Mamme Troie

Mamma Troia il blog sulle mamme troie vogliose di cazzi e sempre in calore

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Buon 2010 con un racconto erotico!

Friday
Jan 1,2010

Buon Anno 2010
Come promesso, sono riuscito a scrivere in fretta e furia il racconto erotico in tema natalizio che avevo in testa e che si rifà a un grande classico come avrete il modo di capire leggendolo.

Era la notte di Natale e Mara aveva un sonno molto agitato, forse aveva esagerato con il cibo, stava sudando, così scostò le coperte mostrando le sue nudità alla pallida luce lunare. Lei aveva l’abitudine di usare lo scaldasonno, perciò anche d’inverno poteva dormire nuda e adesso che ormai non aveva più il suo ciclo poteva stare tranquilla. Mara aveva superato da poco i 50 anni, ma nonostante l’età avanzasse lei rimaneva sempre una bella donna e in forma, forse grazie al fatto che avesse avuto solo una gravidanza quand’era ventenne che le aveva permesso di rimettersi subito in riga e non rovinarsi. Senza neanche farci caso stava giochicchiando con uno dei suoi capezzoloni delle sue belle tettone ancora sode, quando ad un certo punto una voce le tuonò:
Cosa fai brutta sporcacciona, non ti permettere di toccarti!
A Mara quasi le venne un colpo, c’era qualcuno nell’oscurità, ma non vedeva chi fosse. Qualcuno si avvicinava, ma sembrava quasi invisibile.
Chi sei? Che vuoi? Adesso urlo!
Ma davvero? E cosa dirai? Mi ha sgridata l’uomo invisibile mentre mi toccavo?
Adesso mi stò spaventando sul serio, ti prego dimmi chi sei!
Io sono il fantasma del passato, sono venuto a salvarti e farti vedere qualcosa, vieni seguimi in bagno!
Mara si alzò, quasi non si reggeva in piedi dal tremore, ma piano piano raggiunse il bagno e lì vide che non era vuoto! C’era lei stessa più giovane insieme a suo figlio Giulio:
Mamma ti prego perdonami!
Ho fatto bene a fare una copia delle chiavi del bagno, volevo proprio sapere cosa combinavi qui dentro e perché chiudevi sempre! Fai schifo Giulio, sei un depravato! Come ti permetti di usare la mia biancheria per masturbarti! E poi quelle foto che mi hai fatto questa estate tutte sparse per terra, per non parlare di quel mio primo piano del viso, cosa ci ha fatto? Rispondi cazzo!!!
Ci sono venuto sopra mamma, mi ecciti così tanto!
Schifoso! Pezzo di merda! Sborrare sulla foto di tua madre, vergognati! Sei un verme, hai vent’anni cazzo, non sei più un ragazzino, stasera è natale e tu invece di trovarti una ragazza di fai le seghe chiuso in bagno! E io pensavo che ti drogassi! Quasi quasi era meglio che fossi un tossico, se fosse ancora vivo tuo padre non l’avresti passata liscia, le avresti prese di brutto! Ma io non ti perdono! Non ti alzerò le mani, ma ti caccio di casa, hai tempo per la fine delle feste, dopo capodanno te ne vai lurido schifoso!
Le voci cominciavano ad affievolirsi e le figure a scomparire, Mara era quasi in trans quando il fantasma parlò:
Ma che ipocrita eh? Più gridavi e più ti bagnavi non è vero? Ti sei eccitata tantissimo, ma hai fatto la tua solita scenata isterica imbarazzando quel poveretto di tuo figlio che aveva l’unica colpa di avere una cotta per la propria madre!
Mara rimase in silenzio, un po’ si sentiva in colpa a vedere questa scena del passato, ma in cuor suo sentiva di aver fatto la cosa giusta.
Mentre pensava questo, si accorse che era sola nel bagno, così si incamminò verso la sua stanza, ma non sembrava più la sua e sul letto due persone stavano scopando, cercava di capire chi fossero quando una voce la fece trasalire:
Benvenuta Mara, io sono il fantasma del presente e le due persone che vedi su quel letto sono tuo figlio e una puttana! Puoi avvicinarti quanto vuoi per averne la certezza, loro non ti possono vedere.
Mara si avvicinò, vide che la sveglia sul comodino faceva le 21 e portava la data del 25 dicembre, ebbe la conferma che il maschio che cavalcava la donna era proprio suo figlio, ma quello che la fece star male era la prostituta, aveva un specie di travestimento che la faceva somigliare molto a lei, solo che era messa meno in carne, sembrava quasi malaticcia.
Suoi figlio si dava parecchio da fare, lei però non sembrava godere molto e le sue frasi probabilmenti eccitanti per il suo Giulio, non erano molto convicenti, come se pronunciate da un attrice non professionista:
Bravo figlio mio, scopa la tua mamma, hai visto come sono troia, che aspetti a spruzzarmi la tua sborra tutta addosso?
Si mamma, adesso vengo, voglio venire sulla tua faccia!
Le voci cominciavano ad allontanarsi come la prima volta e le figure piano piano sparirono lasciando la stanza vuota, c’era però uno strano rumore che attirava l’attenzione di Mara, sembrava una specie di bip, sembrava provenire da dentro l’armadio. Si voltò in cerca del fantasma del presente, ma si accorse di essere sola.
Il bip cominciava a sentirsi sempre più forte, così Mara, anche se impaurita, decise di dare un’occhiata dentro l’armadio, ma quando lo aprì vide che si poteva accedere ad un’altra stanza e semrava quella di un ospedale, quello che sembrava un medico la invitava ad avvicinarsi.
Buona sera signora Mara, io sono il fantasma del futuro, la prego si avvicini, c’è una persona che ha bisogno di lei.
Sul letto c’era suo figlio, non sembrava per niente in buono stato, ma non aveva fasciature o gessi, quindi non sembrava fosse lì a causa di un incidente.
Mi dica signor fantasma, che cosa è successo a Giulio, che posto è questo?
Siamo nel reparto malati terminali, suo figlio ha ormai pochi giorni da vivere.
Ma perché? in che anno siamo, che cosa è successo?
Purtroppo il suo Giulio per sfogare le sue voglie represse ha frequentato cattive compagnie, prostitute tossiche e a buon mercato, suo figlio non aveva certo soldi in abbondanza e così ha dovuto fare del suo meglio e adesso non può più tornare indietro.
Ma io posso tornare indietro! Tutto questo non è ancora successo! Tutto questo deve ancora accadere! Io posso cambiare tutto!

Un dolore lancinante la fece smettere di gridare, Mara si trovava ai piedi del letto, forse era caduta, magari era solo un brutto incubo e agitandosi era finita per terra.
Guardò l’orologio e vide che erano addirittura le 11 di mattina, qualcuno bussò alla porta:
Mamma! Svegliati è davvero tardi, ti ho portato la colazione.
Mara si rimise nel letto e si coprì visto che era nuda.
Entra Giulio, mi sono appena svegliata, questa notte non riuscivo a prendere sonno e mi devo essere addormentata tardissimo.
Mamma ti ho svegliato solo perché sapevo che dovevi preparare il pranzo per gli invitati e non volevo che poi fosse troppo tardi.
Hai fatto bene Giulio, senti ci sei questa sera a cena vero?
Veramente no mamma, avrei un impegno.
A Mara venne un colpo al cuore, ripensò al fantasma del presente e a quello che aveva visto, la sveglia che indicava le 21 del 25 dicembre, non doveva permettere al figlio di uscire.
Ma dai, non vorrai lasciare la sera di Natale tua mamma tutta sola! Non vuoi vedere il regalo speciale che ti ho riservato?
Cosa? un altro regalo? Pensavo che l’Iphone fosse il tuo dono!

Già, ma ti ho detto che quello di stasera è un regalo speciale, molto speciale. Oh ma come mai non c’è il latte nel caffè?
Si deve essere finito e oggi sono tutti chiusi visto che è Natale, ma mi metti molta curiosità mamma, non puoi anticiparmi nulla rispetto a stasera?

Mentre stava per rispondere, Mara notò un piccolo bozzo che cominciava a crescere e che traspariva dal pigiama del figlio, la coperta che la copriva si era abbassata e si notavano più del dovuto le sue tette, sempre coperte, ma più in mostra. Decise così di prendere la palla al balzo e provocare Giulio.
Mmm non so se anticiparti niente, sono un poì scocciata che manchi il latte, il caffè così è troppo forte per me! E dire che ho una bella centrale del latte, peccato che non ne produca più.
E così dicendo Mara si scoprì le sue tette e ne strizzò una verso la tazzina come se volesse far uscire del latte dai suoi capezzoli. Giulio era rimasto a bocca aperta, gli occhi fissi sulle tette di mamma e la sua erezione ormai senza più speranza di essere occultata.
Che fai Giulio! Sembra che non hai mai visto il seno nudo di una donna! E qui cosa abbiamo?
E con un gesto secco abbassò al figlio il pigiamo rendendo pubblico il suo enorme eccitamento.
Ma guarda un po’, vedo che faccio ancora effetto! Di un po’ te le fai ancora le seghe pensando alla tua mammina? Vuoi un anticipazione della mia sorpresa di stasera? Adesso ti mungo il tuo bel cazzone così facciamo uscire un bel po’ di latte per macchiare il mio caffè che ne dici?
Giulio! Giulio? Giulio?!!
Bonk!! Giulio stramazza a terra svenuto col sangue che gli cola dal naso! Sembra uno di quei fumetti giapponesi! E’ stato davvero troppo per il figlio di Mara.

Secondo voi che farà adesso la sua mammina? La respirazione bocca a bocca? Secondo me la bocca la userà, ma per fare qualcos’altro…
Buon anno! e al prossimo per il possibile seguito!!!

Quella porca di mamma ad Halloween

Saturday
Oct 31,2009

In occasione di Halloween, ho deciso di scrivere di getto un racconto ad hoc! Spero di non aver fatto troppi errori causati dalla fretta, sentitevi liberi di lasciare dei commenti!

Quella porca di mamma ad Halloween
Non dimenticherò mai quella sera del 31 ottobre, quando in famiglia avevamo deciso di festeggiare Halloween e andare in un locale vestiti di tutto punto, con costumi fatti davvero bene presi dal negozio dello zio.
Ognuno si era portato a casa due costumi per scegliere quello che vestiva meglio con comodità a casa, tanto, essendo di proprietà di un parente, non avevamo nessun problema.
Io scelsi il costume da zombie e da Frankenstein, papà quello di Papa e di vescovo, mamma quello di suora e infermiera (tutti e due molto sexy).
Il programma era di cenare e poi spassarsela tutta la notte sperando di divertirci. Optammo per una cena leggera, ma non mancò il vino, che però quella sera fece più effetto del solito, forse proprio a causa della mangiata veloce e più light rispetto al solito, io stesso che normalmente ne bevevo un bicchiere scarso, avevo difficoltà ad indossare il costume da zombie, comunque alla fine completai quasi tutto tranne la cerniera del calzoni che non ne voleva sapere di funzionare a dovere, così mi diressi presso la camera dei miei per chiedere consiglio a mia madre, se cambiare il costume con l’altro o se c’era qualche trucchetto per risolvere il problema.
Mentre mi avvicinavo alla stanza da letto dei miei cominciai a sentire i loro discorsi:
- Devi espiare alle tue colpe e ai tuoi peccati, hai proferito sconcezze dopo la tua ultima confessione?
- Si signor vescovo, mi è capitato…
- Allora devi santificare la tua bocca col divino obelisco della saggezza!
Divino obelisco della saggezza? Ma che cazzo sta dicendo papà, pensai! Il vino deve avergli dato alla testa! Non feci in tempo ad entrare che mi bloccai sull’uscio della porta appena vidi mia madre, vestita da suora, inginocchiata a sbocchinare l’uccello di mio padre, che a sua volta era col costume da vescovo. Non potei fare che altro che accovacciarmi e spiarli.
- Brava, brava, adesso che la bocca è purificata dobbiamo pensare al resto.
Mi madre si alzò la tonaca e sotto aveva delle bellissime calze a rete ed era senza mutande! Mio padre la fece girare e cominciò a scoparla alla pecorina. Era buffo vederlo tutto vestito col costume da vescovo e il solo cazzo di fuori mentre impalava la mamma, lei, tra l’altro, doveva godere parecchio, perché gridava ed incitava in una maniera mai vista neanche in un film porno.
Ad un certo punto mio padre tutto in una volta pronunciò:
- E’ in arrivo la tua santa benedizione!!!
Tirò fuori l’uccello dalla fica di mia madre e cominciò a spruzzare un sacco si sborra dal cazzo, imbrattando tutto il costume di mamma, che ansimando disse:
- Oh no! non solo non sono venuta e ho ancora voglia, ma mi hai anche sporcato tutto il costume che volevo indossare stasera!
- Scusa cara, ma non sono riuscito a resistere, conciata così mi hai fatto arrapare da morire! Mettiti l’altro vestito, poi quando torniamo ti rivesti  nuovamente da suora che di do la benedizione finale. Adesso si è fatto un po’ troppo tardi e non vorrei che ci togliessero la prenotazione per darla ad altri.
- Hai ragione caro, forse è meglio che tu e Tommaso nel frattempo andiate, io prendo la Smart e vi raggiungo dopo.
Vedendo l’assenso di mio padre alla proposta della mamma, scappai subito nella mia camera per non farmi scoprire, dovevate vedermi, uno zombie che corre con il cazzo duro che gli esce dalla patta dei pantaloni, una scena da comiche!
Dopo un paio di minuti venne a chiamarmi mio padre per dirmi di andare, ma io dissi che l’avrei raggiunto con mamma perché avevo problemi con il mio costume e probabilmente sarei stato obbligato a cambiarmi e mettere l’altro.
Mio padre andò via, così cercai nuovamente di chiudere la cerniera, ma adesso c’era anche il problema dell’erezione, così decisi che forse era meglio spararsi una bella sega e rimettere le cose a posto, andai in bagno ma mi accorsi troppo tardi che c’era mamma, già vestita da infermiera e in procinto di truccarsi. Era uno spettacolo, indossava delle scarpe bianche lucide con un tacco altissimo, ma grosso, calze a rete bianche, una mini vertiginosa, penso fosse di latex e il top lasciava intravedere un seno maestoso nonostante mia madre non abbia mai avuto delle tette grandi, probabilmente il costume era fatto apposta per evidenziarne le forme.
- Ehi Tommaso, che fai qui, pensavo fossi andato via con papà!
- Scusa mamma, ma ho qualche problema con il costume, non riesco a chiudere la cerniera e non sapevo se cambiarmi o meno.
- Fai una prova facendo scorrere sulla cerniera una candela, ne trovi qualcuna lì nell’armadietto di fianco alla scatola delle garze e cerotti.
Mentre cercavo la candela, potevo vedere il suo riflesso allo specchio, si era già messo un rossetto rosso fuoco lucido sulle labbra e adesso si apprestava a truccarsi gli occhi. Io intanto avevo trovato la candela e stavo provando questo trucchetto che mi sapeva tanto da rimedia della nonna. Purtroppo l’erezione non era certo passata ed ero un po’ spaventato che mamma se ne accorgesse. Mi venne un colpo quando incrociai il suo sguardo nello specchio e disse:
- Fai vedere a me va! Se no rischi di fare danni!
Mi spintonò e mi fece di botto sedere sul water, ma quella posizione non fece altro che far uscire dritto dritto il mio cazzo fuori dal buco della cerniera, 23 centimetri di carne per la prima volta alla vista di mia madre, che esclamò:
- Alla faccia dell’uccellone e che è successo! Guarda che avevo detto di scorrere la candela sulla cerniera, mica di farti una pippa!
- Mamma, così mi imbarazzi…
- Tu sarai forse imbarazzato, ma il tuo coso mi sembra bello sveglio! Se non lo calmi difficilmente sarai in grado di uscire, conviene che ti masturbi, su fai in fretta che dobbiamo andare.
- Va bene mamma, vado di là…
- No, no, no, che bisogno c’è, ormai ti ho visto, so anche che devi fare, fallo direttamente qui, apri la tazza del water e trastullati pure.
Questa decisione mi fece capire la porcaggine di mia madre, forse era soltanto l’effetto del vino, fatto sta che mi costrinse a masturbarmi in bagno a pochi metri da lei che nel frattempo finiva di truccarsi. Ogni tanto vedevo dal riflesso che buttava l’occhio sul mio cazzo, che non ne voleva sapere di venire nonostante il liquido precoitale uscisse copioso. Decisi allora di lasciarmi andare e farmi la sega come se fossi in intimità e aumentare l’eccitazione per sborrare il prima possibile. Una cosa che mi fa impazzire è bagnarmi di saliva le punte delle dita della mano e massaggiarmi la cappella. Il tutto stava funzionando, anche se cominciava a distrarmi il respiro di mia madre, intuivo che si stava eccitando molto nel vedermi eseguire quella masturbazione, così decisi di esagerare emettendo dei sospiri di godimento che normalmente non facevo, potevo scorgere il viso di mia madre diventare sempre più rosso. Poi diedi il colpo di grazia, stava uscendo un bel po’ di liquido precoitale, così lo raccolsi con le dita dell’altra mano e lo portai alla mia bocca assaporandolo con doverosa lussuria facendomi notare platealmente, al che la mamma non resistette:
- Ma che stai facendo Tommaso? Ti lecchi la sborra?
- No mamma, questo non è sperma, è il liquido precoitale che solitamente serve a lubrificare il pene durante l’atto sessuale.
- Va beh! una cosa o l’altra, sempre in bocca te lo sei messo!
- E che c’è di male? E’ buonissimo, mi piace tantissimo sentirlo in bocca mentre mi masturbo.
- Davvero? A tuo padre ho fatto dei pompini, ma non ho mai sentito niente del genere…
- Forse papà non ne produce abbastanza, so che ci sono donne che hanno secchezza vaginale, magari vale anche per gli uomini.
In quel momento mi resi conto di avere la mamma in pugno, ero sicuro di averle fatto scattare la molla della curiosità, forse stavo solo sognando ad occhi aperti, ma volevo spingerla ad assaggiare il sapore del mio cazzo, così feci di tutto per far uscire dell’altro liquido precoitale e poi chiedere:
- Mmmh, ne è uscito ancora mamma, non è che vuoi toglierti la curiosità e assaggiarlo?
La tonalità di rosso del viso di mia madre se mai poteva essere, diventò ancora più porpora, sembrava dovesse esplodere da un momento all’altro:
- Non è cosa che una madre dovrebbe fare, ma la situazione è surreale… io qui in bagno vestita come una troia, mentre il proprio figlio zombie si sta segando davanti a lei… forse ho bevuto troppo, ma un assaggino lo voglio dare.
Stavo per raccogliere il liquido per farlo assaggiare a mia madre quando lei mi fermò:
- No, aspetta Tommaso! Fammelo leccare direttamente dalla fonte.
Non credevo alle mie orecchie! Mamma voleva leccarmi il cazzo! Ebbi un sussulto, ebbi l’impressione che il mio uccello fosse cresciuto di un paio di centimetri per l’eccitazione. Mia madre non attese la risposta, chiuse il water, mi fece risedere e si abbassò per avere il mio pene all’altezza del viso, avvicino la bocca e diede una leccata tra il frenulo e l’uretra raccogliendo con la lingua gran parte del liquido precoitale assaporandolo:
- Mmmh, ma lo sai che hai ragione? è davvero buono!
A questo punto prese il mio cazzo in mano e cominciò a segarmi lei, era bravissima! Appena usciva un po’ di liquido faceva uscire la lingua e lo leccava tutto.
- Mmmh, davvero delizioso!
A questo punto da vero porco dissi:
- E non hai sentito ancora il sapore della mia sborra!
- Cosa? vuoi dire che lo sperma è ancora meglio?
- Certamente! Almeno il mio lo è di sicuro, non è che sia esperto di altri cazzi oltre il mio. Ma a papà non lo hai mai fatto l’ingoio? Non ti è mai venuto in bocca o in faccia?
- Ma che stai dicendo Tommaso? Sembra che tu stia dicendo se mettere o meno il formaggio sulla pasta!
- Scusa mamma, non volevo… pensavo che in una coppia affiatata come la vostra avesse sperimentato già tutto…
- Abbiamo fatto le nostre sperimentazioni, ma questa non è mai uscita fuori né da me, né da tuo padre…
- Beh, c’è sempre una prima volta, non è vero signora infermiera?
- Già! Adesso la tua infermiera troia ti fa un bel prelievo di sperma!
Detta questa frase mia madre si avventò sul cazzo e cominciò a farmi un succoso pompino, mamma mia (è proprio il caso di dirlo…) quanto era brava! Quanto avrei dato per avere in quel momento una videocamera per immortalare quell’attimo! Mi sarei accontentato anche di registrare il solo audio del rumore del suo bocchino, era fenomenale! Non avevo mai visto una simile voracità, riusciva a far sparire tutti e 23 i miei centimetri di pisellone arrapato.
- Quanto sei troia mamma, stai facendo un bocchino a tuo figlio, non ti vergogni? Leccami un po’ i coglioni, fai ribollire lo sperma che poi ne esce di più e ti disseterai più facilmente!
- In questo momento non sono una madre, sono una puttana succhiacazzi che vuole assaggiare il tuo nettare, adesso mi mangio le tue palle così mi darai più succo da bere!
La pronta risposta porca di mia madre fece salire alle stelle la mia eccitazione, la sua lingua sui testicoli ebbe l’effetto finale e venni improvvisamente, neanche io me ne resi conto… ad oggi penso di aver fatto la mia più copiosa sborrata!
Il primo schizzo fu un razzo, uscì fuori e disegnò una parabola pazzesca arrivando dall’altra parte della stanza colpendo lo specchio, mia madre si accorse che stava succedendo qualcosa e lasciò la leccata alle palle, in quel momento partì il secondo schizzo che la colpì violentemente alla fronte facendo un rumore simile ad uno schiaffo sordo, il terzo schizzo finalmente le finì direttamente nella bocca, tenuta oscenamente aperta dopo aver capito quello che stava succedendo. Poi arrivò il quarto, il quinto e sesto, sembrava un tiro a segno, con mamma che cercava di bere tutto il possibile. Gli schizzi erano terminati, ma lo sperma continuava ad eruttare dalla punta del cazzo, lento e denso colava verso tutta la lunghezza del mio pene e ogni volta veniva raccolto lascivamente dalla lingua di mia madre, che lo ingoiava immediatamente. Adesso teneva stretta con la mano la base del mio pisellone e quando vide che dal prepuzio non usciva più nulla, con il pollice cominciò fare pressione su tutta l’uretra, dal basso verso l’alto, la mossa ebbe effetto, un grosso grumo bianco di sborra comincio a sgorgare, questa volta non usò la lingua, ma poggiò le sue labbra morbide sulla punta e cominciò a succhiare, mi sentì quasi male in quel momento, il cazzo era ancora durissimo, ma ormai il piacere si era trasformato in dolore:
- Mamma basta! Mi fai male!
- Ne voglio ancora, la tua sborra è così buona e ne andata sprecata tanta…
E si voltò mostrandomi la grossa macchia sullo specchio che colava ancora. Allora aiutandomi con la mano, cominciai a raccogliere lo sperma che aveva in fronte, sui capelli e sulla faccia portandoglielo in bocca. Finalmente aveva lasciato la presa sul cazzo e succhiava le mie dita, finito di pulire il suo viso, si alzò di colpo e si diresse verso lo specchio su e cominciò a leccarlo tutto. Era uno spettacolo sconvolgente, in quel momento mia madre sembrava una drogata. Piegandosi alla ricerca nel lavandino di altro sperma notai il suo sedere nudo e la sua bellissima fighetta con una leggera peluria. Il mio cazzo era ancora in tiro, allora decisi di farla completa, mi alzai, le presi i fianchi e la penetrai in figa da dietro. Lei ebbe un sussulto, un attimo di esitazione, non si aspettava questa mossa. Continuando a pomparla avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le dissi:
- Ti sto preparando un altra dose di sborra calda, questa volta non andrà sprecato nulla!
E così fu… magari il prossimo Halloween vi farò sapere come è continuata la serata. Si! perché poi siamo andati al locale dove ci aspettava papà, ma mamma non era ancora sazia…
Avevo creato un mostro!!!

Lo Yougurt – terza parte

Saturday
Oct 3,2009

Eravamo seduti uno di fronte all’altro, mia madre continuava a girare il cucchiaino nello yogurt, l’attesa mi stava facendo innervosire, dalla mia fronte cominciavano a spuntare goccioline di sudore. Alla mamma non sfuggì il mio stato:
“Che c’è Giuseppe, sei impallidito tutto una volta, non ti stai sentendo bene?â€
“No no, mamma, stò benissimo, non ho nienteâ€
“Va beh, se lo dici tu, mi tranquillizzo… mangiamoci ‘sto yogurt allora… aumhhhâ€
Stava gustando il primo cucchiaino, cercavo di decifrare le sue reazioni… ed eccone un altro… siamo sempre uno di fronte all’altro, ci stiamo guardando negli occhi… terzo, mia madre sfodera un sorrisino… quarto cucchiaino, mia madre dice:
“…e bravo il mio piccino…â€
capisco che ha capito… quinto, sesto e settimo in rapida successione con commento:
“ummmhhh, davvero squisito…â€
gratta il contenitore con il cucchiaino cercando di raccogliere i rimasugli, poi con la lingua lecca tutto il bordo interno, alla fine passa al dito e raccoglie le ultime gocce dal fondo. la scena mi manda in subbuglio, non c’è bisogno di dire che il cazzo mi era diventato di marmo di fronte a quello spettacolo… mamma mi guarda e dice:
“Adesso ho capito perché ti davi tanto da fare ultimamente con la colazione di tua sorella invece di essere scocciato… c’era il lato divertente eh? Ma che bravo il mio Giuseppe!!! solo che io questo tipo di yogurt lo preferisco naturale, senza additivi e sopratutto fresco… pensi di essere in grado di accontentare adesso la tua mammina? Come mai sei diventato tutto rosso come un peperone? non ti vergognerai mica? Se vuoi mi giro dall’altra parte mentre mi prepari lo yogurt fresco…â€
Effettivamente sentivo anch’io di essere diventato rosso, ma non era certo vergogna… l’eccitazione a mille e la pressione del mio uccello che ormai mi faceva un male boia per la prolungatezza dell’erezione non facevano altro che aumentare il mio sforzo di resistenza, non mi era mai successo da sveglio, ma avevo la sensazione che da lì a poco sarei venuto nelle mutande. Comunque non mi feci intimorire dalla sfacciataggine di mia madre, ultimamente avevo solo immaginato nei miei sogni erotici questo momento… non dico che fosse un deja-vu, però mi alzai senza pensarci due volte e, con la mia mostruosa erezione in mostra dal piagiama mi avvicinai alla mamma.
“Wow piccolino mio!!! e io che pensavo che fossi scarico… avvicinati di più, fammi vedere da vicino cosa nascondi là sotto…â€
La assecondai, mi avvicinai, il mio basso ventre era a pochi centimetri dal suo sguardo, ammirava desiderosa quella protuberanza del pigiama, poi avvicinò la bocca alla punta dell’erezione e schioccò un bacio. A quel punto non resistetti più, sentivo lo sperma che stava risalendo velocemente e cominciava ad uscire, si poteva già notare l’apparire di una chiazza umida sulla punta del pigiama. La mamma probabilmente non si aspettava questa prematura fuoriscita:
“Hei piccolino che fai!!! stai venendo senza avvisarmi? adesso ci penso io…â€
Mi abbasso prepotentemente i pantaloni, il mio cazzo continuava ad eruttare sborra e mia madre non fece altro che tenere la bocca aperta e far scendere tutto lo sperma nella sua bocca senza toccarmi il pene né con la bocca, né con le mani… si era praticamente inginocchiata e con le sue mani mi teneva i fianchi. Devo dire che in quel frangente non ho goduto nel vero senso della parola, la mia venuta è stata più che altro una liberazione da quell’ecceso di eccitazione, non ho provato piacere se non quello cerebrale di vedere la mia mammina, in ginocchio di fronte a me, a bere dalla mia fontana. Mi piacevano anche i suoi commenti:
“mmmhhhhh… la tua sborra ha un sapore favoloso, dolce e leggermente aspra, densa e cremosa come piace a me… fammi leccare le ultime gocce… le più saporite…â€
Fu in questo momento che finalmente mi toccò. Prese il cazzo in mano e lo strinse dalla base fino alla punta come si fa con il tubetto di dentifricio finito per far uscire il rimasuglio finale. Così facendo fece uscire un bel grumo di sperma bianco dal mio prepuzio e con la punta della lingua lo portò via nella sua boccuccia.
“ Buonissimo!!! questa si che è una colazione come si deve!!!  peccato per te!!! la venuta mi sa che non è stata poi così goduriosa, vero?â€
“Effettivamente è successo tutto così velocemente, ero talmente eccitato dalla situazione che non ho resistito…â€
“Non ti preoccupare piccolino, vedrai che andrà meglio la prossima volta…â€
Non credevo alle mie orecchie!!! probabilmente ci sarebbe stata una prossima volta!!! Poi improvvisamente mia madre parlò di mia sorella:
“Ma tu lo sai perché Emanuela ha litigato con suo marito?â€
“Non ne ho la minima idea mamma…â€
“Per ragioni di sesso…lui voleva qualcosina di più dal rapporto che tua sorella non era disposta a dare e, a furia di insistere e di osare, lei si è rotta di palle ed ha optato per un breakâ€
“La miseria…è che cosa avrà mai chiesto per farla scappare, di ricoprirla di escrementi come i copo… i copro…si insomma quelli lì?â€

“Ma figurati!!! in questo tipo di coppie i passetti sono minuscoli, prima di arrivare a quel punto sono morti e sepolti… voleva semplicemente un bel lavoretto di bocca o la gioia del secondo canale, ma lei nulla… e quando lui ci ha provato durante una monta alla pecorina a cambiare buco, lei si è incacchiata e l’ha mollato… figurati se sapesse che ultimamente sta facendo colazione con yogurt misto a sperma senza battere ciglio, quando non vuole dare neanche una leccata all’uccello…â€
Mi venne da ridere, risi proprio di cuore e mia madre mi seguì a ruota, ridemmo tutti e due per un bel po’ quando alla mamma venne un’idea:
“Faremo piacere a Emanuela le gioie del sesso che lei stessa sta allontanando senza neanche conoscerle!!! Dovremo cominciare in modo subdolo, l’idea dello yogurt portata all’eccesso potrebbe funzionare, cosa c’è di meglio che fare delle buone scopate per ottenere in più il premio finale. D’altronde siamo madre e figlia, se io sono golosissima di sperma, perché non lo dovrebbe essere anche lei. Se Emanuela scopre di essere un’amante della sborra non potrà certo tirarsi indietro di fronte ad un succoso pompino, non ti pare? Si attueremo questo piano, tu dovrai rimanere in astinenza completa per una settimana…anzi, penso, carico come sei, che possano bastare anche tre giorni, a tua sorella darai la mattina il più schifoso degli yogurt dicendo che quello buono non lo trovi più e, al terzo giorno, le riempiremo un intero barattolo con il tuo sperma senza nessuna mistura…se lo mangia tutto é nelle nostre mani…â€
“Ma mamma, non riuscirò mai a riempire un intero contenitore!!!â€
“Ma che dici piccino mio??? Guarda che mi sono resa conto benissimo delle tue facoltà… se rimani in astinenza per tre giorni, segui i miei dettami alimentari e, soprattutto, le mie pratiche sessuali, vedrai che il barattolino non basterà a contenere il succo della tua passione… emh a proposito… visto che dovrai farne a meno per un po’… che dici di scaricare un altro po’ di sborra in bocca alla tua mamma, mi è venuta ancora voglia… il tuo sperma è così buono… dai su, masturbati davanti alla tua mamma… guarda, lo faccio anch’io…â€
E così fece!!! allargò le gambe, si alzò la vestaglia e mise in mostra la sua figona pelosa… la troia non indossava neanche le mutandine. Era una scena molto eccitante, così feci compania alla mamma cominciando a masturbarmi…

(Fine terza parte)

Lo Yougurt – seconda parte

Tuesday
Sep 15,2009

Vi ricordo di leggere il primo episodio prima di proseguire.

Mia sorella stava assaporando lo yogurt con lo stesso piglio di un degustatore di vini… avevo il timore che ad un certo punto lo sputasse schifata, ma non fu così: “decente… si devo dire che finalmente hai trovato un tipo di yogurt che non fa letteralmente schifo, anzi, devo dire che non è niente male… yum… ho la sensazione che più lo mangio, più diventa buonoâ€. Tirai un sospiro di sollievo e vedendo mia sorella trangugiare con tanta ingordigia i rimasugli di quel mio “componimentoâ€, mi comportò una certa eccitazione. Non vedevo l’ora che arrivasse l’indomani per ripetere l’esperimento. La giornata passò tranquilla e il giorno dopo mi alzai in fretta e furia per preparare la colazione. Avevo il cazzo che mi stava sfondando il pigiama, era già in tiro pensando ai preparativi. Aprii lo yogurt e, come la prima volta ne mangiai un po’, poi tirai fuori il mio uccello e cominciai a menarmelo, stavo già per godere quando mi fermai ricordando la scena che vidi il giorno prima tra mia madre e il suo amante. Decisi di utilizzare la sua “tecnicaâ€, rimisi a riposo il mio pene e preparai la mia colazione, poi lo tirai di nuovo fuori e cominciai a segarmi, quando stavo per arrivare, mi rifermai e feci colazione. Finito tutto decisi che era ora di venire, cominciai a menarmelo nuovamente lentamente, poi accelleravo il ritmo per poi rallentarlo, finché non sentii che stavo per raggiungere il mio limite fisico. Puntai la cappella nel barattolino dello yogurt e detti le ultime segate. Gli schizzi di sborra uscivano con una prepotenza tale da far schizzare fuori parte dello yogurt. Fu una venuta memorabile, molto più abbondante del giorno precedente. Presi il cucchiaino e cominciai a mescolare allegramente il composto. Dopo qualche minuto fece la sua comparsa mia sorella, seguita da nostra madre che mi disse: “saresti così gentile da preparare anche per me una bella colazione caro? stanotte ho dormito poco e ho poca voglia di trafficare, su coccola anche me come fai con tua sorella.†Al che mia sorella intervenne: “perché non mangi anche tu uno yogurt, Giuseppe ne ha trovato uno niente male†e cominciò a degustare la mia “creazioneâ€: “uhmmmmm… squisito… uhmmm… sembra addirittura meglio di ieri, proprio una delizia†Mia madre, conoscendo i gusti difficili di Emanuela, restò alquanto sbalordita dalle sue affermazioni, tanto che volle provare anche lei lo yogurt. Così presi un altro barattolo dal frigorifero per porgerlo poi a mia madre. “no Giuseppe, lo preferisco nella coppetta di vetro, non mi piace armeggiare con quei contenitori di plastica!!! Anzi fai una cosa, prendi la coppa più grande, così me ne versi due barattolini, non sono certo come Emanuela non mi basta certo un solo yogurt per reggere la giornata.†E così feci, preparai la colazione per la mia mammina, purtroppo non potevo inserire il mio ingrediente segreto e sono sicuro che a mia madre non sarebbe affatto dispiaciuto… intanto la mia sorellina aveva finito di mangiare il suo yogurt ed era fuggita ad occupare il bagno prima che potessi anticiparla io. Aspettai il mio turno in cucina e osservai la mamma mentre faceva colazione, non avevo mai notato quanto fosse eccitante, non tanto per il suo corpo a cui teneva molto e che era da favola, ma per il suo modo di fare, di ridere, guardare, muoversi. La vedevo mangiare lo yogurt con una sensualità mai vista, come muoveva la mano con il cucchiaino, prendere la crema, portarsela alle labbra, aprire piano la bocca, tirare leggermente fuori la lingua, richiudere la bocca e tirare fuori il cucchiaino pulito, deglutire… avevo nuovamente il cazzo duro!!! speravo che mia sorella tardasse ancora in bagno, altrimenti non sarei mai riuscito ad alzarmi ed uscire dalla cucina con una simile protuberanza senza farmi notare. A salvarmi ci pensò il telefono, rispondeva sempre mia madre (probabile che volesse evitare di farci parlare direttamente con qualcuno dei suoi amanti), così approfittai della sua assenza per rifugiarmi nella mia stanzetta e aspettare il mio turno per il bagno. Non aspettai molto perché mia sorella uscì dopo neanche un minuto, così recuperai al volo una rivista per coprire la mia erezione e mi precipitai ad occupare il suo posto. Notando la rivista emanuela si mise una mano sul naso simulando che ci fosse puzza dicendo: “fortuna che sono andata prima io, altrimenti sarei rimasta asfissiata come in una camera a gas…†Sorrisi alla sua battuta e soprattutto alla sua interpretazione sulla rivista e mi chiusi in bagno. Non ce la facevo più, dovevo masturbarmi nuovamente. Mi tolsi il pigiama, il mio pene era così duro da farmi male, mentre me lo menavo pensavo alla mia mammina che mangiava col suo fare voluttuoso lo yogurt e immaginavo me, col cazzo di fuori, che le chiedevo se voleva che gli aumentassi la dose di crema. Alla sua risposta affermativa avvicinavo la mia cappella alla coppa di vetro e cominciavo ad eruttare il mio sperma in un susseguirsi di schizzi densi e lei con il cucchiaino girava la nuova mistura per farla amalgamare per benino assaggiando ogni tanto, come a controllare se il tutto fosse ben equilibrato. Come per magia, al suo stop, il mio cazzo finiva di sborrare e lei cominciava a mangiare lo yogurt con un ingordigia che solo la mia mente malata poteva immaginare. Dopo essersi leccata tutta la coppa con la sua lunga lingua rendendo superfluo il lavarla vista la sua perizia mi si avvicina al cazzo con la sua bocca dicendo: “…e adesso ho proprio voglia di un po’ di yogurt alla spina…†A questo punto vengo sul serio innaffiando tutto il bagno con la mia sborra in una lunghissima e piacevolissima venuta. Era la prima volta che mi sparavo una sega pensando alla mia mammina e devo dire che fu un’esperienza travolgente, come lo fu anche quella di ripulire… avevo davvero sporcato dappertutto. Quella sera uscii con i miei amici e, visto che era sabato, facemmo una capatina in una discoteca dei dintorni, poi ne facemmo un’altra e poi un’altra ancora… praticamente tornai a casa il mattino dopo. Non ero per niente stanco, anzi, l’idea di preparare la mia speciale mistura, mi manteneva bello pimpante. Fatto tutto feci colazione anch’io e visto che mia sorella non accennava ad alzarsi, decisi di approfittarne per rincarare la dose, così mi masturbai di nuovo e aumentai il volume dello yogurt. Ero in uno stato di eccitazione perenne, sembrava che le forze mi rinascessero in pochi secondi, questa storia mi aveva dato una vitalità sessuale che non credevo. Mia sorella continuava a tardare, così decisi che era ora che la svegliassi, andai nella mia stanza ed ebbi una sorpresa… non c’era nessuno, il suo letto non era stato neanche toccato. Ritornai in cucina e ci trovai mia madre che si era appena svegliata, vedendomi un po’ sorpreso disse: “che c’é? pensi di essere il solo ad uscire di sabato sera? tua sorella non è ancora tornata, ieri mi ha telefonato dicendomi che se avesse fatto tardi, sarebbe rimasta a dormire da una sua amica. Che c’è caro??? sei dispiaciuto per aver preparato inutilmente la colazione? Non ti preoccupare, anche se non è il mio tipo preferito, la mangio io, così evito anche di faticare, mi sento proprio una pezza in queste ultime mattine. A te invece ti vedo bello attivo, non ho mai visto il mio figliolo essere così felice di preparare la colazione per sua sorella.†Che strana sensazione che provavo in quel momento, un misto di eccitazione e terrore, mia madre stava per assaggiare la mia mistura, la ricetta di vendetta per la mia sorellina… da lì a poco sarei stato partecipe alla reazione della mamma al gusto del mio seme…
(Fine seconda parte)

Lo Yougurt – Prima parte

Tuesday
Aug 18,2009

Quando mia sorella si lasciò con suo marito e venne a vivere a casa dei nostri genitori pensavo che fosse la mia fine, la perdita totale della mia libertà, condividere nuovamente la mia stanza con un essere dispotico come lei sarebbe stata una punizione troppo grande per me. Erano passati ormai 4 anni dal suo matrimonio e dall’inizio della mia meritata “solitudine†nelle quattro pareti della mia camera. All’epoca avevo 14 anni e non mi rendevo ancora conto di quanto potesse essere bello avere la prorpria stanza tutta per  se… mia sorella ne aveva già 21 di anni e non riesco a capire come facesse a non avere la necessità di uno spazio tutto suo, probabilmente scaricava tutta la sua tensione su di me, ricordo fin troppo bene come mi trattava, ero praticamente il suo schiavetto, dovevo pensare io a pulire la camera, tenere in ordine, coprirla quando usciva la notte e perfino portarle a letto la colazione.
Certo anche adesso, a parte la colazione, faccio le stesse cose nella mia stanza, ma per l’appunto, ora era solo mia, quindi era logico che me ne dovessi occupare. Il letto che utilizzava mia sorella era rimasto al suo posto, quindi non ci sarebbero stati stravolgimenti nella camera, l’avevo utilizzato più volte per invitare degli amici a passare il week-end a casa mia. Di stravolto ci fu solo il mio armadio con tutta la sua roba e la mia vita… Pretendeva ancora la colazione a letto la stronza, ma adesso voleva lo yogurt e, visto che il tipo che prendeva lei nella città dove abitava prima non c’era, ogni giorno ne dovevo comprare un tipo diverso per vedere se le andava bene. Non parliamo della mia privacy poi… prima che lei venisse ad abitare da noi potevo masturbarmi ogni volta che ne avevo voglia, adesso era quasi impossibile trovare il momento giusto. Poco dopo trovai finalmente il modo di sfogare i miei istinti sessuali, ci penso mia madre e un suo amante. Da quando mio padre era morto la mamma non aveva avuto più un compagno fisso, ma non aveva rinunciato di certo al sesso ed ogni tanto capitava che lo facesse a casa di nascosto senza che se ne accorgesse nessuno, io stesso, sebbene ne avessi il sospetto, non l’avevo mai colta sul fatto in nessuna maniera. Come spesso accade ci fu una prima volta. Una mattina mi alzai più presto del previsto e mi diressi in cucina per preparare la mia colazione e scegliere lo Yogurt odierno per mia sorella, che dovevo togliere dal frigo almeno una ventina di minuti prima perché lei odiava mangiarlo troppo freddo. Feci colazione e dopo aprii lo Yogurt e lo assaggiai per vedere se era arrivato a giusta temperatura. Cazzo!!! era il più buono che avessi mai assaggiato, ero contento perché probabilmente avevo risolto finalmente questo problema e non dovevo andare in giro a cercarne di nuovi. Stavo esagerando mangiando qualche cucchiaino di troppo quando sentii dei strani rumori provenire da qualche parte in casa, sembravano dei lamenti. Lasciai la cucina e seguii quella fonte sonora arrivando davanti alla stanza di mia madre. A quel punto capii il frutto di quei lamenti e non ci pensai due volte a spiare dal buco della serratura… vidi abbastanza chiaramente mia madre stesa sul letto, non del tutto in orizzontale e con la testa poggiata su due cuscini tenuti in verticale, più in là c’era sicuramente qualc’un altro che ancora  non vedevo e che era la fonte del lamento, tutto mi fu più chiaro subito dopo quando mia madre cominciò a parlare.
- “Mi sa che a te non ti ci porto più a casa, fai un casino terribile mentre te lo meni, non voglio svegliare i miei figli, mi da fastidio che possano accorgersi di quello che faccio…sospettarlo si, ma non renderlo evidente!!!â€
-“E’ colpa tua Sandra, ogni volta che stò per venire mi dici di fermarmi aspettare 5 minuti e poi ricominciare a menarmelo di nuovo, il cazzo diventa sempre più sensibile in questi casi e ogni volta che mi tocco non posso non fiatare!!!â€
- “Beh, lo sapevi che a me la mattina piace fare una colazione abbondante…con questa tecnica esce più latte e ha una consistenza migliore, a me piace molto denso…comunque è il momento su vieniâ€.
Dopo quelle parole vidi per la prima volta la sagoma dell’amante di mia madre, probabile che fosse sull’altra sponda del  letto che non riuscivo a vedere. Si mise a cavalcioni vicino alla testa di mia madre e punto il suo pene vicino alla sua faccia menandoselo come un ossesso. La mamma lo sgridò immediatamente:
- “Ma non così!!! adesso te lo devi menare lentamente, molto lentamente, vedrai che anche tu godrai di più.â€
E così fece… iniziò a segarsi lentamente continuando ad emettere i suoi lamenti goduriosi, mentre mia madre aspettava ansiosa che la sua colazione fuoriuscisse da quella cappella diventata enorme dall’eccitazione e di un colore ben oltre il violaceo. Anch’io non ce la facevo più, avevo il cazzo durissimo e il pigiama non riusciva più a contenerlo, così lo tirai fuori e comincia a menarmelo. Ad un certo punto sentii che il lamento del tipo lo stava portando al capolinea e lo capì anche la mamma:
- “Su da bravo, fammi bere tutto il tuo sperma, sborrami in bocca, é ora che faccia una succulenta colazione!!!â€
E la venuta arrivò!!! Lei tranquilla, con la bocca aperta e la lingua fuori, fu invasa da molteplici schizzi densi e cremosi, quasi tutti dritti nella bocca, anche se i primi, quelli dal gettito lungo, le erano finiti sui capelli e in fronte. Finita la sborrata la mamma raccolse con calma e disinvoltura lo sperma che era rimasto sulla faccia e se lo portò alla bocca succhiandosi le dita e ingoiandolo con avidità. Era troppo, quella scena mi aveva dato il colpo di grazia, dovevo venire anch’io e non volevo rischiare di sporcare lì vicino, così corsi in cucina e lì col cazzo in mano, mi venne in mente una cosa da pervertito folle: avrei sborrato nello yogurt di mia sorella e glielo avrei fatto mangiare, era una sorta di vendetta personale… quello che avevo visto mi aveva completamente annebbiato il cervello, ero in uno stato di eccitazione mai provato prima, venni subito, il mio sperma aveva la stessa consistenza dello yogurt, solo il colore era leggermente diverso. Fatta scendere l’ultima goccia, mi pulii con uno scottex e cominciai con il cucchiaino ad amalgamare il nuovo composto. Mentre lo facevo, forse anche perché l’eccitazione dopo la venuta era calata, cominciai a pentirmi della mia “splendida idea†e cominciai ad avere timore di quello che sarebbe potuto accadere se mia sorella se ne fosse accorta. Non feci in tempo a prendere provvedimenti perché proprio in quel momento mi accorsi che era sull’uscio della porta che mi guardava :
- “E allora con questo yogurt? quando sarà ben mescolato? è un’ora che ci stai giochicchiando col cucchiaino!!!â€
- “La solita esagerata!!!â€
- “Su dai quà, speriamo che non sia una schifezza anche questo!â€
Così mi strappò dalle mani il barattolo dello yogurt e si sedette… il primo cucchiaino stava per raggiungere la sua bocca…

Fine prima parte.





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