato partecipe alla reazione della mamma al gusto del mio seme&#8230;<br />
(Fine seconda parte)</p>
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