Mamme Troie

Mamma Troia il blog sulle mamme troie vogliose di cazzi e sempre in calore

Archive for the ‘Racconti erotici’ Category

Lo Yougurt – Prima parte

Tuesday
Aug 18,2009

Quando mia sorella si lasciò con suo marito e venne a vivere a casa dei nostri genitori pensavo che fosse la mia fine, la perdita totale della mia libertà, condividere nuovamente la mia stanza con un essere dispotico come lei sarebbe stata una punizione troppo grande per me. Erano passati ormai 4 anni dal suo matrimonio e dall’inizio della mia meritata “solitudine” nelle quattro pareti della mia camera. All’epoca avevo 14 anni e non mi rendevo ancora conto di quanto potesse essere bello avere la prorpria stanza tutta per  se… mia sorella ne aveva già 21 di anni e non riesco a capire come facesse a non avere la necessità di uno spazio tutto suo, probabilmente scaricava tutta la sua tensione su di me, ricordo fin troppo bene come mi trattava, ero praticamente il suo schiavetto, dovevo pensare io a pulire la camera, tenere in ordine, coprirla quando usciva la notte e perfino portarle a letto la colazione.
Certo anche adesso, a parte la colazione, faccio le stesse cose nella mia stanza, ma per l’appunto, ora era solo mia, quindi era logico che me ne dovessi occupare. Il letto che utilizzava mia sorella era rimasto al suo posto, quindi non ci sarebbero stati stravolgimenti nella camera, l’avevo utilizzato più volte per invitare degli amici a passare il week-end a casa mia. Di stravolto ci fu solo il mio armadio con tutta la sua roba e la mia vita… Pretendeva ancora la colazione a letto la stronza, ma adesso voleva lo yogurt e, visto che il tipo che prendeva lei nella città dove abitava prima non c’era, ogni giorno ne dovevo comprare un tipo diverso per vedere se le andava bene. Non parliamo della mia privacy poi… prima che lei venisse ad abitare da noi potevo masturbarmi ogni volta che ne avevo voglia, adesso era quasi impossibile trovare il momento giusto. Poco dopo trovai finalmente il modo di sfogare i miei istinti sessuali, ci penso mia madre e un suo amante. Da quando mio padre era morto la mamma non aveva avuto più un compagno fisso, ma non aveva rinunciato di certo al sesso ed ogni tanto capitava che lo facesse a casa di nascosto senza che se ne accorgesse nessuno, io stesso, sebbene ne avessi il sospetto, non l’avevo mai colta sul fatto in nessuna maniera. Come spesso accade ci fu una prima volta. Una mattina mi alzai più presto del previsto e mi diressi in cucina per preparare la mia colazione e scegliere lo Yogurt odierno per mia sorella, che dovevo togliere dal frigo almeno una ventina di minuti prima perché lei odiava mangiarlo troppo freddo. Feci colazione e dopo aprii lo Yogurt e lo assaggiai per vedere se era arrivato a giusta temperatura. Cazzo!!! era il più buono che avessi mai assaggiato, ero contento perché probabilmente avevo risolto finalmente questo problema e non dovevo andare in giro a cercarne di nuovi. Stavo esagerando mangiando qualche cucchiaino di troppo quando sentii dei strani rumori provenire da qualche parte in casa, sembravano dei lamenti. Lasciai la cucina e seguii quella fonte sonora arrivando davanti alla stanza di mia madre. A quel punto capii il frutto di quei lamenti e non ci pensai due volte a spiare dal buco della serratura… vidi abbastanza chiaramente mia madre stesa sul letto, non del tutto in orizzontale e con la testa poggiata su due cuscini tenuti in verticale, più in là c’era sicuramente qualc’un altro che ancora  non vedevo e che era la fonte del lamento, tutto mi fu più chiaro subito dopo quando mia madre cominciò a parlare.
- “Mi sa che a te non ti ci porto più a casa, fai un casino terribile mentre te lo meni, non voglio svegliare i miei figli, mi da fastidio che possano accorgersi di quello che faccio…sospettarlo si, ma non renderlo evidente!!!
-“E’ colpa tua Sandra, ogni volta che stò per venire mi dici di fermarmi aspettare 5 minuti e poi ricominciare a menarmelo di nuovo, il cazzo diventa sempre più sensibile in questi casi e ogni volta che mi tocco non posso non fiatare!!!
- “Beh, lo sapevi che a me la mattina piace fare una colazione abbondante…con questa tecnica esce più latte e ha una consistenza migliore, a me piace molto denso…comunque è il momento su vieni”.
Dopo quelle parole vidi per la prima volta la sagoma dell’amante di mia madre, probabile che fosse sull’altra sponda del  letto che non riuscivo a vedere. Si mise a cavalcioni vicino alla testa di mia madre e punto il suo pene vicino alla sua faccia menandoselo come un ossesso. La mamma lo sgridò immediatamente:
- “Ma non così!!! adesso te lo devi menare lentamente, molto lentamente, vedrai che anche tu godrai di più.
E così fece… iniziò a segarsi lentamente continuando ad emettere i suoi lamenti goduriosi, mentre mia madre aspettava ansiosa che la sua colazione fuoriuscisse da quella cappella diventata enorme dall’eccitazione e di un colore ben oltre il violaceo. Anch’io non ce la facevo più, avevo il cazzo durissimo e il pigiama non riusciva più a contenerlo, così lo tirai fuori e comincia a menarmelo. Ad un certo punto sentii che il lamento del tipo lo stava portando al capolinea e lo capì anche la mamma:
- “Su da bravo, fammi bere tutto il tuo sperma, sborrami in bocca, é ora che faccia una succulenta colazione!!!
E la venuta arrivò!!! Lei tranquilla, con la bocca aperta e la lingua fuori, fu invasa da molteplici schizzi densi e cremosi, quasi tutti dritti nella bocca, anche se i primi, quelli dal gettito lungo, le erano finiti sui capelli e in fronte. Finita la sborrata la mamma raccolse con calma e disinvoltura lo sperma che era rimasto sulla faccia e se lo portò alla bocca succhiandosi le dita e ingoiandolo con avidità. Era troppo, quella scena mi aveva dato il colpo di grazia, dovevo venire anch’io e non volevo rischiare di sporcare lì vicino, così corsi in cucina e lì col cazzo in mano, mi venne in mente una cosa da pervertito folle: avrei sborrato nello yogurt di mia sorella e glielo avrei fatto mangiare, era una sorta di vendetta personale… quello che avevo visto mi aveva completamente annebbiato il cervello, ero in uno stato di eccitazione mai provato prima, venni subito, il mio sperma aveva la stessa consistenza dello yogurt, solo il colore era leggermente diverso. Fatta scendere l’ultima goccia, mi pulii con uno scottex e cominciai con il cucchiaino ad amalgamare il nuovo composto. Mentre lo facevo, forse anche perché l’eccitazione dopo la venuta era calata, cominciai a pentirmi della mia “splendida idea” e cominciai ad avere timore di quello che sarebbe potuto accadere se mia sorella se ne fosse accorta. Non feci in tempo a prendere provvedimenti perché proprio in quel momento mi accorsi che era sull’uscio della porta che mi guardava :
- “E allora con questo yogurt? quando sarà ben mescolato? è un’ora che ci stai giochicchiando col cucchiaino!!!
- “La solita esagerata!!!
- “Su dai quà, speriamo che non sia una schifezza anche questo!
Così mi strappò dalle mani il barattolo dello yogurt e si sedette… il primo cucchiaino stava per raggiungere la sua bocca…

Fine prima parte.

Thursday
Aug 13,2009

Ma adesso avevo altre cose per la testa, non potevo non pensare alla mia registrazione e a quello che ci avrei potuto fare. Quando tornai a casa la mamma si stava preparando per uscire, aveva appena finito di farsi la doccia e, in accappatoio, si stava truccando in bagno. Appena mi vide chiuse la porta per avere la sua privacy, in un racconto con sguardo languido avrebbe aperto l’accappatoio e mi avrebbe fatto vedere le sue grazie per poi saltarmi addosso… fantascienza! Alle 16:00 uscì di casa, non ero più nella pelle… chissà se sarebbe andata direttamente in chiesa o no… dovevo resistere e andare a recuperare la cassetta solo dopo il suo ritorno, sperando che avesse effettivamente fatto ciò che io speravo. Decisi di farmi un giro in internet per ingannare l’attesa, erano stati pubblicati nuovi raccontini interessanti, ma non approfondii più di tanto, volevo rimanere lucido per quello che avrei “visto” e non “letto”, questa sera. Non so come mi addormentai, a svegliarmi fu il rumore della porta di casa che veniva aperta, guardai l’orario, erano già le 20:00. Uscii dalla stanza, salutai mia madre e le dissi che uscivo un attimo. Lei mi disse solo di non tardare perché avrebbe subito preparato la cena. Mi precipitai in chiesa, avevo paura che potessero chiudere l’entrata principale. Fortunatamente era ancora tutto aperto, l’unico problema sarebbe stato recuperare il tutto senza farmi vedere dagli eventuali parrocchiani. Fortunatamente la chiesa era praticamente deserta, sentivo delle voci provenire dalla sacrestia e scoprii che in quel momento c’era una specie di riunione. Non poteva andare meglio, in un baleno staccai tutto, rimisi a posto i cavi e recuperai il videoregistratore, se mi avessero cronometrato sarei entrato nei guiness dei primati. Sistemai tutto l’apparato nel bustone che mi ero portato appresso e ritornai a casa carico di eccitazione. Entrai e corsi in camera senza farmi vedere dalla mamma, nascosi il tutto e scesi per la cena, avrei montato il tutto dopo… Fu la serata più lunga della mia vita, non riuscivo ad avere la pazienza di aspettare, dovetti anche aiutare mia madre a lavare i piatti e la cosa non fece che aumentare la mia ansia. Alla richiesta della mamma di vedere un film insieme mi venne quasi da piangere, lo chiedevo sempre io e lei quasi mai accettava, adesso che lo chiedeva lei non potevo certo negarmi… quando la mamma aggiunse che il film lo aveva consigliato la zia, mi venne un colpo… in un raccontino sarebbe stato un bel pornazzo che avrebbe portato i due ad una serata scopereccia, ma non poteva certo capitare a me… infatti la zia aveva prestato un film “normale” che le era stato regalato in dvd, ma che lei non poteva vedere perché non aveva il lettore. Fortunatamente il film era davvero bello e la serata passò più velocemente di quanto pensassi, anche se per me era appena iniziata. Diedi la buona notte alla mamma e andai nella mia camera, presi il videoregistratore e lo montai al mio televisore, tornai indietro il nastro e cominciai a visionare il filmato armato di telecomando e con il tasto fast-forward perennemente in uso. Andavo a velocità normale ogni volta che entrava in confessionale qualcuno per sentire e vedere quello che succedeva, ma era tutto poco interessante. L’entrata di un gatto rese meno monotona la visione che stava diventando insopportabile, poi, finalmente, entrò la mamma. Quello che successe in quei pochi minuti mi scosse profondamente, ancor oggi non mi sono ripreso… a voi probabilmente non recherà lo stesso effetto perché siete esterni alla situazione, ma io sono rimasto traumatizzato per un bel po’:
Il prete: buonasera, signora…facciamo lo stesso servizio della scorsa settimana?
La mamma: si, padre.
Il prete: dovrebbe cominciare a pensare di farlo in un modo più consono e non qui dentro. Posso capire la prima volta…
La mamma: non mi sento pronta… non so se continuerò altrimenti… lei si sta preparando nel frattempo vero?
Il prete: sono già pronto, adesso apro lo sportellino… apra la bocca…

Quello che vidi uscire dallo sportellino mi paralizzò per mezz’ora, non mi sarei mai aspettato di vedere una cosa del genere… signori dallo sportellino non uscì quello che mi aspettavo, ma una mano… si, proprio una mano.. .con le punta delle dita veniva tenuta un’ostia… praticamente mia madre si era confessata e si stava dando la comunione “in privato”… lo faceva cioè di nascosto…
Ma io l’avevo detto che a me non poteva mai capitare nulla di piccante come succede nei racconti che leggo… però adesso che ci ripenso, forse ho sbagliato soggetto… devo lasciare perdere definitivamente la mamma e concentrarmi su di un’altra parente… la ZIA!!! Ero tanto indaffarato in questo progetto che non ho dato quasi nessun peso al fatto che avesse una cassetta porno nel videoregistratore.
Mi concentrerò sulla zia e quando avrò ottenuto qualche risultato scriverò un altro racconto per rendervi partecipi sperando che non mi capiti la stessa maledetta cosa…

Il Confessionale – Seconda parte

Tuesday
Jul 28,2009

Se ancora non lo avete fatto, leggete il primo capitolo prima di procedere

Purtroppo le parole ogni tanto andavano via e il sacerdote non si sentiva sempre…ve ne farò un sunto:
-  ho seguito il suo consiglio padre, dopo quello che mi ha detto mi sono decisa, farlo qui mi da più sicurezza, al momento non voglio che la gente cominci a chiaccherare. Lei é pronto padre?
- beh no! ci vuole un po’…intanto che preparo si sfoghi pure…
- non é cambiato nulla rispetto all’altra volta, poi lei mi ha consigliato di fare questa cosa… sa, per me é la prima volta dopo non so più quanti anni
-…purtroppo non si sente risposta
- comunque sono preoccupata per mio figlio, ieri ci stava provando di nuovo…
- il ragazzo é in un’età particolarmente forte di impulsi sessuali ed é normale che il primo punto di riferimento siano le persone più vicine…ad alcuni é la madre, ad altri la zia come può esserlo la sorella.
- forse ha ragione padre, ma ieri non ho saputo resistere a dargli uno schiaffo dopo che mi ha messo le mani sul seno… ah vedo che é pronto…
- …non si sente più nulla.
- Apra bene la bocca e tiri un po’ fuori la lingua…la deposito sulla lingua e meglio! ah… ecco fatto, adesso chiuda la bocca la tenga un po’ dentro e poi…TACK!!!
TACK!!! fine cassetta… arghhhhhhh, se mi aveste visto! ero tutto rosso in viso e arrabbiatissimo perché avevo dimenticato di inserire la modalità lp per far durare il doppio il nastro. Ero un misto di rabbia ed eccitazione, avevo scoperto qualcosa che mi avrebbe potuto permettere di fare cose turche… non avete capito? mai sentito parlare di ricatto? La mia mente malata aveva escogitato un piano diabolico: inserire la microcamera vista nel negozio nel confessionale e riprendere la prossima confessione di mia madre, così oltre a rifarmi gli occhi, poi l’avrei ricattata, minacciando di rendere pubblica la visione se non mi avesse dato niente in cambio… magari la stessa cosa che aveva fatto al parroco. Piano piano cercai di recuperare i soldi necessari al mio acquisto, avevo tempo a sufficienza, se mia madre fosse ritornata il lunedì successivo. Non contento di aver raggiunto la cifra di 50 euro, mi diedi da fare fino a venerdì notte per raggiungere la cifra necessaria ad acquistare la versione a colori della minicamera. Il sabato andai ad acquistarla, ma subito dopo capii che avevo ancora un problema da risolvere: dove avrei collegato il mio nuovo gioiellino? l’ideale sarebbe stato un videoregistratore, ma non ne avevo uno mio, l’unico era nella sala di casa… decisi allora di manometterlo e fare finta di portarlo al centro assistenza. Fortunatamente mia madre non sospettò nulla e senza dire una parola acconsentì alla mia richiesta, nascosi il videoregistratore in camera e aspettai il giorno dopo per entrare in azione. Mi recai in chiesa subito dopo l’ultima cerimonia in modo da non trovare nessun rompiscatole e sistemai subito la telecamera in modo da poter inquadrare la postazione del confessato. Qualche problema lo ebbi con il videoregistratore, non tanto per nasconderlo (andava benissimo in cima al confessionale), ma per alimentarlo… sinceramente non avevo pensato a questo problema, dimenticando che aveva bisogno della corrente elettrica per funzionare. Mi accorsi per caso che nelle vicinanze c’era un altarino con le candele, che una volta erano vere, mentre adesso si utilizzavano quelle elettriche… prima si faceva un’offerta, si prendeva il cero, lo si accendeva e si posizionava in una delle postazioni vuote, adesso, invece, c’era un pulsante per ogni finta candela e l’offerta minima era pure consigliata! Cercai la presa di corrente che l’alimentava, calcolai la distanza dal videoregistratore e andai a casa a cercare un cavo abbastanza lungo per creare la prolunga. Non mi ci volle molto a costruire artigianalmente quello che mi serviva e tornai subito con due videocassette in chiesa, attaccai tutto nascondendo il più possibile le tracce sperando che nessuno curiosasse e infilai la prima Vhs per fare delle prove di registrazione. Poi la tolsi e inserii quello che sarebbe stato il mio gioiello da 4 ore, trasformato in 8, grazie alla favolosa opzione lp. Corsi a casa a controllare come era uscita la ripresa, quando mi resi conto della mia stupidità… come cavolo avrei visto la cassetta se il videoregistratore era in chiesa?!? Non volevo rischiare ci fosse qualche problema tecnico e accorgermi solo quando fosse stato troppo tardi di non aver ripreso nulla… mi ricordai allora che mia zia aveva nella sua camera un televisore chiamato combo, che aveva incorporato il lettore Vhs. Decisi che  era ora che le facessi una visita e, senza neanche avvisarla corsi a casa sua per dare una sbirciatina alla mia registrazione. Mia zia, la sorella di mia madre, non era da meno in quanto a fisico, in confronto a mia madre e rispetto al fatto che era 10 anni più anziana…il suo problema era il viso, sfigurato in un incidente stradale, dove tra l’altro aveva perso la vita suo marito e il mio papà. La zia fu sorpresa della mia visita ma mi accolse con la sua solita gentilezza e mi offri un buon thé con degli ottimi pasticcini, poi, con la scusa di andare in bagno sgattaiolai nella sua camera e infilai la cassetta nel lettore combo, ma non entrò, c’era dentro un altra vhs, premetti il tasto dell’espulsione e la tirai fuori infilando immediatamente la mia creazione. Avevo fatto un lavoro perfetto! l’angolazione non poteva essere migliore, l’unico problema era forse un po’ di rumore video causato, penso, dalla non alta qualità della telecamerina e, soprattutto, dalla poca luce. Non persi altro tempo, tolsi la mia cassetta e rimisi quella della zia facendo solo ora caso al titolo: “Il buco dell’Oziona V.M. 18”. Mi venne quasi un colpo e per poco non ci rimasi secco quando partirono le immagini di una mega porcona avanti con l’età che si faceva tappare tutti i buchi da 3 baldi giovanotti. spensi tutto prima di svenire e ritornai in cucina dove mangiai l’ultimo biscotto e andai via salutando velocemente la zia, prima che potesse trattenermi di più.
Il giorno dopo ero eccitatissimo, dovevo decidere a che ora attivare la registrazione per poter sfruttare le seguenti otto ore. Non volevo rimanere in chiesa per non rischiare di farmi vedere dalla mamma, che avrebbe potuto svignarsela. Quando capii che fino a pranzo mia madre sarebbe rimasta a casa, decisi che avrei attivato il tutto subito dopo aver finito di mangiare. Alle 14 in punto corsi fuori, andai in chiesa e col telecomando avviai la registrazione, mi avvicinai al confessionale per cercare di capire se il videoregistratore era effettivamente partito…e lo era! a dire la verità, forse si sentiva fin troppo, ma probabilmente ero io ad essere troppo nervoso e avevo il timore che qualcuno scoprisse all’ultimo momento il giochetto. Mentre tornavo a casa, ripensai alla scoperta fatta a casa della zia, non me lo sarei mai aspettato, poi raggiunsi la conclusione di aver sbagliato soggetto per le mie manie di incesto, forse avrei ottenuto più risultati con la zietta…

Fine seconda parte

Il Confessionale – Prima parte

Friday
Jul 24,2009

Ho letto un sacco di racconti su incesti, veri o presunti tali ed ho cercato di trarne spunto per vedere di conquistare questo tipo di “affetto” da parte di mia madre, una bonona da sballo da farsi in tutte le salse, ma non c’é stato niente da fare, anzi, una volta mi ha anche sbattuto fuori di casa per una battuta di troppo.
E’ stato così che mi sono orientato su altre perversioni. L’idea mi è saltata in mente durante una delle tante peregrinazioni fatte al centro commerciale per aiutare la mamma con le borse della spesa. Uno di questi giorni fui attratto da un negozietto che vendeva roba strana, mi sembra fosse dmail, tra la tanta roba ci fu qualcosa che mi stuzzicò la fantasia: una microcamera. Era davvero microscopica, sembrava un bottone, da qui partivano poi i cavetti a cui bisognava collegare altre apparecchiature video per poter vedere il segnale catturato. Venivano vendute due versioni, una a colori e l’altra in bianco e nero, rispettivamente 99 euro una e 45 l’altra, troppo per le mie tasche del momento, ma abbastanza per farmi venire strane idee. Alla fine comprai, visto che era in offerta ad un prezzo molto basso, un mini registratore a cassette, volevo utilizzarlo per un mio sfizio particolare. Non posso nascondere che il primo uso venutomi in mente per la microcamera era quello di utilizzarla nella stanza di mia madre, ma ormai stavo abbandonando quella pista. Quello che mi prefiggevo di fare, era di nascondere il registratore che avevo comprato in un confessionale ed ascoltare quello che veniva detto dai penitenti al prete… lo so, è una morbosità alquanto opinabile, ma volevo togliermi la curiosità di sapere che cazzo di cose vengono dette in quel posto. Scelsi per comodità la chiesa che si trovava vicino casa e, per un paio di giorni studiai per bene com’era fatto il confessionale, mi confessai io stesso per appurare il posto migliore dove sistemare il registratore. Il posto era situato in una rientranza della chiesa, quasi una nicchia, questo conferiva più privacy per il confessato che si veniva a trovare con le spalle quasi al muro e il confessionale di fronte. Durante la confessione ci si inginocchiava su un supporto molto “puffoso” che non stancava le povere ginocchia e ci si trovava davanti una finestrella con la griglia che il confessore apriva quando ci si voleva a confessare. Notai durante il mio sopralluogo che il parroco non era più quel vecchio bacucco antipatico che avevo conosciuto durante le mie frequentazioni “catechistiche” obbligatorie di qualche anno orsono… era un bel tipetto, per giunta anche simpatico, cosa rara in questo campo. La visita mi fu comunque utile a trovare il punto giusto dove nascondere il registratore. Con una scusa riuscii a carpire il giorno e l’ora in cui c’era la massima affluenza di parrocchiani nel confessionale, in modo da utilizzare quell’arco di tempo per le mie registrazioni. Attesi con impazienza che arrivasse il momento dell’azione e cercai di essere il primo a confessarmi in modo da nascondere subito il marchingegno e non perdermi nulla delle confessioni. Purtroppo fui solo terzo, ma, visto che le prime a confessarsi erano state due vecchiette, non mi preoccupai più di tanto. In serata andai a recuperare il “frutto” della mia idea e mi precipitai nella mia stanza ad ascoltare il nastro, mi sentivo un bambino nell’atto di scartare il suo primo uovo di pasqua e la “sorpresa” come capita spesso, mi lascio l’amaro in bocca. Quattro ore di nastro in lp sprecate, non se ne salvava un solo minuto, alla fine dell’ascolto ero agonizzante…solo confessioni di vecchiette e nonnini senza il minimo interesse. Avevo sbagliato tutto, dovevo aspettarmi che nel massimo “orario di punta” ci fosse lo “zoccolo duro” dei frequentatori. Dovevo trovare il momento giusto in modo da registrare cose più interessanti. Proprio mentre mi apprestavo a cercare di capire come cancellare quelle schifezze, mi accorsi della presenza di un tastino sul registratore che mi ero ripromesso di controllare sulle istruzioni, ma che per la fretta di mettere in atto il mio piano, avevo dimenticato. Sorpresa!!! era proprio ciò di cui avevo bisogno…il pulsante attivava la modalità di registrazione automatica in presenza di suoni, in questo modo potevo lasciare quando volevo il registratore e lui si sarebbe messo in funzione quando necessario. In quel momento bussò mia madre per avvisarmi di scendere a cenare. L’avevo quasi dimenticata, questa mia idea me l’aveva momentaneamente tolta dalla mente, ma come si fa a togliersi un chiodo fisso se poi durante la giornata, almeno due volte al giorno ci dai una martellata e lo infili ancora più dentro. Oggi, poi, era vestita con un abitino nero attillatissimo che esaltava le sue forme in una maniera tale da lasciare poco all’immaginazione. La mega scollatura era il colpo di grazia. Durante la cena aspettavo sempre con ansia un momento in particolare: l’ora della frutta. La mia mammina la sera mangiava sempre una banana e uno yogurt magro bianco e, a seconda di come le girava, le modalità erano diverse: capitava che mangiasse prima una cosa e poi l’altra con ordini casuali, che mettesse lo yogurt in una coppa e ci tagliasse dentro a rondelle il frutto o, la mia preferita, inzuppare la banana e mangiarla. Quando faceva così mi faceva arrapare così tanto da far quasi sollevare il tavolo. Quella sera non saprò mai come avrebbe fatto…nell’atto di aprire lo yogurt, infatti, a causa dell’apertura difettosa, fece troppa forza  e se ne fece cadere un bel po’ nella scollatura. Io naturalmente non persi tempo e come un lampo mi precipitai con il fazzolettino a pulirla, ma appena poggiai la mano me ne ritrovai un’altra stampata sul viso…in uno dei tanti racconti sarebbe finita che il figlioletto avrebbe pulito la mamma con la lingua e lei per sdebitarsi gli avrebbe fatto qualche bel servizietto utilizzando la stessa tecnica…nella mia casa questa si chiama fantascienza.
Il giorno dopo sistemai il registratore con il pulsante del riconoscimento sonoro attivato e sperai in miglior fortuna. Quella sera di quel lunedì mi rimarrà sempre impressa, non ero eccitato come la prima volta perché ci ero rimasto male e non mi aspettavo molto. In effetti all’inizio ero dispiaciuto, la funzione sonora non funzionava tanto bene perché la voce del prete non arrivava abbastanza forte da attivarla e se il penitente parlava sottovoce o aveva delle lunghe pause il registratore si spegneva e quando si riattivava si perdeva l’inizio della frase. Problemi a parte, i discorsi questa volta erano interessanti, per la maggior parte di donne che avevano delle tentazioni, desideri, o sogni un po’ troppo scabrosi per la loro fede e ricercavano l’assoluzione. Ascoltare tutto ciò mi divertiva, ma nulla più, mi sarei aspettato qualcosa di più finché non mi accorsi che a confessarsi era andata anche mia madre…rimasi allibito, fermai la cassetta e cercai di riprendermi dall’emozione. Non me lo sarei mai aspettato, mia madre non era mai andata in chiesa che io sapessi e questo mi lasciava alquanto perplesso e ancora più curioso di sentire cosa aveva da dire.

Fine prima parte