Mamme Troie

Mamma Troia il blog sulle mamme troie vogliose di cazzi e sempre in calore

Kim Chambers, da Squirter a Body Builder

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domenica
ago 25,2013

Kim Chambers e le sue tette esplosive

Per il post settimanale della domenica accontento l’utente Andy80 che da un po’ di tempo aveva richiesto di inserire Kim Chambers. Al momento questa porno attrice non è attiva, si è già ritirata da tempo e sembra si dedichi a competizioni da body builder, mentre durante la sua carriera a luci rosse era famosa per la sua gola profonda, le scene anali e soprattutto per la capacità di schizzare dalla fica quando raggiungeva l’orgasmo, cosa che ai tempi non era ancora molto praticata. Ho fatto delle ricerche per trovare del materiale da farvi vedere, cliccando la foto potete visionare una lista di video on demand da AEBN, mentre su GetFullPorn potete vedere qualche filmato più lungo. Per il resto guardate qui in basso e partiamo con una clip di un’orgia strepitosa con tante tettone presa da Score Videos:

Kim Chambers fa la contorsionista per farsi leccare la fica Kim Chambers dimostra la sua gola profonda

venerdì
ago 23,2013

Professoressa in calore 4

Sono passati più di 20 giorni dall’ultimo episodio della nostra calda professoressa, quindi passiamo subito a vedere come continua il nostro raccontino piccante:

Dovevo tenere sotto controllo la bidella, chi sa quante porcherie combinava per la scuola ed ero molto curiosa di scoprire qualche altra situazione piccante. In passato mi ero accorta di alcune cose strane, ma non ci ho mai badato troppo, alle volte la vedevo dare delle chiavi, sia ad alunni che professori, durante una riunione pomeridiana mi sembra di ricordare che anche dei genitori avessero avuto a che fare con la consegna di una chiave, probabile ci sia di mezzo qualche armadietto della sala di educazione fisica e non situazioni scabrose.
Il giorno dopo fu tutto tranquillo, il seguente era sabato e volevo provare con mio marito qualcosa di diverso, volevo vedere anche lui schizzare, ma non sapevo come fare, mi vergognavo a fare delle richieste esplicite. Cercavo di farmi venire in mente qualcosa, ma alla fine non trovai nessuno stratagemma, volevo però assaggiare la sua sborra, così prima di fare sesso, con la scusa di un problema intimo vaginale, gli ho chiesto di indossare un preservativo. Non lo avessi mai fatto!! Non voleva scoparmi per non irritare la zona, ho dovuto lottare per farlo cedere e alla fine sono riuscita a convincerlo… devo dire che questa volta la sua prestazione fu molto migliore, un po’ il preservativo, grazie al quale c’è stato un prolungamento della prestazione e il sapere della mia indisposizione lo ha fatto operare con più tranquillità, senza farlo forzare troppo e venire prima.
Una volta uscito dalla fica, l’ho anticipato subito per evitare che facesse disastri e gli ho tolto il profilattico, sono andata in bagno e mi sono sparato un ditale per concludere la serata. Ogni tanto portavo alla bocca il preservativo per assaporare gli umori di mio marito, purtroppo lo sperma aveva perso consistenza, era molto liquido, diverso da quello che avevo visto e toccato sul banco di scuola, anche il sapore non mi diceva niente, praticamente un completo disastro, l’eccitazione c’era, ma mancava il gusto del peccato. Purtroppo non vedevo una soluzione, forse per questo le coppie ad un certo punto finiscono per tradirsi, perché insieme non riescono più a essere complici.
La settimana seguente cominciava moscia, niente di interessante, provavo a tenere d’occhio la bidella durante la pausa pranzo, ma non successe nulla, neanche una chiave scambiata questa volta. Meno male che qualcosa di interessante l’ultimo giorno accadde, proprio alla fine, nel tram mentre tornavo a casa, accanto a me si trovava in piedi un ragazzo che aveva un’enorme cartella, quella che si usa per i disegni. L’attrazione fu dovuta ai pantaloni, perché era una tuta, dopo la prima esperienza, ogni volta che vedevo qualcuno indossarla mi faceva venire un colpo al cuore e uno alla figa! Non so perché fosse in piedi, il tram era praticamente semivuoto, io ero seduta all’ultima sedia della carrozza e di fronte a me c’erano solo due persone. Ho guardato in alto e chi riconosco? Era il ragazzo che avevo fatto venire nelle mutande, proprio lui e subito ha spostato lo sguardo da un’altra parte! Il porcellino stava sbirciando nella mia scollatura, per questo voleva stare in alto, non gli era bastata la lezione dell’ultima volta con le mie tette! Certo non so cosa riuscisse mai a vedere, non ero vestita in modo da evidenziare il mio seno, ma mi sentivo buona e volevo dargli corda, così mi sono slacciata il soprabito per rendere più aperto il davanti e piano piano, ho cominciato a slacciare un paio di bottoni della camicia. Adesso si che le tette erano bene in mostra e dall’alto si poteva ammirare un bel panorama e faceva anche effetto! Se lui guardava il mio seno, io guardavo il suo pacco! E qualcosa era cresciuto là dentro… Apro la borsa e prendo il blocco notes e ci scrivo sopra di cambiare posizione alla sua cartella, in modo da coprire le sue vergogne. Appena capisce che il messsaggio è per lui e lo legge diventa rossissimo e si copre come suggerito. Poi gli scrivo “e adesso tiratelo fuori e menatelo con la mano libera!” Quasi sviene quando finisce di leggerlo… non lo farà mai, allora decido di fare io il primo passo, grazie alla posizione della cartella, che è davvero ingombrante, anch’io vengo nascosta, quindi tiro fuori le tette e scrivo: “adesso tocca a te!” Il suo cazzo è in piena erezione, ma sempre nascosto nella tuta, è troppo timido, non ha proprio il coraggio… allungo la mano e comincio a massaggiarlo attraverso la stoffa e lui sempre più rosso, comincia a sudare. Gli scrivo: “Allora me lo fai vedere o ci devo pensare io?” Finalmente cede e con timidezza lo tira fuori, è davvero un bel arnese, completamente scappellato. Altro biglietto: “Adesso menatelo, se no scoppia come l’altra volta”. Cerca di farlo, ma è molto impacciato, non riesce a tenere bene la cartella con l’altra mano. Decido di intervenire, allungo la mia di mano e comincio a segarlo con passione, però devo averci messo troppa foga o semplicemente lui era arrivato già al culmine dell’eccitazione, perché dalla punta del cazzo son partite una dietro l’altra delle gran bordate di schizzi di sborra! Gran parte mi era finita sui capelli, qualcosa in faccia, mi apprestai a scrivere subito: “non preoccuparti, metti a posto il tuo fratellino e fai finta di fare più starnuti in continuazione.” Era bravo a imitare lo starnuto, io nel frattempo con le dita avevo raccolto un po’ di sperma per assaggiarlo, la mia fica era in fiamme, ma dovevo aspettare di arrivare a casa. Poi cominciai la farsa: “Ma cavolo! Stati attento, mi hai starnutito addosso, mi hai sporcato, dammi dei fazzoletti suvvia!” La signora di fronte a me fece la gentile e mi passò dalla sua borsa una confezione. Lei stessa poi mi indicava dove pulirmi, mentre il ragazzo continuava a scusarsi e cercava anche lui di aiutare a pulirmi, per poi scendere subito dopo: il tram aveva aperto le porte e lui era arrivato alla sua fermata. Chissà se lo avrei più rivisto, la prossima volta cosa poteva succedere di più, forse avrei preso coraggio e lo avrei spompinato, già, molto meglio farlo venire in bocca e non fare tutto questo schifo e rischiare di fare figure con gli estranei. Ma in realtà mi era piaciuto farmi venire addosso, è proprio quello che volevo, vedere delle belle schizzate di sborra atterrare su di me visto che non potevo farlo con mio marito.
In un modo o nell’altro sarei riuscita a togliermi tutte le voglie!

Kelly Madison arriva a 500!!

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domenica
ago 18,2013

Kelly MAdison e le sue immense tette naturali costrette in un esile vestito

Naturalmente non si parla di anni, ma del numero di episodi dei suoi video porno, ebbene ne sono stati girati ben 500 e Kelly Madison insieme a suo marito hanno voluto fare le cose in grande, girando un vero e proprio film in tre puntate di una qualità eccellente! Quasi quasi non sembra un film a luci rosse per quanto è stato fatto bene, con scenografie ottime e fotografia quasi da Oscar, per non parlare degli animali di scena, il video è infatti ambientato nel mondo del circo e ci sono addirittura gli elefanti! Roba da non credere!
Come ciliegina sulla torta, Kelly Madison ha ceduto alle lusinghe del circuito Brazzers ed ha partecipato ad un loro video porno, non cominciate a strapparvi i capelli per la felicità, scopa sempre con il suo marito e non con un partner diverso, così come Wifey, difficilmente vedremo queste due attrici tradire il compagno… Cominciamo la carrellata dei filmini proprio con quest’ultimo, per poi passare ai trailer dei tre episodi del video numero 500:

Mamma e Zie porche a Ferragosto!

giovedì
ago 15,2013

calippo succhiato in maniera sensuale da donna sulla sdraio mentre prende il sole

Quest’anno per Ferragosto vi regalo un racconto porno! Era da un po’ che mi frullava l’idea principale basata sul calippo, ho solo adattato il tutto al giorno di Ferragosto e a tutto quello che succede dopo e che in principio non avevo neanch’io previsto… Buona lettura!

Stranamente era arrivato il 15 agosto e il bel tempo era rimasto, niente nuvoloni come per gli altri anni, anzi un bel sole caldo che picchiava forte, adatto alle migliori abbronzature.
Scusate, non mi sono ancora presentato, sono Giovanni e scrivo dal mare dove sono in vacanza, adesso ormai è sera, ma la giornata appena passata di ferragosto non è stata calda solo a causa del sole, ma anche per avvenimenti sessuali sconvolgenti che riguardano la mia famiglia.
Abbiamo affittato una bella casetta al mare in Puglia, con tanto di spiazzo all’interno in un cortile privato, sistemata su due piani, ci permetteva di unire le nostre famiglie e suddividerci le spese. Questa mattina si era tutti pronti ad andare in spiaggia, la mamma e le mie due zie però dissero subito che non avrebbero fatto parte dei nostri, troppa confusione il giorno di ferragosto, preferivano rimanere in casa e prendere il sole in cortile in topless, in modo da cancellare gli antiestetici segni che si erano venuti a formare con il costume. Mio padre e miei zii se la ridacchiarono e, insieme ai cugini si apprestavano a sistemare le cose in macchina. Mia cugina aveva chiesto di rimanere, ma sua madre le disse che non era il caso. Io non ci provai nemmeno a chiedere di rimanere, non me lo avrebbero permesso visto che volevano prendere il sole nude, ma certamente non mi sarei mai perso quello spettacolo! Non giudicatemi un pervertito, ma vorrei vedervi a voi ad avere in famiglia certi figoni di zie. Anche mia madre si difende bene, nonostante abbia qualche chilo di troppo e un culone cellulitico, si ritrova un paio di tettone da record che riescono ancora a sfidare la gravità, solo che ho meno interesse perché mi è già capitato più volte di riuscire a vederla nuda, mentre con le mie zie non è mai capitato. Finalmente avrei visto le tette sode della bionda zia Graziella e lo splendido culo dell’altissima stangona di zia Patrizia! Feci finta di caricare la mia vespa per far vedere che andavo anch’io in spiaggia e, al momento opportuno, rientrai in casa e mi misi a spiare il cortile dal balcone del primo piano, c’era il sole che mi dava un po’ di fastidio perché picchiava proprio nella mia zona, ma la vista era fantastica. Zia patrizia doveva essersi già essersi messa la crema abbronzante perché era a prendere il sole sulla sdraio, purtroppo non le vedevo il didietro, era sistemata per prendere il sole davanti, potei notare quanto era piccolo il suo seno, sapevo che non era granché, ma in questo caso i suoi reggiseni erano degli ottimi strumenti per nascondere questa sua deficienza. Mamma e zia si stavano spalmando a vicenda l’abbronzante, finalmente potevo vedere le bocce di zia Graziella! È che tette! Non erano grandi come quelle di mia madre, ma erano di un sodo fenomenale. Dovevano piacere anche a mamma, perché mentre spalmava la crema si soffermava più volte su quelle rotondità e andava a stuzzicare in maniera direi anormala i capezzoli. Intervenne mia zia Patrizia: “avete finito di giocare con le vostre mammelle? Che ne dite di venire a leccarmi la fica? Da quando siamo venute in vacanza mio marito non mi ha toccata neanche per sbaglio!”.
“Non sei la sola” disse mia madre, “ma ho un’idea migliore… Avete visto il nuovo garzone del bar? Potremmo ripetere il gioco di due anni fa!”
“Siiiiiii, calippo!!” Gridò zia Graziella.
L’uscita di mia zia tanto sboccata mi aveva un po’ spiazzato, ricordai che due anni fa lavorava al bar un ragazzotto belloccio che piaceva molto alle ragazzine e, a quanto pare anche alle tardone, mentre lo scorso anno c’era un tipo anziano non tanto piacevole e pure antipatico. Quest’anno invece si è tornati nuovamente alla gioventù con un giovanotto di colore. Nel frattempo mamma aveva preso il cordless e stava chiamando il bar ordinando 3 gelati calippo. Avevo il fondato presentimento che presto si sarebbe scatenato qualcosa di veramente eccitante, il mio cazzo già stava trovando scomodo lo stare chiuso negli slip. Il trillo del campanello mi fece sobbalzare, il garzone aveva fatto presto nella sua commissione.
“Entra è aperto, siamo fuori in cortile, proseguì sempre dritto” gridò mia madre per farsi sentire meglio. Le tre troie non si erano neanche coperte, fecero entrare il ragazzo mostrando oscenamente le loro nudità, facendo evidenziare un certo imbarazzo al tipo.
“Scusaci, stavamo prendendo il sole, pensavamo venissi più tardi a portarci i gelati, comunque sei grande, chissà quante donne nude avrai già visto!”. Si come no pensai io, nei film porno magari…
“Niente, niente” disse il negretto, che forse era diventato rosso, ma visto il colore della pelle non lo si poteva sapere. Aprì allora il frigo portatile che si era portato appresso e tirò fuori i 3 calippo che porse alle tre donne.
“Cavolo” disse mia madre, “nel frigo sono rimasti parecchio congelati, ogni volta è un impresa riuscire a far uscire il ghiacciolo! Fortuna che conosco un metodo veloce…”. Detto fatto, mamma cominciò a far andare la mano su e giù sul calippo mimando una sega, avvicinando la bocca proprio nel momento in cui il gelato fuoriuscì dall’involucro e dando una rumorosa succhiata mentre parte del ghiacciolo liquido le scolava da un angolo delle labbra.
“Il mio metodo è migliore” intervenne zia Graziella, che si era infilata il gelato tra le tette e dopo neanche due secondi lo aveva fatto espellere direttamente sulla sua bocca e con la lingua lo leccava tutto.
“Siete due principianti” disse zia Patrizia e si infilò il calippo dritto nella figa, facendo saltare fuori immediatamente il ghiacciolo, che dopo una lunga parabola in aria andò a spiaccicarsi in terra.
“E brava la sbruffona, adesso rimani senza gelato” dissero all’unisono le due sorelle. Nel frattempo il garzone era con la bocca spalancata, non pensavo la mascella potesse scendere così tanto in basso, tra l’altro aveva un’erezione che non poteva assolutamente nascondere e di cui forse non si era neanche reso conto. Zia Patrizia chiese al garzone di farle avere un altro calippo, ma lui ne aveva portati solo tre, quindi non ne aveva altri con se.
“Lo sai che sei proprio birichino? Non si dicono le bugie, vieni avvicinati, lo vedo bene che ne hai uno nascosto lì in basso.” e indicava l’erezione. In quel momento mi vibrò il cellulare, era un sms di mia cugina, stava tornando a casa perché non mi aveva visto arrivare in spiaggia e pensava fossi rimasto in casa. Le scrissi velocemente di non fare rumore mentre rientrava e di salire nella camera con il balcone. Quando mi rigirai per continuare a vedere lo spettacolo, al garzone erano stati già calati i pantaloncini ed un cazzo dalle proporzioni enormi si ergeva in perfetta perpendicolarità.
“Wow” disse zia Patrizia, “a che gusto è? Cioccolato o liquirizia?” Il ragazzo balbettava senza riuscire a dire nulla, mentre mia madre invitò la sorella ad assaggiarlo per poterlo appurare lei stessa e non si tirò certo indietro, cominciando a leccarlo dalla base fino alla punta per un paio di volte, poi prese in bocca l’enorme cappella e mugolando succhiava a più non posso.
Allora hai capito che gusto è?” Disse zia Gabriella, “nooo, adesso veniamo ad aiutarti a capire.”

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domenica
ago 11,2013

Claudia KeAloha, un'altra Mamma Porca delle Hawaii

Dopo Mika Tan, un’altra MILF asiatica proveniente dalle Hawaii e che gnocca! Claudia KeAloha e i suoi labbroni incitano a succosi pompini, pregustando prima di iniziare ad una cremosa sborrata da darle in pasto! Per non parlare delle sue tettone, non infilarci il cazzo in mezzo e farsi una bella spagnola è da pazzi! Mi è venuto duro a solo vederla in foto su Twitter, andate a vedere nel suo profilo quante belle immagini inserisce!
Adesso non perdetevi i video sporcaccioni:

Claudia KeAloha ha le tette adatta ad una bella spagnola Claudia KeAloha pregusta di assaggiare un grosso cazzo dalla cappella lucida

Mia madre infermiera per un giorno

giovedì
ago 8,2013

Mia madre infermiera per un giorno

Ravanando nelle varie cartelle del mio vecchio pc ho trovato il mio primo racconto porno, scritto quasi 10 anni fa per postarlo su un sito di racconti erotici (Il Blog delle Mamme Troie era lontano dal nascere). Attualmente devo dire che la storia risulta ben poco originale, in questi anni ne ho lette alcune con lo stesso tema e situazione, quindi non aspettatevi molto, l’unica cosa che posso fare è di scriverne il capitolo successivo, aggiungendo quel pizzico di humour e bizzarre stranezze che distinguono le mie opere… Passiamo al racconto:

Ho sempre avuto un desiderio segreto: fare delle cose porche con mia madre, ma sapevo che sarebbero state solo delle storie immaginarie, deliri escogitati per godere con più gusto durante le tante masturbazioni pensando a lei, alle sue enormi tette, al suo culo fantastico e a quella bocca carnosa che faceva pensare a succulenti pompini.
A rafforzare questo desiderio ci pensava la relativa esigua differenza di età, mia madre era rimasta incinta di me a 16 anni, ci separavano 17 anni scarsi e quando ne feci 18 lei non ne aveva ancora compiuti 35. Fu proprio in quel periodo, subito dopo il mio compleanno, che successe l’incredibile.

I miei genitori mi avevano finalmente regalato il motorino, ormai i miei amici lo avevano tutti, qualcuno addirittura aveva già l’auto, mancavo solo io all’appello. Mia madre aveva sempre ceduto alle mie insistenze sull’averlo, ma mio padre proprio non ne voleva sapere. Rispetto alla mia cara mamma era un tipo all’antica, probabile che i suoi 53 anni suonati si facessero sentire in queste circostanze. Diceva che non ero pronto per i motori, dovevo aspettare a diventare più grande e passare direttamente alla macchina. E aveva ragione, dopo neanche una settimana ebbi un brutto incidente, ma il dolore e lo sconforto che ebbi all’inizio fu subito spazzato via da quello che successe subito dopo.

All’ospedale potevo benissimo essere scambiato per una mummia, testa fasciata, collo bloccato, tutte e due le braccia ingessate e con quelle anche l’intera gamba destra e dal ginocchio in giù per la sinistra. Praticamente ero assolutamente privo di libertà e completamente dipendente dagli altri, che erano costretti a imboccarmi e aiutarmi a fare i bisogni.

Dall’ospedale fui dimesso dopo neanche dieci giorni poi tornai a casa. La differenza era solo nelle fasciature e nel collare protettivo che adesso non portavo più. Rimaneva il gesso, che avrei dovuto portare per almeno una ventina di giorni e il disagio di non essere indipendente, i miei avevano fatto venire a casa, infatti, una brutta tipa che avrebbe dovuto aiutarmi in ciò che avevo più bisogno.

I giorni passavano e con quelli la mia voglia di masturbazione. Erano quindici giorni che non lo facevo ed ero abituato a farlo anche tre volte a giorno per scaricare la libidine procurata dai miei ormoni, ormai nel pieno della loro attività.

Ma una novità mi aspettava dietro l’angolo. Una mattina invece della brutta tipa, mi svegliò mia madre, ancora in vestaglia, dicendomi che l’infermiera che mi accudiva non sarebbe venuta perché malata, oggi ci avrebbe pensato lei a me. La notizia mi sconvolse dalla felicità e anche il cazzo la prese bene, quella mattina si era alzato più duro del solito e la vista della mammina con una vestaglietta semitrasparente non faceva altro che aiutarlo di più. Solitamente bastava la vista della tipaccia a farlo ritornare al suo posto, ma questa volta sarebbe stato diverso.

“Allora caro, comincio a farti la colazione e poi ti imbocco come facevo quando eri piccolino”.
“si mamma, sarà come fare un tuffo nel passato”.

Mia madre fu molto dolce nel darmi da mangiare, non si era cambiata e, tra un boccone e l’altro, le occhiate a quelle grosse poppe non facevano che aumentare, così come la misura del mio cazzo che ormai non ce la faceva più a stare rinchiuso.

“Tutto a posto caro? Hai bisogno di qualcosa prima che vada a farmi la doccia e vestirmi?”
In verità c’era qualcosa e anche di impellente: stavo crepando di pisciare. La situazione mi stuzzicava, ma nel contempo mi faceva provare vergogna. Comunque risposi: “beh, visto che mi hai dato la pappina, adesso dovresti cambiarmi il pannolino”.
“Hai sempre voglia di scherzare! comunque è vero dovrai pure fare i tuoi bisogni. Allora dov’è quell’affare…”
“Sotto il letto mamma, la tipa lo mette sempre sotto il letto”

Stava succedendo, mia madre stava per tirarmi fuori l’uccello per permettermi di pisciare, me lo avrebbe toccato, non vedevo l’ora.
“Bene, vediamo dove si nasconde il piccolo passerotto di mamma… ma! alla faccia del passerotto, caro, ti trovo in buono stato”.
Il mio cazzo si era finalmente liberato e si ergeva imponente davanti agli occhi luccicanti di mia madre, che non pensava di assistere a tanto ben di Dio. La mamma me lo stava toccando e cercava disperatamente di riuscire a metterlo in posizione per farmi urinare, ma l’erezione era troppo prepotente per riuscirci.
“Mi sa che tutti questi giorni in questo stato ti abbiano fatto accumulare troppe forze caro”.
“E’ vero mamma, non sono molto abituato all’astinenza”
“All’astinenza? Perché hai già una ragazza che ti fa le cosette?”
“No purtroppo, diciamo che faccio tutto da solo”
“Comunque sia cerca di non pensarci, altrimenti non riusciamo ad andare avanti”

Allora andai all’attacco:
“Fosse facile, devo proprio farla mamma e poi il tuo passerotto mi sta facendo davvero male in queste condizioni…”
“Va bene, userò una tecnica segreta per aiutarti, sono o non sono la tua mammina?”

Chiamala tecnica segreta?!? dopo aver detto quella frase ha cominciato prima a scappellarmi il cazzo per vedere meglio la grossa cappella, diventata ormai paonazza, poi comincio a spararmi una fantastica sega. Non aveva un ritmo costante come avrei immaginato, si dava da fare per farmi godere. Andava prima lentamente, poi accellerava vorticosamente per poi rallentare di nuovo. Sentivo che sarei esploso di lì a pochi secondi.
“Come va caro, stai ottenendo un po’ di sollievo? la tua faccia mi da già la risposta… quando stai per venire avvisami, userò il pappagallo per raccogliere lo sperma, altrimenti sporchiamo le lenzuola risciando di far rimanere le macchie”.
E la venuta arrivò, lunga e copiosa, i sedici giorni di astinenza si erano fatti sentire. Mia madre riuscì a far entrare tutto lo sperma in quell’affare, strizzando per bene le ultime gocce dal mio cazzo che, lentamente, stava perdendo consistenza. La cosa che mi stupì fu il fatto che non mi fece pisciare subito, mi disse che andava in bagno a svuotare il pappagallo e a lavarlo. All’inizio non capì il perché, ma fu una questione di pochi secondi. Potevo benissimo vedere quello che faceva la mammina nel bagno della mia camera, nella posizione in cui ero e con la porta semiaperta lo spettacolo che vidi fece ritornare sull’attenti il mio uccellone.
La mamma aveva aperto l’acqua del rubinetto per far finta di lavare il pappagallo, in realtà si stava sditalinando con una frenesia incredibile, probabilmente l’aver fatto una sega al proprio figlio l’aveva eccitata a dismisura. Poi capii a che cosa era servito raccogliere lo sperma: durante la sua masturbazione, ogni tanto faceva scendere un po’ di sborra dal contenitore per bagnarsi la mano e ottenere una migliore lubrificazione del ditalino. Quando finì, si portò alla bocca il liquido rimasto bevendolo golosamente, non contenta infilò le dita per raccogliere gli ultimi residui e si succhiò le dita come se stesse mangiando la più deliziosa delle creme.
Quando tornò in camera trovò ad aspettarla un cazzo più duro di prima.

The Iron Giant, il Gioco Porno

  • Filed under: Giochi
domenica
ago 4,2013

Figlio solleva la gonna alla mamma con ventilatore e scopre che e senza mutande

In questa calda domenica di agosto è arrivato il turno del gioco porno e ve ne presento un altro in cui i protagonisti sono mamma e figlio oltre al celebre robot dei cartoni animati giapponesi “The Iron Giant” (magari celebre in questa generazione, dove sono finiti i vari Goldrake Jeeg Robot e Mazinga?).
La storia è abbastanza semplice, la madre del creatore del robottone si è scocciata di vederlo a perdere tempo nella rimessa e lo vuole in casa a fare i compiti, lui è scocciato, ma la segue in cucina, così mentre lei lava i piatti il diciottenne pensa bene di utilizzare il ventilatore del suo robot per alzare la gonna alla sua mamma porca, la tettona infatti non porta le mutande, facendo eccitare il figlio, che nella seconda scena del gioco passerà a spararsi un segone spiando la madre mentre pulisce la sua cameretta.

Cliccate sull’immagine della scena del gioco o su Read the rest of this entry per giocare a questo gioco porno.
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giovedì
ago 1,2013

La Professoressa in Calore, Episodio 3

Terza parte di questa lunga epopea erotica, volevo precisare che la foto che anticipa ogni puntata, ritrae una pornostar che più o meno si avvicina a come immagino io la protagonista, mentre il link porta al sito porno di professoresse e insegnanti più porco che ci sia (my first sex teacher). Ma adesso passiamo al racconto:

Un giorno mi capitò di dover sostituire una collega nella fantomatica 5H, la classe dei ripetenti incalliti, lì ci finivano soltanto i più asini, era formata da 16 ragazzi e 3 ragazze, dai 20 ai 21 anni. Praticamente alla seconda bocciatura matematicamente finivi lì dentro. Esisteva solo la quarta e la quinta H e la maggior parte dei professori evitava il più possibile di doverci lavorare. La mia supplenza a me non faceva né caldo né freddo, non mi importava, era solo un’ora e non avrei certo insegnato, un po’ perché non studiavano il francese e poi preferivo farli preparare per l’ora successiva. Quel giorno erano solo in 14, 13 ragazzi e una ragazza. Dopo l’appello dissi agli studenti di ripassare le lezioni per la prossima ora e mi misi a leggere il giornale. Rimasi assorta nella lettura per buona parte del tempo, dopo una mezz’oretta venni attratta da un suono ritmico, molto basso, ma che nel silenzio totale si poteva notare. Facendo finta di niente, dopo un po’ riuscì a scoprire la provenienza, nell’ultimo banco c’era la ragazza che stava facendo una sega al suo compagno di banco. La cosa mi fece eccitare all’istante, cercavo di fare di tutto per non farmi notare mentre spiavo l’azione segaiola, il giornale aiutava a coprirmi. Ad un certo punto lo studente maschio fece cadere la penna dal banco e la ragazza si abbassò per recuperarla, ma era solo un sotterfugio, lui stava per venire, era il segnale! Abbassandosi prese in bocca il cazzo e lui sborrò tutto il seme nella sua bocca. Mi stavo bagnando oltremisura, chiamai la bidella dissi ai ragazzi che mi dovevo allontanare un attimino e di stare tranquilli. Andai in bagno a masturbarmi senza ritegno! Al mio ritorno la ragazza aveva cambiato posto, capii immediatamente che era stata richiesta per un altro servizietto. Uno dei ragazzi mi chiese di andare in bagno distraendomi, cercavo di avere conferma visiva di ciò che avevo intuito, ma questa volta la visuale era impallata. Mancavano 5 minuti alla fine dell’ora e non so perché mi venne la malsana idea di rovinare la sega! Anche se non riuscivo a vedere sotto il banco aspettai fino all’ultimo momento il segnale della penna e quando vidi che lui era pronto a gettarla in terra, chiamai per cognome la ragazza facendole alcune domande. Mentre parlavo con lei, con la coda dell’occhio potevo notare la faccia del suo compagno di banco, sembrava cercasse di contenersi, di resistere, già! Perché la ragazza probabilmente stava continuando a segarlo e infatti potei notare degli zampilli che da sotto il banco arrivavano ad infrangersi su di esso. Era la prima volta che vedevo una sborrata, dello sperma uscire allo scoperto. Io non posso avere figli, quindi durante le mie scopate mi sono sempre fatta venire dentro senza nessuna premura. Suonò la campanella, tutti si alzarono al volo per uscire e fare colazione, tranne il ragazzo che era appena venuto, si stava sistemando la patta per potersi alzare senza farsi notare troppo. Quando tutti furono usciti mi alzai anch’io e mi avvicinai al banco dove si erano depositati almeno due schizzi di sperma. Presa dalla situazione feci scorrere un dito su quel liquido e portai alla bocca ciò che ci era rimasto appiccicato! che porca mi sono detta! assaggiai per bene, il sapore, era strano, un po’ pungente, non so perché mi ricordava la menta pur non avendo quell’odore. Ne raccolsi un altro po’, sempre di più finché non mi misi a leccare tutto il tavolo per raccogliere tutta la sborra. Subito dopo corsi in bagno per farmi il secondo ditale della giornata, potevo approfittare della pausa ricreazione per godere meglio. Nel bagno dei professori però c’era qualcun altro, sentivo delle voci, riconobbi subito quella della bidella, poi anche quella maschile, era il ragazzo che mi aveva chiesto di andare i bagno! Praticamente stavano scopando, entrai nel bagno attiguo e cominciai a masturbarmi con gusto, godendomi anche le frasi dei due coinquilini di cesso. “Dai adesso infilamelo nel culo, voglio godere mentre mi inculi a sangue!!!” Mamma mia che zoccola, chi lo avrebbe mai detto! “Adoro il tuo buco del culo, è stretto al punto giusto, ogni volta che lo infilo mi sento risucchiare dentro, mi tiri fuori lo sperma”
“Vieni fuori mi raccomando, tra poco devo tornare al lavoro, non voglio girare con la tua sborra nell’intestino”
“Guarda che alla fine ci finisce lo stesso facendo un giro più lungo, adesso lo tiro fuori e ti faccio bere tutto, così me lo pulisci per bene e non mi sporco le mutande”.
“Si dai, dammi la tua crema, oggi dolce per pausa pranzo!”
Mamma mia che eccitazione! Potevo immaginare tutta la scena, ma avrei voluta vederla dal vivo, dovevo assolutamente riuscire a fare qualcosa con mio marito e vedere finalmente dello sperma fuoriuscire dal cazzo!