Buona Pasqua a tutti!!! Ques’anno il video principale lo dedico a quel gran troione di Kelly Madison, che in compania di Krissy Lynn, fa passare una felice festa al fortunato coniglio interpretato dal compagno fedele e sempre presente della bionda tettona. Secondo video con una altra coniglietta, forse un po’ fuori target rispetto al blog, si tratta di Sarah Vandella.
Ancora auguri e buona Pasquetta!!!
Era da tempo che volevo presentarvi la MILF austriaca Klixen, ho sempre rimandato in attesa di una sua risposta in merito ad uno scatto fotografico che la ritraesse per intero e che purtroppo non è mai arrivato. La dominatrice segaiola, infatti, non ha un suo sito internet ufficiale, quindi non si possono reperire foto in maniera semplice, tutto ciò che la ritrae viene fuori dai suoi video. Comunque qualcosa sono riuscito a ottenere come potete vedere.
Klixen è famosa per le sue tecniche masturbatorie che la fanno soffermare in maniera maniacale sul frenulo del nostro caro fratellino, facendo esplodere il suo compagno solo dopo una lunga “tortura” del glande. In alcuni video riesce a far sborrare più volte il cazzo e in altri si ferma appena 5 secondi prima, per poi vedere il povero pene, duro all’inverosimile, scoppiare da solo in una lunga e copiosa venuta. Ultimamente Klixen prende gusto anche a fare delle splendide leccate di cappella mettendo in mostra le sue doti “oratorie“, torturando il cazzo anche con bocca e soprattutto la sua abile lingua!
Vi lascio ad un breve video che vi farà sborrare nei pantaloni, ammirate cosa riesce a fare:
L’amico James un paio di giorni fa a chiesto più video della manza Sara Jay e io l’ho accontento subito con ben 3 filmati e non perdetevi il primo, visto che lo prende nel culo in una bella doppia penetrazione. Se poi avete voglia di vederla in Cam dal vivo (il giovedì), visitate il sito ufficiale di Sarah Jay!
Edit:
Come si può leggere dai commenti, in realtà la zoccolona prende due cazzi in fica e non uno per buco, quindi niente inculata…

Arriva il finale di questo racconto tribolato, mi raccomando non copiatelo senza citarne la fonte!
Il bicchiere era pronto, adesso bisognava darlo in pasto a mia sorella. Sentimmo lo scarico del bagno, quindi si era svegliata, corsi in cucina con mia madre dietro che mi raggiungeva, di certo non voleva perdersi la scena. Preparai la tovaglietta, il cucchiaino e lo yogurt sul tavolo. Arrivò la cara sorellina e si sedette, di fronte aveva la mamma, io rimasi in piedi, ero nervoso, forse avevo paura della sua reazione. Mandò giù il primo cucchiaino e subito disse: “vedo che finalmente hai lasciato perdere quella schifezza di yogurt che avevi preso prima! Questo è un’altra storia, il gusto ricorda quello dell’altra settimana, ma è meno dolce”. E via con un altro assaggio e poi un altro: “ha un sapore leggermente fruttato, ma non capisco bene l’esatta provenienza, non vedo pezzi di frutta, solo alcuni grumi più biancastri, chissà cosa sono!”.
“Saranno i fermenti lattici…” dissi io.
“Strano che ancora non avessi detto la stronzata del giorno, era troppo superare i 5 minuti vero? Senti mamma, ma dov’è la confezione? Vorrei vedere gli ingredienti e la data di scadenza, il sapore non è male, ma l’aspetto non è che sia granché”.
E ora? mi venne un colpo a quella richiesta, ma nostra madre non ebbe nessuna esitazione nel rispondere: “Ma come? Non lo hai ancora capito? Quello mica è uno yogurt industriale con le porcherie chimiche tipo bifidus e roba del genere! E’ un prodotto 100% naturale fatto in casa, per questo magari l’aspetto può non essere eccezionale, ma è salutare, nutriente e soprattutto delizioso! Invece di sgridare tuo fratello, dovresti ringraziarlo, lo ha fatto a mano, tutto per te! Sai, lo sta insegnando a fare a tuo marito, così quando ritornerai da lui potrai fare una buona colazione tutte le mattine”.
Mia sorella mi fece un mezzo cenno di ringraziamento e poi disse: “effettivamente lui mi manca…”, poi mi guardò dicendomi: “ma tu non devi farti la doccia? Che stai aspettando?”
Capì che non mi voleva tra i piedi perché doveva dire qualcosa alla mamma e mi defilai, naturalmente rimasi nei paraggi per continuare ad ascoltare il discorso che riprese immediatamente: “Mi manca, probabilmente sono stata troppo stronza, ma sul momento quando ha provato a incularmi a tradimento non mi è andata giù e ho reagito con fin troppa violenza. Sai la sera che sono stata fuori, mi sono confidata con la mia amica e non sai che risate si è fatta! Poi ha tirato fuori l’iPhone e mi ha fatto vedere un video amatoriale dove scopava col suo ragazzo e quanto lui e lei godevano facendo sesso anale. Eravamo un po’ brille, così ho ceduto quando lei ci ha provato, voleva iniziarmi in maniera dolce e mi ha leccato tutto il buco del culo, in maniera fin troppo profonda… a me avrebbe fatto schifo fare la stessa cosa. Devo dire che mi piaceva tanto, anche quando ha cominciato a stuzzicare il buchetto con le dita, ci ha quasi infilato per intero il medio. Poi ha tirato fuori dal cassetto un affare enorme ed ha detto con aria seria che me lo avrebbe infilato tutto nel culo! Al che sono scappata terrorizzata dalla sua stanza e mentre correvo sentivo che lei rideva, poi devo essere inciampata e caduta. Ricordo che mi sono risvegliata nel suo letto la mattina dopo. Mi ha chiesto scusa per l’accaduto, in realtà stava scherzando, ma mi ha fatto notare quanto fossero esagerate le mie reazioni, soprattutto per il fatto che mi sia spaventata prima di aver provato ogni tipo di sensazione, potevo effettivamente provare dolore, come anche piacere… ma non ho affrontato la situazione.”
Allora mamma rispose: “E’ giunta l’ora di risolvere tutti i tuoi problemini cara, vieni, seguimi nella mia stanza da letto, oggi ne uscirai trasformata e svaniranno tutti i tuoi timori!”.
Aspettai che cambiassero stanza e poi gli andai dietro, mamma lasciò la porta aperta e fece in modo che mia sorella fosse in un posizione tale da non potermi vedere. Mia madre si diresse all’armadio e dopo aver trafficato un po’, tirò fuori un affare nero lucido somigliante a un vibratore, ma dal diametro più sottile, sicuramente era per uso anale. Prese dal cassetto del comodino una bottiglietta di olio per massaggi e cominciò a cospargere il culo di mia sorella, com’era lucido! Ogni tanto tergiversava con le dita in prossimità dell’orifizio anale, finché non decise di infilarci il fallo nero. Mia sorella mandò fuori un gridolino, la mamma non si fece intimorire e andò a fondo, lasciandolo per la sua quasi interezza, poi, dopo un paio di minuti, iniziò a stantuffare molto piano, sempre più piano, tanto che mi sembrò strano, solitamente avviene il contrario, ma poi compresi la tattica, spingere la figlia a desiderare quello strano rapporto che l’aveva fatta allontanare dal marito e che adesso le avrebbe permesso di ritornare, anche se già sverginata… La reazione non tardò ad arrivare: “Su dai mamma, più veloce, dai, mi sta piacendo.”
“Allora dillo che ti piace prenderlo nel culo!”
“Si! mi piace essere inculata, sono proprio una stronza, ma guarda cosa mi stavo perdendo, ti prego inculami!”
Che scena! Il cazzo mi era tornato durissimo e mi stavo segando con goduria, dovevo stare attento a fermarmi ogni tanto per non venire subito. Mia madre mi aveva visto e mi faceva segno di rallentare, qualcosa le frullava in testa, ne ero sicuro e fu così… “Mentre ti inculo, tintillati la fighetta figlia mia, proverai ancora più piacere, adesso ferma un attimo che aggiungiamo qualcosa di intrigante”. Mamma aprì nuovamente il cassetto e prese un foulard rosso fuoco, lo piegò per benino formando una striscia che usò come benda per gli occhi di mia sorella. “Che fai mamma?”. “Shhh, continua a toccarti, adesso ti inculo con qualcosa di diverso, aumentiamo le dimensioni visto che il buchetto adesso è più elastico. Devi fare pratica con la bocca, quindi lubrificalo per bene prima che finisca nel tuo culo”. Fece segno di avvicinarmi, prese la punta del mio cazzo con le mani e l’avvicino alle labbra di mia sorella. “Comincia a tirare fuori la lingua e insalivare per bene questo fallo sulla punta, brava! Mettici più saliva! Bene, adesso leccalo per la sua interezza bagnandolo tutto. Vedi che sei brava? Adesso prendilo in bocca e ciuccialo, fammi vedere che sei brava a fare i pompini!”.
Mia sorella non era molto brava in quest’arte, ma ero eccitato un casino e cercavo di non fiatare temendo che potesse andare tutto all’aria. “Sai mamma, non sa di gomma questo coso e poi è caldo, da una strana sensazione, sembra quasi vivo!”.
Oh cazzo! Era vivo si! Poi mamma decise che era venuto il momento e tolse dalla bocca di Emanuela il mio pisello per infilarlo dietro, giù per il culo. Feci un po’ di fatica ad entrare, ma poi scivolò così bene che cominciai a pompare come un ossesso. Mia sorella gridava dalla goduria, mentre mia madre dopo aver guidato i miei primi movimenti si era messa a leccare la fica della figlia, che, presa dagli innumerevoli orgasmi, non si rendeva conto dell’impossibilità della situazione. Io ero arrivato al limite e mia madre lo aveva capito, mi fece uscire e fui scambiato col fallo nero, mia sorella ci rimase male: “no, perché lo hai tolto, preferivo quell’altro, mi dava più calore!”
“Cara, preparati che adesso ti faccio assaggiare qualcosa di eccezionale, dello yogurt caldo alla spina, apri bene la bocca, fai aaaahh”. Mentre diceva queste parole eccitanti stava segando il mio cazzo a 2 centimetri dalla bocca di mia sorella e dopo averle dette cedetti alla sborrata e cominciai a venire come un idrante colpendo con i getti tutta la faccia che avevo davanti. Mia sorella, forse un po’ presa alla sprovvista, si tolse di scatto la benda e quasi le venne un colpo! Vedendomi di fronte col cazzo in tiro e gocciolante, realizzò cosa doveva essere successo, mi diede uno spintone forte facendomi cadere e gridò dicendo che eravamo dei pervertiti, dei porci incestuosi e, non contenta, mi tiro un calcio dritto nei coglioni mentre ero a terra inerme! Poi girandosi verso mia madre le disse che era arrivato il momento di ritornare da suo marito e che difficilmente avrebbe rimesso piede in questa casa di merda!
Emanuela la prese davvero male, passò quasi un anno prima che facesse pace con noi, in realtà ci era grata, grazie a quella avventura aveva fatto pace con suo marito e adesso se la spassavano parecchio a letto, lei lo prendeva nel culo con grande piacere e non permetteva nessun spreco di sperma, ogni volta doveva finire tutto nella sua bocca assetata.
Io purtroppo da quel giorno ho seri problemi con il pisello, il calcio nei coglioni mi ha procurato seri danni e non mi si rizza più in maniera naturale, mamma naturalmente ha trovato una soluzione bizzarra al problema attaccandomi alcuni elettrodi che scaricando della elettricità me lo fanno rizzare, ma questa sarà probabilmente un’altra storia da raccontare…

A grande richiesta su mammatroia.com la quarta parte di questo originale racconto erotico in esclusiva per i lettori del blog. Ho visto i miei racconti finire su vari siti, non nascondo che mi faccia piacere, però sarebbe carino scrivere la fonte, quindi spero che da ora in poi avvenga così.
Lo Yogurt – quarta parte
Vedere mia madre con le gambe divaricate e la sua ficona ben in vista, se mai ce ne fosse stato bisogno, aveva rinvigorito le mie forze sessuali. Il mio pene era nuovamente sull’attenti e mentre me lo menavo non staccavo i miei occhi da quelli della mamma che faceva altrettanto, mi guardava con un’aria davvero arrapante mentre si sditalinava come una forsennata…poi mi disse che il mio “pargoletto” aveva bisogno di una lubrificata, così mi avvicinai e lei ci sputò sopra un quantitativo notevole di saliva. Devo dire che la mia sega con quel “lubrificante” funzionava molto meglio, se ne accorse anche lei:
“Vedi come scivola meglio il tuo cazzone figlio mio? il pene deve essere sempre lubrificato al meglio per dare il massimo…a dire il vero anche la mia fighetta avrebbe bisogno di una lubrificata speciale…che ne dici di provare con la tua lingua, sono certa che sarai all’altezza…e non ti preoccupare, saprò ricambiare in equal misura…dopo cadrai vittima della mia voracissima boccuccia.”
Non me lo feci ripetere due volte, mi accovacciai e infilai la mia lingua tra le cosce della mamma. Usai a casaccio un po’ di tecniche tra quelle viste nei film porno, era la prima volta che eseguivo questo servizietto e non ero molto pratico su come lo dovessi fare esattamente. A mia madre sembrava non importasse poi molto, probabile che l’eccitazione della situazione andasse ben oltre alla qualità della mia prestazione e, infatti, il suo orgasmo non tardò poi molto…quasi mi soffocava perché arrivata al culmine prese la mia testa tra le sue mani e la spinse prepotentemente tra le cosce facendo parecchia pressione.
“Ahhhhh…come ho goduto!!! ero proprio eccitatissima…stavo davvero scoppiando…te l’avevo detto che te la saresti cavata, anche se hai bisogno che qualcuno ti insegni qualcosa sull’argomento, in questo modo nessuna donna potrà resisterti…mmmhh vedo che il tuo uccello è rimasto in tiro…vieni qui che te lo lecco tutto come un gelato…”
Mi alzai immediatamente e mi posizionai col cazzone vicino alla sua faccia, le lo prese in mano e, dopo averci sputato su, cominciò a segarmi lentamente e mentre me lo massaggiava mi leccava tutta la cappella…il suo soffermarsi con la lingua sul filetto mi faceva letteralmente impazzire. Poi fu la volta delle mie palle ad essere leccate, se le ripassava più volte nella loro interezza mentre continuava nel suo lento masturbare…ci rimase un bel po’ prima di cominciare a leccare tutta l’asta dal basso verso l’alto percorrendo con la lingua percorsi da pennello…dico così perché pian piano, pezzo per pezzo, insalivava interamente il mio pene. Si dedicò nuovamente ai testicoli dicendo:
“mmmhhh…quant’è buono questo gelato…sento che nei tuoi coglioni si stà montando la panna…io adoro il gelato con la panna…”
Queste erano le frasi che mi facevano impazzire…provai l’impulso di prenderle la testa e dettare io il ritmo della pompata, ma lei non me lo permise:
“stai calmo…lo so che faccio impazzire con la lingua, ma la pazienza é la virtù dei forti. Vedrai che ti faccio fare una sborrata memorabile e io mi farò una bevuta da sballo”.
Certo che la mamma era proprio una troia con la “T” maiuscola ed ero contentissimo che fossi testimone di questo fatto!!! Comunque, vista la mia irrequietezza, mia madre cambio tecnica, mi fece stendere sul tavolo, mi allargo le gambe e cominciò a spompinarmi in maniera più classica, salvo poi, ogni tot pompate, rallentare il ritmo e dare succose leccate alle mie palle. Ma il momento stava giungendo e alla mamma certo non poteva sfuggire, mi fece alzare, s’inginocchiò davanti al mio cazzo e disse:
“questa volta ti faccio sfogare come vuoi, menatelo pure, raggiungi l’apice da solo e punta pure tu la cappella dove vuoi. Io naturalmente aspetto con la bocca aperta, mira bene mi raccomando…”
La mamma non poteva farmi regalo più grande, per me era un piacere immenso decidere il ritmo da dare al mio “massaggio”…la possibilità poi di schizzarla tutta come volessi aggiungeva la ciliegina sulla torta…
Non mi ci volle molto a venire…il primo schizzo fu violentissimo, prese di sprovvista anche me quando lo vidi infrangersi sulla fronte di mia madre, con il secondo e gli altri a venire accontentai in pieno la mamma facendoli giungere tutti nella sua bocca aperta. Appena finii, mi fece notare quanto era piena del mio seme prima di mandarlo giù tutto, poi si attaccò al mio uccello e lo ripulì di tutti i rimasugli di sperma. La cosa più porca fu però quando con il suo dito cominciò a raccogliere la sborra dalla fronte e a portarsela alla bocca facendo schioccare il dito…da paura!!! I suoi commenti erano sempre benvenuti:
“Il tuo seme é buonissimo, lo berrei tutto il giorno se potessi…uhmmm…ma dobbiamo fare lo scherzetto a tua sorella, quindi i prossimi giorni saranno proibitivi sia per me che per te…vedrai, vedrai…”
E così fu!!! più che proibitivi erano giorni di tortura. Tra le “cure” di mia madre e la rompicoglioni di mia sorella che voleva lo yogurt buono e che io non le preparavo più…anzi, sotto consiglio della mamma, le avevamo preso uno dei peggiori, in modo da prepararla meglio all’esperienza. Per aumentare in maniera naturale la mia dose di eiaculazione la mamma mi costringeva a bere molti più liquidi del mio normale uso, mi faceva mangiare un sacco di frutta e la mattina e sera uso massiccio di latte senza caffè. Ma la cosa più cattiva era la borsa del ghiaccio la sera…per prevenire la sicura polluzione notturna che avrei avuto con la mia eccitazione, mia madre mi faceva utilizzare questa tecnica per mantenere calmo il mio pene e con successo devo dire…furono i tre giorni più lunghi della mia vita e adesso non vedevo l’ora di mettere in pratica il piano della mamma, anche se i miei dubbi sulla riuscita c’erano tutti…comunque seguii il piano, mi alzai prima, andai in cucina, aprii un barattolo di yogurt svuotandolo completamente e andai nella stanza di mia madre per preparare la colazione. Preferivamo non utilizzare la cucina per evitare che mia sorella ci potesse cogliere sul fatto prima di finire. Il mio pene era diventato di una sensibilità estrema, era così teso e duro da farmi male, la mamma sembrava lo sapesse perché era delicatissima nel massaggiarlo con le sue mani. Usava solo quelle mischiate alla saliva per facilitare la lubrificazione, meglio non usare la bocca e la lingua diceva…questioni di sicurezza per non sprecare questi tre giorni. Dopo circa venti minuti sentivo di essere arrivato al capolinea, ma l’aveva capito anche mia madre, perché senza che dicessi niente si era già procurata il barattolino.
“adesso rilassati, ti segherò in maniera lentissima, mi raccomando a non scomporti, devi venire come dico io!!!”
E così fece, era di una lentezza esasperante, col suo tocco sembrava sentire tutte le mie pulsazioni, capiva prima di me cosa stesse succedendo al mio corpo. Ad un certo punto, infatti, proprio un attimo prima di sentire lo stimolo a venire lei si era fermata stringendo forte il mio pene e puntando la cappella nel vasetto dello yogurt. Era una strana sensazione, sentivo che stavo per venire ma non provavo nessun tipo di piacere, poi cominciai ad avvertire il passaggio dello sperma finché non lo vidi uscire dal mio cazzo. Era strano, scendeva come se stessi urinando con uccello moscio, con una flemma mai vista in una sborrata, il liquido seminale stava riempiendo il contenitore mentre mia madre estasiata ammirava il tutto. Quando finii, il vasetto aveva superato di poco la metà della sua capienza, la mamma mi disse di non preoccuparmi perché adesso arrivava il bello e fu davvero così! Cominciò a farmi una sega con movimenti decisi e veloci e, in meno di 15 secondi stavo venendo nuovamente, solo che questa volta stavo godendo, ma godendo davvero!!! Non avevo mai provato quel piacere nel venire fino a quel momento. Questa volta gli schizzi furono violenti, come quelli di una vera venuta e sufficienti a riempire il barattolo. Mia madre mi guardava soddisfatta:
“Hai visto che ce l’abbiamo fatta??? Non ci resta che darlo in pasto a tua sorella…”
Fine Quarta Parte
